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"Qualunquemente" di Giulio Manfredonia

26 gennaio 2011 Recensioni 3 Commenti
Qualunquemente

01 Distribution, 21 Gennaio 2011 – Contestualmente…

In un ridente paesino calabrese si paventa il rischio dell’arrivo della legalità, con la candidatura a sindaco dell’integerrimo Giuseppe De Santis. Alcuni abitanti decidono allora di candidare un plurievasore appena tornato in Italia. È l’inizio della carriera politica di Cetto La Qualunque…


Antonio Albanese e Lorenza Indovina in una scena di QualunquementeIn Italia, la politica non ha mai dato un’immagine felicissima di se stessa, al di là della preferenze personali verso questo o quel partito. Anzi, proprio nelle stanze del Potere si è spesso vista (o voluta vedere) la maggiore concentrazione di approfittatori e traffichini di bassa lega del paese. Quest’immagine è, se possibile, peggiorata ulteriormente con l’avvento della Seconda Repubblica e in particolare negli ultimi anni, con l’inconsistenza di una parte e l’irrefrenabile aggressività dell’altra. Un personaggio come quello di Cetto La Qualunque non poteva trovare momento migliore per attecchire e spopolare fra tutti coloro che covano insoddisfazione e/o risentimento verso l’attuale classe politica. Qualunquemente parte quindi avvantaggiato dalla felice scelta dei tempi e dalla presenza di un personaggio già molto popolare, cui il film si mette al servizio.

Sergio Rubini in QualunquementeL’ora e mezzo di proiezione, com’era prevedibile, non ospita molto altro che le gag del suo debordante protagonista, alcune inedite, molte già presentate in televisione. Come già nelle passate occasioni cinematografiche in cui Albanese si è messo in gioco come comico più che come attore, senza un regista di nome alle spalle, la storia e gli altri personaggi gli sono quasi esclusivamente di spalla, pretesti per una sequenza potenzialmente infinita di battute. Nonostante la performance del protagonista rappresenti un grosso passo indietro rispetto a prove maggiori come quella di Giorni e nuvole, non c’è comunque dubbio che il pubblico apprezzerà questo one man show, perché è per questo che ha pagato il biglietto. Peccato solo che tutti gli altri interpreti facciano una figura così barbina, compreso Sergio Rubini, intrappolato in un personaggio dal disegno fallimentare. Rimane comunque impressa la figura di Melo, il figlio di Cetto, inquietante simbolo di come certe cattive abitudini siano destinate a tramandarsi di generazione in generazione.

Lorenza Indovina e Antonio Albanese in QualunquementeIl vero valore del film risiede però in una serie di dettagli – disseminati più o meno discretamente fra i dialoghi, i costumi e le scenografie – che ricordano molto da vicino le cronache degli ultimi anni e la più stretta attualità. Piccole cose, che sommate danno un’idea di come Manfredonia e Albanese abbiano voluto raccontarci la fin troppo rapida e brutale ascesa al Potere di un uomo disonesto e volgare, e di quanto sia destinato a restarci senza una reale presa di coscienza. Sebbene il film faccia ridere meno di quanto ci si aspetterebbe, ora più che mai è attuale e rappresentativo, tanto da far pensare che quando tra qualche anno si cercheranno dei film che parlino di questa nostra era politica, verrà recuperato Qualunquemente piuttosto che Il caimano.


Un'immagine pubblicitaria di QualunquementeTitolo: Qualunquemente
Regia: Giulio Manfredonia
Sceneggiatura: Antonio Albanese, Piero Guerrera
Fotografia: Roberto Forza
Interpreti: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Mario Cordova, Luigi Maria Burruano, Alfonso Postiglione, Veronica Da Silva, Salvatore Cantalupo, Asia Ndiaye, Antonio Gerardi, Massimo Cagnina
Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 36′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Prima parte buona, con gag simpatiche (la ricevuta fiscale, già vista nel
    trailer purtroppo) e buone battute, dalla seconda parte in poi (da me c’è stato
    l’intervallo) il film si trascina stancamente alla fine senza più guizzi.
    Una chicca eccezionale le righine del gessato di Cetto che in realtà sono scritte
    VOTA CETTO LAQUALUNQUE.

  2. Marco scrive:

    Giusta recensione. Apprezzabile satira politica.

  3. Marco scrive:

    Visto “Tutto Tutto Niente Niente”.
    Piaciuta la prima parte e qualche divertente scena nella seconda, per il resto abbastanza risaputa come commedia grottesca.
    Personalmente questo genere di film non mi piacciono più di tanto perchè conoscendo la realtà dei fatti, preferisco farmi impaurire da un horror piuttosto che un film che racconti di come “paurosamente” stiamo vivendo in questo Malpaese.
    Te Albe questo genere di film lo apprezzi? E questi due di Manfredonia?

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