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"Promised Land" di Gus Van Sant

13 marzo 2013 Recensioni 1 Commento
Promised Land

Bim, 14 Febbraio 2013 – Comune

Steve lavora in una multinazionale che lo incarica di acquistare dei terreni per estrarre gas naturale. Allettato dalla promessa di una promozione, parte per una cittadina agricola con una collega ma dopo pochi giorni trova sulla sua strada un ambientalista deciso a ostacolarlo…


Matt DamonMentre l’altro golden boy della non più giovane coppia di attori e sceneggiatori di Will Hunting va a vincere l’Oscar per il Miglior Film, Matt Damon trova un altro compagno di scrittura e recitazione in John Krasinski e mette in piedi un progetto che, in origine, avrebbe dovuto anche dirigere. Pressato dagli impegni, l’attore passa il timone del comando al mentore Gus Van Sant, che realizza un film tutto sommato riuscito ma decisamente più convenzionale dei suoi standard. Il problema fondamentale di Promised Land è proprio il suo essere medio, il suo accontentarsi di non andare al di là di confini piuttosto convenzionali.

Frances McDormand e Matt DamonLa sceneggiatura di Damon e Krasinski sembra non voler scavare davvero a fondo negli aspetti potenzialmente più controversi e di denuncia della pellicola, per concentrarsi invece sul percorso di crisi e riscatto del protagonista. Una maturazione che purtroppo viene gestita in modo poco efficace, basandosi su colpi di scena per lo più scorretti e controproducenti. La figura di Steve sembra essere il riassunto di tanti altri personaggi simili, e nella sua vacuità risulta inerte rispetto al mondo della comunità di provincia che la circonda. Proprio questo ritratto, certo folkloristico ma attendibile, rappresenta la parte più umana e interessante di Promised Land, una carrellata di vite comuni aggiornata al tempo della crisi ma anche cristallizzata da tempo nella sua situazione.

Hal Holbrook in una scenaPoco si può eccepire sulla qualità tecnica della pellicola: il look scelto si adatta perfettamente alle ambientazioni tanto quanto all’atmosfera voluta, e il montaggio fa di tutto per dare un ritmo adeguato a una storia sulla carta un po’ troppo blanda. Matt Damon si impegna, ma con un personaggio così debole finisce inevitabilmente soppiantato dai comprimari, a partire dalla sempre capace Frances McDormand. Promised Land si rivela quindi essere un’operazione da manuale, ma nella sostanza frustrata da un’esecuzione troppo di maniera per lasciare davvero il segno.


Titolo: Promised Land (Id.)
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura: John Krasinski, Matt Damon
Fotografia: Linus Sandgren
Interpreti: Matt Damon, Terry Kinney, Carla Bianco, Joe Coyle, Hal Holbrook, Dorothy Silver, Frances McDormand, Titus Welliver, Lexi Cowan, Tim Guinee, Sara Lindsey, Frank Conforti, Garrett Ashbaugh, John Krasinski, Lucas Black
Nazionalità: USA – Emirati Arabi Uniti, 2012
Durata: 1h. 46′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Concordo con la recensione. Si lascia vedere, non annoia ma si dimentica facilmente dopo.
    Molto buone le prove attoriali.

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