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"Lontano dal Paradiso" di Todd Haynes

2 settembre 2002 Recensioni 2 Commenti
Lontano dal Paradiso

Eagle Pictures, 20 Dicembre 2002 – Rétro

Autunno 1957. I Whitaker sono una tipica famiglia borghese con due figli piccoli, la cui vita è caratterizzata dalla stretta osservanza del cerimoniale quotidiano, dagli eventi mondani e dalla necessità di essere all’altezza della loro posizione. Ma in una società come quella basta poco per alimentare le malelingue…


Dennis Quaid e Julianne Moore in Lontano dal ParadisoPer apprezzare Lontano dal Paradiso è molto importante che ci si dimentichi il nome del regista. Todd Haynes è infatti stato il regista dell’irriverente Velvet Goldmine, oltre che degli apprezzati Poison e Safe. Anche questa volta le premesse erano quelle di un film “contro”, almeno nelle parole con cui Haynes ha presentato la sua opera al Festival di Venezia del 2002. Invece Lontano dal Paradiso è un film degli anni 50 dall’inizio alla fine, e non solo come scelta stilistica.

Julianne Moore e Dennis Haysbert in Lontano dal ParadisoLa sceneggiatura (dello stesso Haynes) mette in bocca ai personaggi dei dialoghi divertenti, a tratti pungenti, ma mai davvero cattivi; non si assiste mai ad una vera satira sociale come probabilmente era nelle intenzioni del regista. La storia è anzi un po’ (tanto) prevedibile e l’unica aggiunta rispetto al classico film del periodo è il tema dell’omosessualità, trattato comunque in modo che sembra piuttosto edulcorato rispetto alle pellicole precedenti di Haynes. All’inizio, l’aria di buonismo assoluto ricorda molto quella del telefilm Pleasantville in cui i giovani Tobey Maguire e Reese Witherspoon si ritrovano nell’omonimo film di Gary Ross, e questo rischia di impedire allo spettatore di calarsi completamente nell’universo filmico immaginato da Haynes, tant’è che se non c’è interesse nel “cosa succede adesso”, la confezione esageratamente finta finisce per infastidire.

Una scena di Lontano dal ParadisoJulianne Moore, attrice solitamente odiosa e dalla recitazione piuttosto monocorde, regala qui la sua interpretazione migliore, meritandosi la Coppa Volpi a Venezia. La Moore è perfetta nel ruolo della brava mogliettina che vede il proprio mondo, le proprie sicurezze, crollare rumorosamente in quattro e quattr’otto; è bravissima a ritrarre i vari stati d’animo in cui il suo personaggio viene a trovarsi, ed è bravissima nel girare per il set con dei costumi e delle acconciature (bionde) che avrebbero potuto creare problemi di credibilità ad altre attrici. Al suo fianco Dennis Quaid, ancora tirato a lucido dopo i postumi di Ogni maledetta domenica, interpreta un ruolo non facile per uno che ha avuto la sua carriera. Anche stavolta la sua recitazione è abbastanza statica, ma in questa occasione la cosa è funzionale al film, aiuta molto a riproporre lo smarrimento in cui il suo personaggio si trova, circondato com’è da una società ipocrita e ignorante, che però a noi piace ricordare come allegra e ingenua. Merito anche dei tanti classici di Hollywood che abbiamo visto.

Il regista Todd Haynes controlla una scena di Lontano dal Paradiso sul monitorDal punto di vista tecnico, Far from Heaven è comunque un film straordinario: la fotografia di Edward Lachman (anche lui premiato a Venezia) e i costumi di Sandy Powell danno all’immagine dei toni vivaci ma mai disturbanti, colori che sembrano voler fare il verso a quel Technicolor che fece la storia del cinema ma diede a generazioni di spettatori una visione distorta della realtà fisica statunitense. Vedere gli alberi dalle foglie verdi sovrapporsi nel giardino della famiglia Whitaker ad altri dal “piumaggio” rosso o giallo, osservare la “signora Magnatech” camminare nelle stanze della propria casa con indosso delle ampie gonne multicolore che si stagliano contro i muri dipinti, guardare le bellissime auto dell’epoca talmente lucide da sembrare finte attraversare le strade polverose è uno spettacolo che toglie il fiato, che porta la mente dello spettatore a ripensare – ancora una volta – ai tanti film della Hollywood degli anni ’50 che ha visto in passato. E a cui tutto sommato questo film, pur valido, non aggiunge quasi nulla.


La locandina di Lontano dal ParadisoTitolo: Lontano dal Paradiso – Far from Heaven (Far from Heaven)
Regia: Todd Haynes
Sceneggiatura: Todd Haynes
Fotografia: Edward Lachman
Interpreti: Julianne Moore, Dennis Quaid, Dennis Haysbert, Patricia Clarkson, Viola Davis, James Rebhorn, Bette Henritze, Michael Gaston, Ryan Ward, Celia Weston
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 47′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe pareri su “Still Alice?
    Personalmente è piaciuto molto. E’ riuscito a raccontare il dramma della malattia e del deteriorarsi della persona senza essere troppo fastidiosamente strappalacrime o eccessivamente drammatico.
    Sorpresa quindi per i due registi – sceneggiatori dal curriculum in cui sono assenti opere di un certo spessore.
    Le seppur belle scene (grandiosa il suo discorso all’incontro dei malati di Alzhaimer) non avrebbero sortito lo stesso effetto senza il grandioso supporto della Moore, che mantiene magistralmente il film tutto su di sè. Oscar strameritato.
    Buone comunque anche le prestazioni dei comprimari (Baldwin senza infamia e senza lode, Bosworth ben calata e Stewart volendo anche profonda).
    Bella fotografia.

  2. Alberto Cassani scrive:

    “Still Alice” non l’ho visto, ma in realtà i due registi già in passato avevo dimostrato una buona sensibilità per temi delicati (non solo relativamente ai documentari di Westmoreland sui gay). “Non è peccato – La quinceanera” secondo me è un ottimo film.

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