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"Lo squalo" di Steven Spielberg

16 ottobre 2003 Recensioni 24 Commenti
Lo squalo

CIC, 27 Dicembre 1975 – Spaventoso

In una cittadina balnerare del New England, una ragazza viene uccisa da uno squalo molto vicino a riva. O così crede il capo della polizia. Quando iniziano ad accadere altri incidenti le cose si complicano, ma nessuno prende sul serio la caccia allo squalo, tranne il capo della polizia e un esperto ittiologo…


Richard Dreyfuss e Roy Scheider in una scena«Ci serve una barca più grande». I comuni mezzi di caccia allo squalo, in questa terza regia di Steven Spielberg, non sono sufficienti: lo squalo che dà il titolo al film non è un animale normale, è una versione gigante e molto più feroce di quello che si trova in natura. Perché? Perché con questo film l’intento del regista di Cincinnati era quello di spaventare lo spettatore, e uno spettatore che avesse nella mente una Moby Dick qualunque non si sarebbe certo fatto spaventare da uno squalo normale… Eppure, nonostante le esagerazioni in questo senso, crediamo a tutto ciò che ci viene proposto, grazie alla maestria con la quale Spielberg ce lo propone.

Richard Dreyfuss e Robert Shaw in una scenaPer buona parte delle due ore di pellicola, l’azione è costretta all’interno della piccola “Orca” e gira tutta intorno ai tre protagonisti. Tre personaggi piuttosto stereotipati ma bene assortiti, cui Roy Scheider, Robert Shaw e Richard Dreyfuss donano vita in maniera splendida. I meriti di questa pellicola non risiedono certo nella sceneggiatura di Peter Benchley e Carl Gottlieb, né nel misconosciuto romanzo di Benchley da cui è tratta.

Il regista Steven Spielberg e Roy ScheiderIl punto di forza del film è l’occhio di Spielberg per la tensione: fin dagli spaventosi titoli di testa con la soggettiva dello squalo e l’ossessiva musica di John Williams, lo spettatore sente vicino il pericolo rappresentato dallo squalo, sente vicino il chiudersi delle mascelle citate nel titolo originale della pellicola. E per Spielberg non c’è nemmeno bisogno di mostrare troppo a lungo il suo mostro: è con montaggio, musica e ritmo narrativo che riesce a farci venire la pelle d’oca.


La locandina statunitenseTitolo: Lo squalo (Jaws)
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Peter Benchley, Carl Gottlieb
Fotografia: Bill Butler
Interpreti: Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss, Lorraine Gray, Murray Hamilton, Carl Gottlieb, Jeffrey Kramer, Susan Backlinie, Jonathan Filley, Chris Rebello, Jay Mello, Jeffrey Voorhees, Robert Nevin, Ted Grossman
Nazionalità: USA, 1975
Durata: 2h. 04′


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Attualmente ci sono 24 commenti a questo articolo:

  1. Sebastiano scrive:

    Ultimamente mi capita di rivedere, piu’ o meno per caso, in tivvu’ o DVD, alcuni film di Spielberg anni ’70.
    Ho rivisto “Sugarland Express”, che non ricordavo cosi’ profetico sul tema dei mass-media, “Poltergeist”, che non mi sembra superato nel suo genere, e “Always”, melenso quanto vuoi ma nettamente sopra certe boiate (molto sopra, non solo 3 metri) che passano oggi.
    Forse il Re Mida farebbe bene a rilanciarli nelle sale, essendo passate alcune generazioni di incolpevoli (o no?) ignari dell’esistenza di certi film.
    Facendo pero’ a meno di ritoccarli, sia chiaro.
    Per dire che mi sembra ottima l’idea di tirare fuori dagli archivi film del passato in un sito popolare, se dal passato emerge “Lo squalo”.

  2. Alberto Cassani scrive:

    In effetti, bisogna dire che i film dello Steven Spielberg dell’epoca d’oro hanno clamorosamente vinto la lotta contro il tempo. Più di quelli più recenti, che sembrano decisamente ancorati al presente e con un poco sottotesto “universale”. Però non sono convinto che i suoi vecchi film potrebbero avere successo se riproposti al cinema, perché il pubblico di oggi potrebbe non afferrare la sottigliezza degli elementi che hanno li invece resi ancora attuali. Il ritocchino chirurgico, invece, ormai è diventato di talmente di moda che pare obbligatorio. Pensa che la Disney ha intenzione di far uscire nei cinema tutti i suoi cartoni classici in versione tridimensionale…

  3. GIUSEPPE CASCHETTO 15.07.1988 scrive:

    GRANDE FILM DI STEVEN
    FORSE UN PO ESAGERATO LO SQUALO CHE ATTACCA E MANGIA TUTTI MA COMUNQUE PIETRA MILIARE DEL CINEMA.CHE NE DITE VOI DI CINEFILE?

  4. Sebastiano scrive:

    Non sono di Cinefile, ma secondo me lo squalo non e’ affatto esagerato; ne poteva far fuori ancora di piu’!
    Per quanto riguarda la eventuale risposta del pubblico di oggi, credo che si’, e’ vero, il pubblico non reagirebbe allo stesso modo; per colpe proprie, ovviamente.
    C’e’ anche da dire che oggi i film vanno a velocita’ folli, tali per cui “Lo squalo” con i suoi ritmi stonerebbe, pero’ anche per questo aspetto e’ pubblico che ha una cattiva educazione.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Sì, diciamo che il cinema si è evoluto molto, nell’ultimo ventennio, ma non necessariamente nella direzione giusta. L’horror di atmosfera oggi non funziona più, ci vogliono ritmi rapidi e sangue finto a litri. Se vogliamo fare i fighi, c’è la stessa differenza che c’era tra gli horror della Universal e quelli della Hammer… Basta guardare i tanti remake di classici dell’orrore, quanto sono diversi nella struttura rispetto agli originali. Originali che però, secondo me, funzionavano decisamente meglio.

  6. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Lo squalo un film horror? mmmmm. Io non direi.
    Ha più di trent’anni è vero, ed è vero anche che in certi punti riesce ancora a mettere paura, ma non lo considererei un film horror, più un film d’avventura o un thriller ambientato in mare.
    Comunque ha una buona regia e si parla di Spielberg agli esordi.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Be’, ma il fatto che non faccia (più) paura non vuol dire che non sia un film horror. Ci sono un sacco di commedie che non fanno ridere, ma non per questo sono film drammatici… La struttura dello Squalo non è diversa da un Amityville Horror a caso, e proprio per questo è ancora piùà sorprendente non solo il suo successo ma anche la sua riuscita artistica.
    Ricordo di un’intervista ad un regista (ma purtroppo non ricordo chi) che doveva girare un film con Robert Shaw, il quale ha dovuto rifiutare perché contrattualmente obbligato a girare in quello stesso periodo proprio Lo squalo. Il regista diceva che Shaw Lo squalo non voleva farlo, perché era un horror banale di un regista inesperto e che non sarebbe stato visto da nessuno…

  8. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    E invece è diventato un classico ed è visto molte volte, io abito vicino ad una videoteca, fino all’altro giorno c’erano otto copie dello squalo ora ce ne sono solo due.
    Probabilmente è per un regalo di natale, ma mi sembra che spesso e volentieri diventi uno dei film più comprati, soprattutto la Platinum Edition a 2 DVD.

  9. Marco scrive:

    Grandissimo film di un ancora agli esordi Spielberg.
    Senza spendere troppe parole per descriverlo. Magnifico.
    Grande regia e grandi interpreti, poi lo squalo per l’epoca è stato fatto in modo eccezionale.
    Quando ero più piccolo non capivo come avessero fatto a girare la scena di caccia finale in mare aperto, il fatto di usare una grande vasca non mi era sembrato plausibile per l’epoca e i costi.
    Voi sapete come hanno fatto? Io si…XD

  10. Alberto Cassani scrive:

    Be’, ma non hanno girato in una vasca. Hanno girato in mare, con squali meccanici e alcune sequenze con squali veri. Tanto mica c’è qualcuno che riesce a distinguere uno squalo dall’altro…

  11. Marco scrive:

    No ma sai come hanno fatto a girare le sequenze in mare aperto con lo squalo meccanico? Per non vedere le case sono dovuti andare molto lontani da riva e per lo squalo hanno dovuto posizionare tipo dei “carelli” sul fondo per muoverlo…l’altezza doveva essere molto poca quindi….

  12. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Ignoravo completamente che alcune sequenze fossero state dirette con squali veri.
    Comunque nell’insieme non si riesce a notare se lo squalo è vero o completamente artificiale.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Ah, sì, sì. Hanno scelto quel luogo apposta perché ha il fondale bassissimo. E’ uno dei pochi punti della California in cui vanno a svernare gli ottuagenari apposta, perché non possono affogare e non possono essere mangiati dagli squali.

    Gli squali veri li hanno usati nella scena della gabbia immersa nell’acqua, se poi li hanno usati anche in altre scene non mi ricordo.

  14. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Meglio di niente, Grazie.

  15. Marco scrive:

    Giustissimo Alberto.
    Le scene dei squali veri sono stati effettuati da una coppia di sub che lavoravano per National Geographic.

  16. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    L’altro giorno ho visto i tre seguiti dello squalo e devo dire che sono assolutamente inutili. Il terzo, poi, quello con Dennis Quaid era veramente stupido. Quello di Spielberg resta uno dei migliori film degli anni 70 oltre che della filmografia mondiale e del regista stesso.

  17. solo film scrive:

    In effetti tutto il film è giocato sul vedo non vedo, mi mangia non mi mangia. Quando Spielberg è dietro la macchina da presa davanti è grande cinema.

  18. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Già.
    Lo squalo è uno dei migliori film d’azione degli ultimi 35 anni.
    Anche se mostra la sua età è in grado di dare una suspance di altissimo livello.
    Impossibile non averlo visto almeno una volta.

  19. salvo scrive:

    SEMPRE MERAVIGLIOSO… L’UNICO FILM CHE RIVEDO OGNI ANNO. L’ULTIMA VOLTA IN TV HO DISAPPROVATO IL FATTO CHE ABBIANO CAMBIATO LE VOCI ORIGINALI. ASSOLUTAMENTE VERGOGNOSO. LO GUARDO NELLA MIA CARA AFFIDABILE VIDEOCASSETTA CON LE VOCI ORIGINALI. CAPOLAVORO INDISCUSSO

  20. Marco scrive:

    Albe ma è confermato che la “grandissima” Universal ha deciso di non far uscire la reidizione di “Jurassic Park” in Italia?
    Spero ci ripensino e lo proiettino almeno in una sala delle maggiori catene di cinema (UCI, The Space, Arcadia).

  21. Alberto Cassani scrive:

    Per adesso no, ma non escludo che decidano poi di proiettarlo in occasione dell’uscita del quarto capitolo, se stavolta lo finiscono.

  22. Marco scrive:

    Ma secondo me anche la sceneggiatura non originale penso che una nomination e una probabile vittoria gli sarebbe potuta spettare.
    Albe sei d’accordo sulla perdita del film ai maggiori premi (film e regia)?

  23. Alberto Cassani scrive:

    Mah, oddio… I cinque film nominati nella categoria erano senz’altro più meritevoli; come ho scritto nella recensione, i pregi del film non stanno nella sceneggiatura ma nella sua messa in scena.

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