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"Maleficent" di Robert Stromberg

27 maggio 2015 Recensioni 5 Commenti
Maleficent

Walt Disney, 28 Maggio 2014 – Duplice

Una potente fata della Brughiera stringe amicizia con l’umano Stefano, ma gli uomini sono avidi, soprattutto di potere, e Stefano non avrà difficoltà a tradire l’amica e amante per raggiungere il trono. Sposatosi con la figlia de Re di cui diventa il successore, Stefano avrà una bambina. La vendetta della fata sarà terribile…


Angelina Jolie in MaleficentNel classico cartone Disney non sapevamo perché Malefica odiasse tanto il buon Re Stefano né perché lanciasse quel terribile maleficio verso la piccola e innocente Aurora. Linda Woolverton (già sceneggiatrice di alcuni dei migliori classici Disney come La Bella e la Bestia e Il Re leone e di titoli più recenti come l’Alice di Burton) riscrive la storia della Bella Addormentata dal punto di vista della “cattiva”, reinventandosi buona parte della storia e rivoluzionando il carattere e i rapporti tra i personaggi. Le novità nella trama sono fondamentali per generare nello spettatore lo stupore necessario per non annoiarsi, ma la Woolverton ha la presunzione di raccontare due storie (quella della Bella Addormentata e quella di Malefica) in un solo film e deve quindi spesso imprimere un ritmo troppo veloce, vedendosi costretta a utilizzare la voce fuori campo per riassumere le vicende.

Elle Fanning in MaleficentPer fortuna, con l’entrata in scena di Angelina Jolie il film prende il volo. Il personaggio di Malefica è affascinante e ben costruito: bellissima e terribile, dolce e vendicativa, ironica e potente, riesce a essere il perno attorno al quale ruota tutta la storia. Dal canto suo l’esordiente Robert Stromberg (già scenografo vincitore di due Oscar e responsabile di effetti speciali) sembra a suo agio nel dirigere con piglio deciso la pellicola, che non ha sbavature e si prende pure il rischio di ricalcare la scena del maleficio dal cartone del ’59. Nella seconda parte la storia prende una piega inaspettata, trasformando i personaggi e le prospettive con cui siamo soliti considerarli, lasciando intatta soltanto la purezza di Aurora. Interessante soprattutto la necessaria scena del bacio e le sue inevitabili conseguenze, che confermano quanto la Disney sia in un periodo di profondo cambiamento rispetto agli standard “storici”.

Una scena di MaleficentAll’ottimo lavoro del cast tecnico si affianca un altrettanto notevole lavoro di quello artistico, costretto il più delle volte a recitare contornato da un set di tela verde. Bravissima, in questo senso, Elle Fanning che, a soli 17 anni, riesce a comunicare meraviglia davanti ai colori e alle creature della brughiera che, ovviamente, sono frutto della fantasia dei tecnici di computer graphic.

Angelina Jolie in MaleficentMaleficent è un film che lavora su più piani. Se da un lato è un prodotto d’avventura al passo con i tempi, dall’altro è una rivisitazione in chiave moderna di un classico del passato e da un’altra prospettiva ancora è una piccola rivoluzione all’interno della stessa Disney. Forse non è un ottimo film, ma è senz’ombra di dubbio un film interessante e affascinante, che trova soluzioni per nulla banali e modernizza la più classica delle fiabe riuscendo addirittura a togliere l’amore del Principe dall’equazione.


La locandina di MaleficentTitolo: Maleficent (Id.)
Regia: Robert Stromberg
Sceneggiatura: Linda Woolverton
Fotografia: Dean Semler
Interpreti: Angelina Jolie, Elle Fanning, Sharlto Copley, Lesley Manville, Imelda Staunton, Juno Temple, Sam Riley
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 1h. 37′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Per quel che può valere mi trovo del tutto concorde con la recensione del Binini.

    Per quanto rimanga, a mio personale avviso, un film più adatto ai bambini/adolescenti che agli adulti, risulta assai godibile in più frangenti e ripropone a tratti l’incanto di vecchi trascorsi disneyani uniti ad uno svolgimento più moderno e al passo con i tempi (come d’altronde specificato sopra).

    Concordo anche sull’ottima interpretazione della Jolie al cui indubbio fascino, derivante dalla personalità espressa oltre che dalla mera bellezza, si unisce un make-up ed una fotografia atta ad accentuare l’intensità espressa mediante la recitazione. Gli altri interpreti non spiccano anche per via della caratterizzazione rivolta ad un pubblico vastissimo, ma insomma… insopportabili ma in un contesto sopportabile.

    “Forse non è un ottimo film…” ma a mio avviso da verde pieno ed adattissimo ad una serata dignitosa, addirittura in toto soddisfacente per chi riesce, per sua fortuna, a goderne mediante un approccio fanciullesco.

  2. Marco scrive:

    Piaciuto per come hanno inventato la fanciullezza e la genesi del male di Malefica, caduta di stile per come si sono svolti gli eventi dopo il trasferimento della bambina con le fate nella brughiera.
    Personalmente avrei tenuto Malefica cattiva come raccontato nel cartone ma la natura ” family addicted” ha preso la meglio.
    La sceneggiatrice di “Alice” ha, ancora, svolto un lavoro mediocre dopo, appunto, “Alice” (anche se qui, come detto, la prima parte è valida).
    Ma la Disney è la Disney e deve preservare il suo pubblico infantile.
    “Frozen” e le sue tematiche da “girl-power” e “useless men” hanno portato solo brutture all’interno dell’azienda, a parer mio.
    Sicuramente una svolta decisiva e moderna, ok, ma che cozza con tutto quello raccontato anni addietro.

  3. Marco scrive:

    Albe un tuo parere?

  4. Alberto Cassani scrive:

    La consapevolezza del fatto che Malefica non è realmente cattiva mi ha sempre impedito di provare interesse sufficiente a guardarlo.

  5. Francesco scrive:

    Io invece ho apprezzato la nuova natura di Malefica, proprio perché spiazzante. E, quello che più conta, l’hanno apprezzata le dirette interessate che sono rimaste sorprese da una Malefica “buona” e più complessa rispetto al cartone.

    Sono anche a favore della svolta “girl power” della Disney. In un mondo dominato sempre e comunque dai maschi spieghiamo alle bambine che non sono da meno e che possono farsi valere tanto quanto i maschietti. Senza contare che il merchandising rivolto alle femminucce può essere molto più variegato di quello rivolto ai maschietti. E alla Disney questo di sicuro non dispiace.

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