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"Giorni e nuvole" di Silvio Soldini

22 ottobre 2007 Recensioni 1 Commento
Giorni e nuvole

Warner, 26 Ottobre 2007 – Pulito

Elsa e Michele sono una coppia colta e benestante sposati da vent’anni e con una figlia. La loro serenità anche economica ha permesso a Elsa di lasciare il lavoro e laurearsi in storia dell’arte. Ma improvvisamente la loro vita cambia: Michele le confessa di aver perso il lavoro…


Margherita Buy e Antonio Albanese in Giorni e nuvoleCon Giorni e Nuvole Silvio Soldini affronta con grande onestà e semplicità il problema della precarietà del lavoro, uno dei più grandi dell’Italia dei nostri giorni, e lo fa affidandosi ad un realismo essenziale che riesce a convincere e ad emozionare dalla prima all’ultima scena. Merito della splendida sceneggiatura scritta dallo stesso regista insieme con Doriana Leondeff, Francesco Piccolo e Federica Pontremoli, ma anche dell’interpretazione di due attori che si intendono alla perfezione e di una città, Genova, che mostra di sé due facce speculari: scontrosa e solitaria rappresentazione di un mondo grigio, quello dell’incertezza e della disistima di un uomo che perde lavoro e dignità, ma anche vitale e visionaria descrizione di un mondo colorato, quello degli artisti e di una donna che riesce a tener viva la fantasia.

Margherita Buy e Antonio Albanese in Giorni e nuvoleAntonio Albanese si fa rappresentante del mondo grigio, attraverso Michele, un dirigente onesto e fedele ai propri principi che, pur di non piegarsi ai cambiamenti apportati all’interno della sua azienda, viene fatto fuori dagli altri soci. Senza un lavoro, Michele vede sgretolarsi una ad una le sue certezze, i suoi punti fermi, e ben presto la speranza iniziale di trovare un altro lavoro e «far tornare tutto come prima» viene sommersa dalla situazione nuova, del tutto sconosciuta, con cui l’uomo deve confrontarsi: il mondo del precariato, dell’instabilità che diventa protagonista involontaria del quotidiano, delle agenzie interinali e delle giornate piene che improvvisamente diventano vuote e interminabili. Il mondo grigio che rallenta e infine si arresta. Lo sguardo smarrito di Albanese, condensato di emozioni contrastanti che arrivano dritte al centro, racconta di una fatica estrema per tenere uniti almeno i rapporti più importanti, quelli veri ed autentici, con la moglie Elsa, di cui è teneramente innamorato, e con la figlia Alice, ventenne, con la quale scherza e litiga affettuosamente.

Margherita Buy con il regista Silvio Soldini sul set di Giorni e nuvoleMa l’amore da solo non basta a contenere gli effetti della perduta stabilità, e sentimenti come la vergogna, la sfiducia, la delusione e la rabbia per una vita agiata e serena che sfugge completamente di mano, provocano reazioni contrapposte, allontanano, separano, creano distanze e modi diversi di vedere e tingere il mondo. Quello di Elsa, Margherita Buy, si aggrappa al colore, non si abbatte, inventa nuove risorse e riparte da capo, mettendo da parte il lavoro non retribuito al restauro, o la gioia per la laurea nuova di zecca in storia dell’arte, senza per questo pretendere che non ne consegua sofferenza e frustrazione. Rimboccarsi le maniche, vendere la casa, osservare il proprio marito in fondo ad un tunnel di rassegnazione, sono per lei shock violenti ma mai del tutto destabilizzanti. E’ più che altro la perdita del rapporto che realmente terrorizza Elsa e Michele, anche se diversissimo è il loro modo di comprenderlo ed esternarlo.

Sinceri e spontanei nel bene e nel male, mai patetici nel crescendo delle difficoltà, persino comici e divertenti con misura e naturalezza, Albanese e Buy, così come i personaggi secondari, tutti tratteggiati con grande cura, sono i degni portavoce di una storia pulita, di un film sulla bellezza dei legami veri, e anche sulla fragilità che spesso li caratterizza in una società sempre più precaria, dove separarsi, perdersi, allontanarsi, può voler dire anche una possibilità per ritrovarsi e ripartire verso un “domani” nuovo, sconosciuto, forse migliore.


La locandina di Giorni e nuvoleTitolo: Giorni e nuvole
Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli, Silvio Soldini
Fotografia: Ramiro Civita
Interpreti: Margherita Buy, Antonio Albanese, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Fabio Troiano, Carla Signoris, Paolo Sassanelli, Antonio Carlo Francini, Teco Celio, Carlo Scola
Nazionalità: Italia – Svizzera, 2007
Durata: 1h. 56′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Il film parte bene e lo è per una buona ora e venti poi vi sono cose che personalmente mi hanno dato un pò fastidio come l’entrata di personaggi secondari cui non si capisce il loro significato (il capo di Elsa del nuovo lavoro), un pò di leggerezza nello script, buchi di sceneggiatura e un finale che personalmente non mi è piaciuto tanto.
    Buona la regia, a tratti ossessiva quando segue Michele alle spalle con la camera a mano.
    Buone le interpretazioni dei due protagonisti, forse migliore mi è parso Albanese ma la Buy ha ricevuto sia il David che il Nastro per la sua interpretazione, non so come lo ha ricevuto anche Alba Rohrwacher che si è brava però la sua parte mi è sembrata un pò ristretta per ricevere un premio.
    Personalmente sul tema trattato mi è piaciuto di più Tutta La Vita Davanti di Virzì, cinico e violento al punto giusto ma anche molto “d’inventiva”.

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