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“Red Dragon” di Brett Ratner

25 ottobre 2002 Recensioni 6 Commenti
Luciana Morelli, 25 Ottobre 2002: Ottimo
Uip, 25 Ottobre 2002

Annibal Lecter è uno degli psicologi criminali più rispettati del mondo, ed è a lui che l’agente speciale Graham si rivolge per un aiuto nella ricerca di un maniaco omicida che rimuove dai corpi delle sue vittime alcune parti anatomiche. Ma non può certo immaginare che il killer è proprio l’uomo cui ha chiesto aiuto…


Temporalmente siamo 7 anni prima de Il Silenzio degli Innocenti, alle origini della storia del cattivo più illustre di tutti i cattivi. Intrecci, violenza e travagli psicologici rendono questo thriller incredibilmente appassionante, con i personaggi sempre sul filo del rasoio, capaci di trasmettere in ogni momento una tangibile tensione emotiva, senza pause e quindi possibilità di riflessione. Intriganti ed avvincenti tutti i duelli che si instaurano al suo interno: quello tra Graham e Lecter che si sfidano, temono, aiutano e rispettano a vicenda come due “buoni amici” (espressione che il dottor Lecter ama usare per il suo rivale); quello tra la polizia ed il (bellissimo) killer, interpretato da un algido Ralph Fiennes, che risponde al nome di Francis Dolarhyde ed, in ultima battuta, il duello tra la parte più “umana” e “cosciente” della personalità dell’assassino e la sua indole perversa e schizofrenica, simboleggiata dal Drago Rosso, un simbolo cinese in cui si è immedesimato e da cui trae la forza per combattere le sue frustrazioni e le sue debolezze in cerca di una rivalsa sul mondo dopo anni di soprusi ed umiliazioni subìte.

E’ il capitolo iniziale (o finale o, se desiderate, conclusivo) della trilogia di Hannibal Lecter, iniziata nel 1991 con Il Silenzio degli innocenti di Jonathan Demme e proseguita nel 1999 con Hannibal di Ridley Scott. Sebbene il prologo di tutta la storia fosse già stato portato brillantemente sugli schermi da Michael Mann in Manhunter nel 1986 (prima volta assoluta in cui compare sugli schermi il personaggio di Hannibal Lecter), qui la produzione ha voluto attenersi più al racconto, e mantenere un finale fedele al libro. L’intento è di spiegare chi fosse e cosa facesse Lecter prima de Il Silenzio degli innocenti, capolavoro vincitore di ben 5 premi Oscar che costituiscono un record per un thriller (Miglior Film, Migliore Regia per Demme, Miglior Attore Protagonista per Hopkins, Miglior Attrice Protagonista per la Foster, Migliore Sceneggiatura non originale).

Un plauso al giovane regista Brett Ratner, che finora non si era confrontato con il grande pubblico solo in commedie sentimentali e d’azione come The Family Man e i due Rush Hour, e che qui se la cava egregiamente superando in maniera più che brillante il banco di prova (finora) più difficile della sua carriera, sfornando un gioiello di suspense di straordinaria intensità.

Formidabili Hopkins e Fiennes, ormai un mito nell’immaginario collettivo il primo, riuscito con le sue performance nei panni di Hannibal Lecter a terrorizzare e incuriosire al tempo stesso anche i non amanti del genere, ed un professionista nel momento d’oro della sua carriera il secondo; lo ricordiamo splendido in Schindler’s List, Il paziente Inglese, Strange Days e nel recente thriller psicologico Spider, diretto dal grande David Cronenberg presentato a Cannes 2002 e in uscita a dicembre, in cui potremo ammirarlo nei panni dello psicopatico protagonista.
Più anonima la recitazione di Edward Norton, un pò incolore per la parte da protagonista che gli era stata assegnata. Sufficiente anche la Watson, che forse sminuisce un pò lo straordinario personaggio di Reba, l’unica persona che riesce ad “avvicinare” l’assassino, frutto dell’ingegnosa mente di Thomas Harris (autore dei best seller che hanno dato vita a questa trilogia). Ritroviamo invece un brillante Harvey Keitel in un ruolo perfetto per lui, pur sempre di contorno ma importante ai fini della storia. Nel cast anche Philip Seymour Hoffman nei panni di un bizzarro giornalista e Mary-Louise Parker nel ruolo della signora Graham.


Titolo: Red Dragon (Id.)
Regia: Brett Ratner
Sceneggiatura: Ted Tally
Fotografia: Dante Spinotti
Interpreti: Anthony Hopkins, Edward Norton, Ralph Fiennes, Harvey Keitel, Emily Watson, Mary-Louise Parker, Philip Seymour Hoffman, Anthony Heald, Frankie Faison, Tyler Patrick Jones, Ken Leung, Lalo Schifrin, Katie Rich, Tim Wheather
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 2h. 10′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Mickey Rourke scrive:

    Spaventoso, inquietante l’interpretazione di Hopkins, ma in alcuni punti ricorda ANGELI E DEMONI di Ron Howard.

  2. Edoardo scrive:

    Un davvero sorprendente salto di qualità rispetto ad “HANNIBAL” di Ridley Scott,l’ho apprezzato molto perchè rispetto al film di Scott non abusa di sangue e scene di violenza,ma riesce a spaventare in maniera molto originale. Ottima sceneggiaura,del mitico Ted Tally che già aveva firmato quella de “Il silenzio degli innocenti” ed una regia davvero buona,forse la migliore di Rattner. Un gran film. Comunque credo che sia “Angeli e Demoni” a ricordare questo film e non viceversa.

  3. Marci scrive:

    Red dragon è datato 2002, angeli e demoni 2009, Non ho visto quest’ultimo ma mi pareva si trattasse di un genere del tutto diverso. Forse mi sbaglio.

    Ho recentemente visto Manhunter, la versione precedente di Red Dragon, sicuramente interessante ma a mio parere in questo film c’è un vero e proprio salto di qualità.
    Inutile paragonare Antony Hopkins a Brian Cox, e Norton è chiaramente superiore a Petersen, la cui interpretazione, specialmente quando parla da solo a volta risulta ridicola.

    Il film riprende una struttura praticamente identica al primo, con addirittura le stesse battute (forse fedeli al libro, che io non ho letto). L’incontro con Lecter è gestito meglio, e l’ambientazione da una mano (buona parte del dialogo è IDENTICO. non cambia di una virgola).

    Due scene aggiuntive lo migliorano rispetto al precedente.
    La scena iniziale, della cattura, e la scena finale dello scontro definitivo.

    Nel complesso film decisamente migliore del precedente, ma non all’altezza del Silenzio degli Innocenti.

    Alcune riprese tuttavia, specialmente all’interno del carcere, ricordano il film di Demme. Ne sono un esempio i primi piani dei personaggi che parlano quasi direttamente a noi, e la camminata verso la cella di Lecter.

  4. Marco scrive:

    Buon thriller, molto ben girato e sapiente gestione attoriale.
    Sceneggiatura ben scritta e senza falle.
    Peccato per la mancanza di suspense, difatti non fa propriamente paura.
    Gradevole colpo di scena finale.
    Posso affermare, comunque, che si assomiglia molto al film di Demme, con i suoi dovuti cambiamenti.
    Fiennes il migliore.

  5. Marco scrive:

    Albe ma la recensione del Silenzio non c’è?
    L’ho rivisto e debbo dire che i suoi 5 Oscar sono i, fra altri s’intende, più meritevoli dagli anni ’90 in poi.
    Penso che si possa tranquillamente considerare un film di riferimento per chi voglia studiare il modo di girare, interpretare e sceneggiare un film.
    La colonna sonora di Shore è quanto mai bella ed azzeccata.
    Tre parole tue a riguardo?

  6. Alberto Cassani scrive:

    La recensione del “Silenzio degli innocenti” non l’abbiamo mai avuta. Io l’avevo scritta per un altro sito, ma dubito che meriti di essere ripubblicata. Ad ogni modo, è sicuramente un film che ha fatto la storia del cinema e ha influenzato fortemente il cinema successivo, non solo di genere. Però per me il miglior film di quell’anno è “Thelma & Louise”, che invece non aveva ottenuto neanche la nomination nella categoria principale.

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