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"Nymphomaniac vol. II" di Lars Von Trier

26 aprile 2014 Recensioni 3 Commenti
Nymphomaniac vol. 2

Good Films, 24 Aprile 2014 – Dissacrante

Dopo cinque capitoli del racconto, Joe è arrivata al cuore delle sue difficoltà più profonde. L’impossibilità di raggiungere un normale orgasmo la porta a fare nuove e pericolose esperienze, e a capire se la sua ninfomania sia da combattere o accettare. Tutto questo, ancora con il buon Seligman in ascolto…


Charlotte Gainsbourgh in una scena di NymphomaniacBuona parte della stampa specializzata ha voluto vedere i due volumi di Nymphomaniac come il terzo episodio di un’ideale trilogia della depressione iniziata con Antichrist e Melancholia, ma si tratta di un’ottica fuorviante. Troppo diversi l’approccio al racconto, la portata emotiva delle storie e la distanza dell’autore dai personaggi messi sotto osservazione. Per chi non si è fermato alla visione respingente del primo volume, questo secondo rappresenta un livello successivo, ancora più duro da accettare: passata l’iniziale scena dei cucchiai, sparisce quel poco di leggerezza, il ritmo rallenta senza alcuna paura della re-iterazione, la coerenza narrativa lascia ancor più a desiderare.

Jamie Bell in NymphomaniacCon il passaggio della protagonista all’età adulta, si apre una prospettiva più matura e dolorosa, focalizzata ossessivamente sulla ricerca di un senso alla propria esistenza, a partire dalle proprie insoddisfabili pulsioni. La sperimentazione, formale e sessuale, viene progressivamente strangolata dal dichiarato intellettualismo della stanza – cornice, che però a sua volta sembra non volersi spingere molto oltre un’esposizione didattica di contenuti volutamente estranei e un giudizio morale che appare frettoloso. Va detto comunque che questo secondo volume regala anche il capitolo più bello e godibile dell’opera, il breve ma cruciale Lo specchio.

Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourgh in NymphomaniacAncora più che nella prima parte, dove la scelta si limitava al racconto del presente, i personaggi si esprimono con un linguaggio spesso teorico e innaturale: se questo ci risparmia una certa dose di banalità, è chiaro che la temperatura emotiva ne risente, e l’impressione potrebbe essere quella di avere tra le mani solo un cerebrale gioco tra autore e spettatori. Ma tanto vengono puniti i semplici allupati alla ricerca del film erotico più spinto possibile, tanto gli intellettuali duri a concessioni e pronti a identificarsi con il personaggio di Seligman sono vittime del meraviglioso scherzo finale.

Charlotte Gainsbourgh in NymphomaniacQuesto secondo volume di Nymphomaniac chiude il cerchio confermando l’intelligenza e il divertimento (anche a spese dello spettatore) del discusso regista danese. L’esperienza complessiva potrebbe essere soddisfacente per gli amanti del suo cinema, ma rischia di scontentare chiunque altro, andando a sfidare a testa bassa la sopportazione dello spettatore. Di fronte alla forza letteralmente distruttiva di queste quattro ore, l’unica risposta positiva possibile sembra quella di farsi una piccola, malsana, risata e seguire il consiglio riportato della locandina: «forget about love».


La locandina di Nymphomaniac vol IITitolo: Nymph()maniac – Vol. II (Id.)
Regia: Lars Von Trier
Sceneggiatura: Lars Von Trier
Fotografia: Manuel Alberto Claro
Interpreti: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Willem Dafoe, Mia Goth, Jean-Marc Barr, Michael Pas, Morgan Hartley, Andrea Thompson, Tine Burn, Tabea Tarbiat, Janine Romanowski
Nazionalità: Danimarca – Germania – Francia – Belgio – Regno Unito, 2013
Durata: 2h. 03′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. skumkyman scrive:

    Un ottimo epilogo per la citata trilogia dell’autore. Non strizza l’occhio al grande pubblico, ma esige che il pubblico diventi grande con il suo sguardo: sulla società (ep.the mirror), sulla storia del cinema (ep. the gun ‘intolerance’ di Griffith), sulla condizione femminile in generale (in una spirale discendente di dolore e sopraffazione dettata da quel 3+5 del primo vol.). Non credevo che un film così impattante avrebbe potuto racchiudere una tale profondità di senso, e un tale spessore culturale da far sembrare le digressioni di Skarsgard sempre più “deboli” con l’incedere della vita vissuta dalla protagonista. Da studiare meglio.

  2. Marco scrive:

    Buon epilogo. In linea col precedente, anche se sono presenti passaggi più “leggeri” non risparmia scene crude ed erotiche.
    Finale, come solito a Von Trier, che lascia con un sorrisetto amaro lo spettatore.
    Per quanto possa aver visto di Von Tier e per quanto mi possa piacere questa sua autorialità, penso di poter affermare che il sopracitato dittico sia il suo capolavoro.

  3. “Nymph()maniac” è un’odissea carnale. Von Trier fa del film un dialogo a due, il dibattere schematico tra inconscio e ragione, corpo e intelletto, ma anche, e soprattutto, tra artista e pubblico. Non è solamente un catalogo di una disperata educazione sentimentale, una fiction sessuale, un’enciclopedia completa sul sesso degli esseri umani, ma è anche un film sull’arte del raccontare.

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