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Monolith di Ivan Silvestrini

14 dicembre 2017 Recensioni 0 Commenti
Monolith

Vision, 12 Agosto 2017 – Diverso

Una ex popstar è in viaggio attraverso il deserto con il figlio di due anni su una Monolith, un’auto ultratecnologica e supersicura, a prova di effrazione. Quando esce dalla vettura per fumare una sigaretta, l’auto si chiude ermeticamente con il bambino dentro. La donna dovrà cercare di rientrare nella Monolith…


Monolith è un film difficile da classificare. Nel panorama spesso stantio del cinema italiano, è sicuramente una pellicola diversa dal solito, uno di quei film i cui protagonisti sono bloccati in una situazione “estrema” e non sanno come uscirne. In qualche modo, è quindi simile ai vari Frozen, 127 ore, Alla deriva… Come per tutti questi titoli, anche in Monolith il problema che si poneva agli sceneggiatori era di tenere alta l’attenzione dello spettatore durante tutta la parte centrale del film, in cui l’azione è concentrata in un solo luogo e con un solo personaggio in scena. Purtroppo, la parte centrale di Monolith è proprio quella più debole: i quattro sceneggiatori fanno compiere alla protagonista scelte quantomeno illogiche, che non portano a nulla e che pare abbiano l’unico scopo di allungare il brodo, per giungere in qualche modo alla conclusione del racconto. Racconto che si conclude, peraltro, in modo altrettanto illogico e raffazzonato.

Va dato comunque atto agli autori di aver cercato di realizzare qualcosa di diverso, rispetto alle solite commedie nelle quali il nostro cinema sembra impantanato. Monolith non è di certo un “cinepanettone”, è (o vorrebbe essere) un film di genere, di puro intrattenimento; è (o vorrebbe essere) costruito sulla tensione, sull’ansia e sull’urgenza di salvare una vita. In realtà, solo raramente la tensione si sente realmente, molto più spesso ci si chiede quando la donna smetterà di prendere inutilmente a martellate l’auto. Ma se la sceneggiatura arranca in più punti, la regia invece riesce molto spesso a essere incisiva. Grazie anche alla protagonista, sicuramente “giusta” sia come look che come fisicità, Silvestrini riesce a dare al film quel ritmo che alla sceneggiatura manca e riesce a costruire – almeno in alcune scene – quella tensione necessaria a questo genere di prodotto.

Monolith è un film molto lontano dall’essere perfetto. Ha sicuramente difetti macroscopici e alcuni pregi: tra questi, c’è proprio l’essere un film completamente avulso dalla produzione italiana media. Un esperimento in qualche modo coraggioso, che cerca se non altro di uscire dai canoni e di proporre al pubblico nostrano qualcosa di nuovo. Certo, per farlo sceglie un sentiero particolarmente tortuoso e accidentato, ma che potrebbe anche essere quello giusto se lo si affrontasse con professionisti più avvezzi a frequentare questo genere di percorso. Il risultato, in questo caso, non è del tutto soddisfacente: se si decide di prendere il coraggio a due mani, fare un film di stampo statunitense, bisogna avere il coraggio di confrontarsi poi proprio con gli statunitensi, che questo tipo di storie lo sanno girare in modo decisamente migliore.


La locandina di MonolithTitolo: Monolith
Regia: Ivan Silvestrini
Sceneggiatura: Mauro Uzzeo, Elena Bucaccio, Stefano Sardo, Ivan Silvestrini
Fotografia: Michael FitzMaurice
Interpreti: Katrina Bowden, Nixon Hodges, Crew Hodges, Damon Dayoub, Brandon Jones, Ashley Madekwe, Jay Hayden, Justine Wachsberger, Lauren McKnight, Andrea Ellsworth, David H. Stevens, Demetrius Daniels, Sila Agavale
Nazionalità: Italia – USA, 2016
Durata: 1h. 23′


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