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"REC" di Jaume Balagueró & Paco Plaza

30 agosto 2007 Recensioni 21 Commenti
[REC]

Mediafilm, 29 Febbraio 2008 – Terrorizzante

Angela è una giovane reporter televisiva chiamata a seguire l’operato dei pompieri, nella speranza che un incendio le garantisca una grande storia da raccontare. Quando arriva la chiamata di un’anziana signora intrappolata nella sua casa, sembra presentarsi l’occasione perfetta…


Una scenaParafrasando il titolo della penultima fatica di Balagueró, Para entrar a vivir, presentato lo scorso anno alla Mostra di Venezia, si potrebbe facilmente sottotitolare [REC] Para entrar a vivir. Con il film proposto lo scorso anno, che faceva parte della serie di film Peliculas para no dormir (Film per non dormire) il regista aveva già dimostrato di saper giocare molto bene col genere horror, ma in questo più recente lavoro raggiunge livelli sicuramente superiori. Jaume Balagueró, Paco Plaza e Luiso Berdejo – tutti cosceneggiatori ed i primi due registi di [REC], pur restando infatti strettamente ancorati al genere, e sfruttandone fino all’ultimo gli stereotipi e i temi più frequenti, hanno realizzato un film che riesce davvero a far saltare lo spettatore a più riprese sulla poltrona.

Una scenaLa vicenda parte in sordina, da una situazione di assoluta normalità, se non di noia, con Angela che si augura che accada qualcosa, per poter realizzare uno scoop degno di questo nome. Sarà presto accontentata, anche più di quanto desidererebbe: gli avvenimenti accelerano progressivamente, i protagonisti perdono man mano le speranze che i loro escamotage possano tirarli fuori dal guaio in cui si sono trovati loro malgrado. L’abilità degli sceneggiatori nel costruire la vicenda fa sì che anche noi spettatori, partecipando emotivamente alle vicende narrate, tentiamo di trovare una via di fuga per i protagonisti, e che veniamo puntualmente disillusi, fino ad un esito finale che non sveliamo per non togliervi il gusto di scoprire “come va a finire”.

Manuela VelascoGli ingredienti del cinema di Balagueró ci sono tutti: vecchi palazzi dai corridoi bui e angusti, giovani donne in pericolo, situazioni che si rivelano progressivamente senza via di fuga, sangue finché se ne vuole; ma se nel caso di Darkness e di Fragile il tentativo di trasferirli sullo schermo non era ben riuscito e i due film apparivano piuttosto prevedibili e stereotipati, nel caso di [REC] questo non accade. Anche l’artificio narrativo dei film nel film – o meglio in questo caso della Tv che fa il film – non certo originalissimo, è qui ben sfruttato, grazie all’eccellente montaggio di David Gallart ed all’ottima fotografia di Pablo Rosso, che aggiungono tensione e ritmo narrativo da un lato, soluzioni varie e originali dall’altro – dalle riprese interrotte, a quelle mosse per via dell’azione concitata, a quelle in notturna. Ottime le performance degli attori, all’altezza la colonna sonora, anche se non aggiunge moltissimo al film.

Una scenaUn accenno ai due temi fondamentali della pellicola, da un lato la critica diretta al mondo della Tv di oggi, senza scrupoli, sempre alla ricerca delle immagini più efferate, sempre disposta a far vedere tutto a spettatori che sono stati educati a desiderare proprio questo. Esemplari le sequenze dell’intervista alla piccola Jennifer e ad un impomatatissimo inquilino dello stabile. Meno evidente, ma altrettanto interessante, la critica al rigido cattolicesimo spagnolo che appare solo nelle ultime sequenze.

[REC] è un film che riesce a coniugare in modo interessante, equilibrato e divertente splatter e paura, da evitare se non amate il sangue e le sorprese non proprio rassicuranti, ma da vedere per tutti gli appassionati del genere horror, sempre più spesso delusi da opere prive di interesse ed originalità.


La locandina di [REC]Titolo: [REC] (Id.)
Regia: Jaume Balagueró, Paco Plaza
Sceneggiatura: Jaume Balagueró, Paco Plaza, Luis A. Berdejo
Fotografia: Pablo Rosso
Interpreti: Manuela Velasco, Ferrán Terrazza, Jorge Yamam Serrano, Carlos Lasarte, Pablo Rosso, David Vert, Vicente Gil, Martha Carbonell, Carlos Vicente
Nazionalità: Spagna, 2007
Durata: 1h. 25′


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Attualmente ci sono 21 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Alberto: l’altro giorno ho scoperto un film anni 80 girato con la presa a mano come su [REC] e si intitola Cannibal Holocaust dove fra gli attori protagonisti c’è anche il nostro Luca Barbareschi. Se lo hai visto come t’è sembrato e che ne pensi delle accuse di essere snuff movie. ( dico che non lo ho visto e che mi sono solamente informato sul film che mi pare interessante ).

  2. Alberto Cassani scrive:

    In tutta la storia dei finti documentari, “Cannibal Holocaust” è sicuramente il migliore. E’ un capolavoro dell’horror, girato benissimo da Ruggero Deodato (che qualche anno fa era finito a dirigere gli spot dell’UniEuro con Tonino Guerra) e che ancora oggi riesce a scioccare. Le accuse di essere un snuff erano infondate, ma Deodato se le era cercate sforzandosi di convincere il pubblico che si trattasse davvero di un documentario, arrivando anche a mandare gli attori all’estero per diversi mesi in modo che nessuno potesse incontrarli per le strade di Roma. C’è un bel DVD con la versione restaurata che ha il commento di Deodato con Giona Nazzaro, è assolutamente da avere.

  3. Riccardo scrive:

    Però da quello che ho letto gli animali che vengono uccisi nel corso della proiezione sono vere uccisioni.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Sì, quello sì. A detta di Deodato, tutti gli animali poi se li sono mangiati quelli della troupe e del cast, ma ho l’impressione che sia stata solo una dichiarazione per evitare problemi con le associazioni di protezione degli animali.

  5. Adriano scrive:

    Voglio segnalare che secondo Deodato, il suo capolavoro non è un horror ma un film di denuncia contro i media, cosa che ha fatto Oliver Stone in maniera geniale e surreale con Assassini Nati, soprattutto quando si è trovato contro la censura per il contenuto violento.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Io tendo sempre a prendere con le molle certe dichiarazioni. Ho sempre il dubbio che siano dettate da paraculismo, che si voglia inseguire l’onda di una rivalutazione culturale che non era assolutamente nelle intenzioni ma è stata letta così da qualcuno. Che il film prenda spunto dalla spietatezza di certi avvoltoi giornalistici non c’è dubbio, che quella fosse l’idea principale sulla quale è stato costruito il film di dubbi ce ne sono eccome.

  7. Riccardo scrive:

    Ho avuto l’onore di vedere ieri sera Cannibal Holocaust ( preso in dvd due settimane fa ) che dire:
    ho tantissimi film più o meno violenti ( horror e non ) sulle spalle ma non ho la più pallida idea di quanto mi ci vorrà per riprendermi. Un film sconvolgente a livello di pancia come pochi degli anni 80 riuscivano ( assieme ad Antropophagus di D’Amato ) Uno splatter con le palle. Difficilissimo da digerire non solo per il tema ma anche e soprattutto per quello che ci viene mostrato. A parer mio, un caposaldo dell’horror.

  8. Alberto Cassani scrive:

    “Cannibal Holocaust” è un capolavoro assoluto! C’è una bella versione restaurata in DVD con commento del regista (e di Giona A. Nazzaro, se ricordo bene) che merita di essere acquistata. Invece “Antropophagus” mi ha tutt’altro che impressionato.

  9. Marco scrive:

    Albe opinioni sul dittico “Paranormal Activity”?

  10. Riccardo scrive:

    Interessante.

  11. Edoardo scrive:

    Paranormal Activity è un film lento, noiosissimo e privo di idee. Mediocre.

  12. Alberto Cassani scrive:

    Nessuno dei due “Paranormal Activity” m’è piaciuto. C’erano alcune cose interessanti, nel primo, ma trovo non facesse mai paura e lo stile fosse troppo forzato. Francamente, non so se mi metterò a guardare il terzo, quando uscirà.

  13. Andrea scrive:

    Visto finalmente Cannibal Holocaust.
    Molto innovativo per l’epoca nella regia, il film è sicuramente riuscito perché sembra proprio uno snuff movie.
    Certo, le uccisioni degli animali potevano tranquillamente essere simulate come quelle degli umani, ma probabilmente (sbagliando) sono state filmate per dare un tocco di autenticità in più.
    E’ sicuramente, oltre che horror, un film denuncia.
    Capolavoro? Non scherziamo, i capolavori sono ben altri.

    ps:Sconsiglio assolutamente la visione a chi è debole di stomaco

  14. Alberto Cassani scrive:

    In realtà credo che, più che voler dare maggior autenticità, le uccisioni animali siano state fatte perché era molto più semplice che costruire degli animali realistici da distruggere. Non dimentichiamoci che questo è un film fatto nel massimo risparmio e in condizioni di grande improvvisazione.

  15. Plissken scrive:

    Mannaggia vorrei essere d’accordo con la recensione, ma alla fine del film sono stato colto da una crisi di sbadigli.

    Il problema probabilmente è mio: oramai, dopo averne visto di cotte e di crude, faccio fatica a spaventarmi con pellicole di questo genere, forse anche perché tutto sommato sono varianti di temi già visti e rivisti, e nella regia e montaggio non differiscono da altre pellicole visionate nemmeno tanto tempo fa. Concordo però sul fatto che è un film assolutamente dignitoso.

    Riguardo “Cannibal Holocaust” lo vidi mooolti anni fa assieme al “ferox” e company, e mi fece una certa impressione. Oggi trovo sia invecchiato, e che debba la sua fortuna al “ribrezzo” che suscitano certe scene più che al “terrore/orrore” costruito mediante script, regia e montaggio.

    Insomma per l’epoca era indiscutibilmente innovativo e trovo sia giustamente divenuto un “cult”, ma mi “spaventa” ben di più lo sguardo di Carrie che un po’ di cervella di scimpanzè.

  16. Alberto Cassani scrive:

    Be’, ma credo che “Holocaust” non volesse davvero spaventare, quanto far inorridire gli spettatori. E in questo ci riesce molto bene ancora adesso.

  17. Plissken scrive:

    Si, è quello che intendevo anche io :-)

  18. Marco scrive:

    Albe che ne pensi te del dittico “Blair Witch Project”? Io, entrambi, li ho trovati dei buoni prodotti d’intrattenimento (ma soprattutto di marketing), comunque li ho apprezzati.
    Degli altri film dei registi ho solo visionato quello di Sanchez del 2006 “Altered” e debbo dire che ne è venuto fuori un buonissimo mix di horror-splatter-fantascienza; buona regia e reparto make-up ottimo, lo consiglio soprattutto agli amanti del genere.

  19. Alberto Cassani scrive:

    Ho visto solo il primo, BWP, e non m’è piaciuto per nulla. Credo che ci siano molti mockumentary horror molto migliori.

  20. Marco scrive:

    Concordo con la rece.

  21. […] delle pellicole che hanno subito una simile censura, tra le quali ricordiamo Saw, Hostel, [Rec], e in ultima istanza, Morituri. Pertanto, sulla base dei suddetti elementi, la società di […]

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