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"One on One" di Kim Ki-duk

27 agosto 2014 Recensioni 0 Commenti
Giornate degli autori 2014

Fil Rouge, ancora inedito – Arido

In una notte di maggio sette uomini uccidono a sangue freddo una ragazzina. Un anno dopo tre uomini e una donna, capeggiati da uno strano e triste individuo mettono in scena i loro sequestri, uno ad uno, e li torturano fino ad estorcere loro una confessione scritta, nella quale ammettono il loro ruolo, di esecutori o mandanti, dell’omicidio…


Kim Ki-duk torna alla Mostra di Venezia, dopo Pietà e Moebius, con un ulteriore film che ha come traccia portante la vendetta e l’espiazione della colpa, in tutte le possibili accezioni. Ognuno dei sette protagonisti dell’omicidio infatti vive e interpreta a suo modo il proprio coinvolgimento e la propria responsabilità in quanto è accaduto: chi si trincera dietro l’assenza di responsabilità, in quanto “esecutore di un ordine”; chi non dà peso a quanto ha fatto; chi si uccide, vittima di un rimorso sempre più pesante; chi, fino alla fine, resta convinto della “giustizia”, o meglio, dell’ineluttabilità, di ciò che ha compiuto, o ordinato di compiere.

Non il migliore Kim Ki-duk, One on One pur portando con sé i temi, i rimandi e i valori classici del cinema del maestro coreano, non riesce fino in fondo a convincere soprattutto chi ama il suo cinema; e non è – come potrebbe sembrare a uno sguardo superficiale – solo per l’eccesso di violenza (alla quale siamo ormai avvezzi), ma proprio per l’assenza di un filo narrativo, di un senso profondo che si avverte man mano che il film si snoda. La ripetitività, che ha una sua ragion d’essere nell’ossessione del protagonista, diventa pesante dal punto di vista narrativo, e rimane soffocata da un eccesso di parole e di dialoghi troppo ripetitivi e uguali a se stessi, troppo politicizzati o inutilmente “filosofici”.

E se lo scopo del regista era, senza dubbio e come spesso è accaduto in passato, la critica alla società coreana che tanto lo ha reso inviso in patria, One on One si limita a porre il problema, ma certo non propone soluzioni di alcun genere, né inserisce nella narrazione personaggi che cambieranno le cose, o che credono possibile farlo. Ci sono, sicuramente, nel film, sequenze molto belle, spaccati di vita dei protagonisti che rimandano al genio dell’autore; e c’è, paradossalmente, più violenza in pochi minuti della vita della militante maltrattata dal proprio compagno che non i tutte e sette le parti dedicate alla tortura declinata in tutte le sue possibili varianti.

Al di là però della indubbia capacità realizzativa di Kim Ki-duk, quello che manca al film è la poesia, quella musica di sottofondo che fa da filo conduttore, qualunque sia la vicenda, alle sue migliori pellicole: la poesia del tempo che scorre di Primavera, estate, autunno, inverno, l’assordante silenzio di Ferro 3, l’amore disperato di Indirizzo sconosciuto, la crudeltà infinita de L’isola. Insomma, proprio quello per cui, di solito, amiamo i suoi film.


Il manifesto delle Giornate degli Autori 2014Titolo: One on One (Il-dae-il)
Regia: Kim Ki-duk
Sceneggiatura: Kim Ki-duk
Fotografia: Kim Ki-duk
Interpreti: Don Lee, Kim Young-min, Lee Yi-kyung, Cho Dong-in, Yoo Teo, Ahn Ji-hye, Jo Jae-ryong, Kim Joong-ki
Nazionalità: Corea del Sud, 2014
Durata: 2h. 02′


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