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"Mad Max: Fury Road" di George Miller

20 maggio 2015 Recensioni 15 Commenti
Mad Max: Fury Road

Warner, 14 Maggio 2015 – Robusto

In un mondo sopravvissuto a stento a un’apocalisse, lo spietato Immortan Joe soggioga gli inermi grazie ai suoi folli Figli della Guerra. L’Imperatrice Furiosa, parte della sua corte, architetta un disperato piano di fuga per ribellarsi. A fare la differenza nello scontro tra i due sarà però il misterioso e instabile Max…


Una scena di Mad Max: Fury RoadA trent’anni di distanza dall’ultimo episodio con protagonista un Mel Gibson ormai lontano, George Miller rimette mano alla creatura che gli diede il successo, per quello che potrebbe sembrare l’ennesimo sciapo reboot di una saga di valore. La differenza con la media dei progetti basati su premesse simili non è tanto in un’originalità che, anzi, si fa desiderare, quanto in una maggiore dose di coraggio e di fedeltà allo spirito del prototipo. Contro una tendenza contemporanea che vuole il blockbuster d’azione medio appetibile anche per un pubblico di giovanissimi e schiavo della battuta facile (basti vedere il ridondante Avengers: Age of Ultron), Fury Road corre a ritmi piuttosto tirati per tutta la sua durata, riducendo al minimo sindacale i dialoghi in favore dell’azione pura, senza troppe chiacchiere e con un paio di momenti lirici che cadono magnificamente.

Una scena di Mad Max: Fury RoadIl risultato è la resurrezione di un mondo post-apocalittico nichilista come non se ne vedevano da tempo, un microcosmo dove gli eroi più disgraziati possono fare la differenza e anche lo spettatore smaliziato può lasciarsi affascinare. Il film sembra srotolarsi da solo come un nastro d’asfalto, inanellando con grande naturalezza sequenze spettacolari potenti e mai ripetitive, anche grazie a una discreta dose di violenza, che in verità avrebbe potuto essere anche maggiore senza grossi problemi.

Una scena di Mad Max: Fury RoadLa particolare cura nel caratterizzare personaggi che non si sforzano neanche troppo di allontanarsi dall’archetipo di genere, unita alle buone prove del trio di protagonisti, completano un progetto che si rivela vincente oltre le aspettative. Compatto e sicuro come qualsiasi produzione di questo livello dovrebbe essere, Mad Max: Fury Road riesce a rendersi quasi inattaccabile, tanto nella sua semplicità di genere quanto nella ricchezza di immagini e sottotesto.


La locandina di Mad Max: Fury RoadTitolo: Mad Max: Fury Road (Id.)
Regia: George Miller
Sceneggiatura: George Miller, Brendan McCarthy, Nico Lathouris
Fotografia: John Seale
Interpreti: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Josh Helman, Nathan Jones, Zoë Kravitz, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Abbey Lee, Courtney Eaton, John Howard, Richard Carter, Iota
Nazionalità: Australia – USA, 2015
Durata: 2h.


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Attualmente ci sono 15 commenti a questo articolo:

  1. Antonio scrive:

    Spettacolare!
    Un grande ,George Miller, “Maestro” proprio come suggerisce il trailer quando appare il suo nome.
    Una corsa frenetica che dura tutta la pellicola, fotografia sublime, scene di azione esplosive e coreografate divinamente, musiche perfette.
    Non ho visto la precedente trilogia con Gibson ma Tom Hardy si conferma un grande attore ,quasi “ombrato” ,pero’, dalla magnifica Charlize Theron che finalmente rende giustizia alle sue doti recitative dopo il pessimo Prometheus ,
    Davvero ottimo e nettamente superiore ai primi 2 blockbuster dell’anno :Furious 7 e Age of Ultron , mi auguro che il probabile sequel da poco annunciato “Mad Max : Wasteland ” diventi realtà …..
    [spoiler Ps simpaticissimo il chitarrista volutamente ridicolo che viene inquadrato nei momenti più di suspense per dare ritmo all’azione!!!!!]
    Miller :un genio

  2. Plissken scrive:

    Sarei felice di condividere la chiave di lettura del Sacchi, purtroppo però le mie (alte) aspettative sono andate nel complesso deluse, al di là di alcuni momenti felici che ho ravvisato nel film.

    Quello che a mio avviso è mancato maggiormente è un prologo che definisse in maniera più incisiva il carattere dei personaggi: si viene catapultati immediatamente in un vortice di azione, azione ed azione che, per quanto certamente encomiabile nell’implementazione registica e scenografica, mi ha dato l’impressione di assistere ad un, per quanto formidabile, lunghissimo videoclip. Il problema è che la natura stessa degli stessi implica uno sviluppo di 3-5 minuti, che portati a 120 francamente mi hanno mandato in una quanto meno repentina sensazione di overdose.
    A mio avviso difatti anche questo film difetta nel voler “esagerare” a tutti i costi con le scene action tanto da portare ad un generale appiattimento il cui logico compimento assume carattere di… noia.
    Ad un certo punto del film difatti non vedevo l’ora che finisse, memore del secondo capitolo di trent’anni fa in cui i personaggi primari erano stati perlomeno tratteggiati mediante una caratterizzazione di cui ancor oggi ho appunto memoria (il capo del “villaggio”, l’uomo senza gambe, la bionda guerriera, il boomerang boy e così via) aspetto che invece in questo capitolo m’è apparso quasi rovinoso. Per fortuna gli sguardi della Theron hanno portato ad un livello (appena) sufficiente un cast caratterizzato (a mio avviso) male in cui anche Hardy mi è sembrato sprecato. Difficile parlare della sceneggiatura, visto è che è praticamente inesistente.

    Fortunatamente il “secondo inseguimento”, vuoi forse per una agognata maggiore empatia con i personaggi finalmente sorta dopo tre quarti di film, mi ha divertito di più tanto da non farmi rimpiangere in toto i soldi spesi per il biglietto… ma è troppo poco, per quel che mi riguarda, per potermi ritenere soddisfatto da un film che per quanto tecnicamente si erge altrettanto si inabissa per ciò che concerne l’aspetto emozionale.

  3. Fabrizio Degni scrive:

    Non ho visto il film, spero di farlo nel prossimi giorni, ma nonostante la spettacolarita’, la cura maniacale mostrata dal regista (ci sono particolari evidenziati dall’analisi dello youtuber Sinergo di notevole caratura, come il particolare della musica suonata dal chitarrista sempre a tempo…) e la bonta generale dell’opera, sembra che fondamentalmente la limitazione maggiore che divide questo film dal passo a “opera d’arte” sia proprio la natura di action-movie, di questo inseguimento persistente che rompe la magia di un film a tutto tondo. Insomma… sembra quasi un Full Throttle a 4 ruote ma almeno nell’opera Lucasarts c’erano dialogo corposi.
    Ripeto, devo/voglio vederlo, ma scremando quanto dall’hype, alla fine, e’ un road-movie?

  4. Enrico Sacchi scrive:

    Fabrizio: si tratta essenzialmente di un film d’azione, duro e puro, che si pone l’intrattenimento e la ricerca della coreografia spettacolare come principali obiettivi. Il che non vuol dire che non parli comunque di femminismo, nichilismo e della natura umana, pur senza arrivare a conclusioni sconvolgenti per originalità.
    Per quanto riguarda il road movie, lo è in una misura minore: è vero che i protagonisti compiono un grande viaggio per cercare un futuro migliore, ma del road movie vero e proprio manca secondo me il senso dell’ignoto e di un viaggio anche interiore, di una grande maturazione. In più, l’ultimo atto, quello che prevede un ritorno a casa con conseguente lotta, sembra discostarsi ancora di più da quella filosofia.
    Secondo me la chiave non è tanto quella del road movie quanto del film di guerra, o di fantascienza distopica, anche se il campo di battaglia è in costante movimento.

  5. Riccardo scrive:

    Visto oggi. Ennesimo cult firmato Miller, una bomba action, pura visionarietà al servizio della narrazione tramite immagini in movimento, ovvero puro Cinema, ma qualcosa gli é mancato (per mia sensibilità personale) e spero che quel che gli é mancato possa presentarsi nei successivi film già in programma.

    una chitarra elettrica lancia fiamme non l’ho vista neanche nei miei sogni erotici più trucidi! :D

  6. Nino scrive:

    Questo film merita la stella!

  7. Fabrizio Degni scrive:

    Ciao Enrico,
    grazie e scusami se ti rispondo cosi’ tardi. Da come lo dipingi nell’ultimo periodo assume una forma davvero stuzzicante :)

  8. skumkyman scrive:

    Instacult!
    Potrà farne anche una pentalogia, ma se conserverà questo smalto, George Miller avrà firmato una delle saghe più caratteristiche della storia del cinema…
    Peccato solo che Tom Hardy anche se riesce a dotare Max dello sguardo stralunato di MadMax sia lontano dall’espressività di Mel Gibson…
    Non so se sia stato comunque coraggioso ad accettare un ruolo marginale rispetto alla ‘furiosa’ controparte, o se non abbia il carisma per interpretare un personaggio del genere. Credo, infatti, che negli anni ’80 la scuola dei caratteristi fosse in pieno fervore e che alcuni personaggi difficilmente torneranno sul grande schermo con la stessa incisività.

  9. Andrea T. scrive:

    Io sono d’accordo con Plissken, un ottimo esercizio cinematografico che (a me) non ha trasmesso niente. Salvo la straordinaria fotografia e le coreografie dei combattimenti. Ma due ore due di sola azione così non sono riuscito a sostenerle.

  10. Matteo Bassi scrive:

    Capolavoro assoluto!!Il miglior film d’azione mai visto con tematiche sottotraccia attualissime,(vedi il ruolo della donna un futuro non troppo distante dalla barbarie attuale ecc) strepitoso l’impatto visivo il montaggio ,il sonoro CINEMA con tutto maiuscolo poi se vi piace cenerentola andate a veder quello,chi non apprezza questo mad max probabilmente o è un fan di woody allen o un maschilista che si vede l’eroe degli anni 80 in una veste più defilata,ma non è un caso se registi strepitosi come Eastwood o Tarantino lo han definito un pezzo di arte o come lo ha definito Lynch uno spartiacque esemplare che alza il livello del cinema d’azione.C’è oscar nell’aria ragazzi

  11. Matteo Bassi scrive:

    Ps: Rotten tomatoes 100% già premio fipresci come miglior film del 2015 e 3-4 statuette le porta a casa sicuro altro che la nuova trilogia e l’ultimo di star wars,e per inciso personalmente “un ottimo esercizio cinematografico” così non lo vedevo dai tempi di Kubrick…

  12. Matteo Bassi scrive:

    Solo la scena della tempesta di sabbia all’ orizzonte vale come tutta la carriera di un Bay di turno

  13. Riccardo scrive:

    Rivisto e confermo il mio parere precedente: un film che se non è un capolavoro ci si avvicina di parecchio, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello strettamente cinematografico. Giuro… su facebook di recente vedi post tapezzati di “Ammiratemi!” praticamente ovunque, il che la dice lunga sull’impatto che Fury Road ha avuto sulla cultura post-moderna nel giro di una manciata di mesi.
    A chi è titubante di fronte all’interpretazione di Hardy rispondo col mio punto di vista: Max (che Hardy interpreta comunque in una maniera talmente strepitosa da comunicare tantissimo con un sopracciglio corrucciato o un mezzo sorrisetto sardonico) è quasi più un pretesto attorno al quale dipingere questo vero e proprio monumentale affresco distopico.
    Ma poi vogliamo parlare della Theron? Sempre stata brava ma qua mi sa che si è persino superata, è da Oscar davvero per quanto mi riguarda. è di una femminilità pura e sincera ma quando si incazza fa quasi paura e poi, anche se le intenzioni di Miller erano sicuramente di imbruttirla, è di una bellezza devastante con quei capelli rasati, le pitture da guerra che mettono in risalto ancora di più quegli occhi verdi che non puoi nascondere nemmeno con il peggior filtro di Bayana memoria. Di gran lunga il miglior personaggio femminile da un po’ di tempo a questa parte, se non in assoluto

  14. Donato scrive:

    Visto questa sera. Davvero pazzesco. Avevo letto recensioni, impressioni ed opinioni su questo film ed ero quindi preparato a vedere una roba un po’ folle, ma sono rimasto ugualmente stupefatto dalle capacità visionarie di un “vecchio leone” che è stato capace di fornire una prova di regia che è una vera e propria lezione di cinema per molti addetti ai lavori.
    Intendiamoci, non lo considero un capolavoro, ma un buon film di genere assolutamente sì. Certo, il film ha le sue pecche e si discosta non poco dalle mie personali preferenze, soprattutto per il ritmo troppo frenetico (reggerlo per due ore non è uno scherzo), l’esagerazione troppo spinta di alcune sequenze d’azione e la sceneggiatura a dir poco “essenziale”. Tuttavia, è di molto sopra la media rispetto alle porcherie a cui Hollywood ci ha abituato ultimamente, per cui, a prescindere da tutto: chapeau, caro George!!!
    Sarà anche stato un “incidente farmacologico”, come raccontato nell’esilarante recensione a fumetti del grande Leo Ortolani:
    https://leortola.wordpress.com/2015/05/28/mad-max-la-rivincita-del-vecchio/
    ma io dico: ad avercene di “incidenti” così in quella palude di mediocrità che è diventato il cinema americano…

  15. Marco scrive:

    Premetto che per me un film per soddisfare appieno tutte le mie aspettative deve avere una, almeno buona, sceneggiatura o comunque deve cercare di appassionarmi alla vicenda, possibilmente con un buon comparto attoriale e discreti dialoghi.
    Ecco tutto questo in “Fury Road” non c’è.
    C’è però una solidissima regia di un settantenne e un montaggio che frenetico è dir poco ma molto ben calibrato sulle scene action.
    E c’è anche una bellissima colonna sonora che rende gl’inseguimenti ancor più spettacolari.
    Oddio la prima mezz’ora stordisce e non poco lo spettatore preso alla sprovvista come me, ma dopo il film migliora lentamente finchè l’inseguimento finale mostra una cosa come una delle scene meglio girate da anni a questa parte.
    Oscar tecnici meritatissimi. Per lo più consci delle fatiche sostenute dalla troupe per girarlo.
    Hardy sottotono, non piaciuto, Theron sicuramente migliore.
    Da vedere una volta sicuramente.

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