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Revenant di Alejandro González Iñárritu

16 gennaio 2016 Recensioni 21 Commenti
Revenant - Redivivo

20th Century Fox, 16 Gennaio 2016 – Involuto

Una spedizione di caccia sulle montagne del Montana nel 1823 viene attaccata da una banda di indiani. Solo uno sparuto gruppo di trapper si salva, ma durante la fuga lo scout Hugh Glass viene sorpreso dall’assalto di un grizzly, che lo lascia gravemente ferito. I suoi compagni lo danno per spacciato…


Leonardo DiCaprio in una scena di Revenant - RedivivoSono diversi, i film che tornano in mente guardando Revenant. E’ difficile, però, capire quanti siano stati effettivamente fonte d’ispirazione per Iñarritu e quanti abbiano invece delle somiglianze solo casuali con questo suo nuovo film. O quanti sono invece collegamenti validi solo nella mente dello spettatore abituale… In ogni caso, l’autore messicano ha portato all’eccesso lo stile visivo del suo Birdman (comprensivo di ultima inquadratura) senza però avere un materiale sufficientemente vitale per giustificarlo, ha ceduto all’hollywoodiano legame di sangue come unica ragione di vendetta e ha svilito la causticità del finale del romanzo cui il film è parzialmente ispirato.

Tom Hardy in Revenant - RedivivoRevenant lascia comunque a bocca aperta per l’impressionante realismo delle scene d’azione come anche per la maestosità degli scenari naturali in cui è girato, ma la lunga durata si sente tutta e le sequenze oniriche non hanno altro effetto se non quello di mettere a dura prova la pazienza dello spettatore. DiCaprio geme e mugugna per buona parte del film senza riuscire a dare potenza al suo personaggio utilizzando solo lo sguardo, mentre il versatile Tom Hardy si trova a essere un antagonista troppo monodimensionale.

Molto apprezzato dalla critica di tutto il mondo e autore di ottimi incassi negli Stati Uniti, Revenant – Redivivo ha vinto due Golden Globe e ottenuto 12 nomination all’Oscar, ma non sembra un film in grado di catturare davvero l’attenzione del pubblico italiano. Non che la meriti, comunque.


La locandina di Revenant - RedivivoTitolo: Revenant – Redivivo (The Revenant)
Regia: Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Mark L. Smith, Alejandro González Iñárritu
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck, Paul Anderson, Kristoffer Joner, Joshua Burge, Duane Howard, Melaw Nakehk’o, Fabrice Adde, Arthur RedCloud, Christopher Rosamond, Robert Moloney, Lukas Haas
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 2h. 36′


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Attualmente ci sono 21 commenti a questo articolo:

  1. Annalisa scrive:

    Il film è bellissimo da un punto di vista scenografico, è vero gli scenari sono davvero maestosi e resi ancor più da una regia di tutto rispetto! Io personalmente ho apprezzato anche tantissimo l’interpretazione di Leonardo Di Caprio, ( ce l’ha messa davvero tutta per meritarsi il tanto desiderato Oscar e forse stavolta potrebbe farcela), però su una cosa sono d’accordissimo con Alberto, film inutilmente troppo lungo, bastava mezz’ora in meno a renderlo migliore, veramente si fa fatica a resistere fino alla fine, anche perché è un film molto impegnativo che non scorre per niente liscio come l’olio

  2. Rafadel scrive:

    Cassani va’ zappa

  3. Uno a caso che ne capisce più di te scrive:

    Cassani cambia mestiere

  4. Alberto Cassani scrive:

    Mi mancavano, questo tipo di commenti: era tanto che non ne ricevevo. Evidentemente è vero che nell’ultimo paio d’anni sono diventato troppo buono…

  5. Mirta scrive:

    “DiCaprio geme e mugugna per buona parte del film senza riuscire a dare potenza al suo personaggio utilizzando solo lo sguardo”
    Non è proprio il gemere e mugugnare e basta per 2 h e 30 che rendono di Caprio un attore fantastico ed irripetibile? Il fatto che senza grandi discorsi riesca a farti emozionare, solo con gli occhi? Mi sembra assurdo dire che il suo personaggio non ha potenza, interpreta per buona parte del film un uomo in pratica paralizzato e, riesce a dare perfettamente l’idea della disperazione di chi vorrebbe uscire dal proprio corpo; per esempio all’inizio, la scena in cui suo figlio viene ammazzato, ti senti incazzato per lui, ti sembra di sentire la sua anima che si distorce e urla e lui è fantastico e se non vi siete emozionati è perché avete voi qualcosa che non va. È infine “il film non sembra essere in grado di catturare l’attenzione del pubblico italiano” è logico dato che l’italiano medio vede solo quo vado e cinepanettoni.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Mirta, sarei d’accordo con te se DiCaprio fosse riuscito effettivamente trasmettere quello che dici. Invece ci prova ma non ci riesce, perché è un ottimo attore ma evidentemente non (ancora?) così bravo. Ti invito comunque a rispettare maggiormente le opinioni degli altri, perché se gli altri la pensano diversamente da te non vuol dire che siano loro a sbagliare; tantomeno puoi permetterti di insultarli dicendo che ci sia “qualcosa che non va” in loro.

  7. Skreepers scrive:

    Il film è bellissimo, molte scene mi hanno fatto emozionare. La trama tuttavia, non mi è piaciuta, ma mi aspettavo più spettacolarità che attrattiva della storia, quindi non sono rimasto deluso.

    Discorso Di Caprio: mi piace come attore, ma non è bravo a recitare quanto i suoi colleghi, non c’è niente da fare. Se in questo film ci fosse stato un Russel Crowe, o un Brad Pitt, o un Luca Argentero non sarebbe cambiato niente, zero, nulla. Di Caprio non è in grado di costruire un personaggio, non riesce a dargli spessore. Manco quando gli cuciono addosso un film riesce a dare prove sopra le righe (Gangs of New York, Wolf of Wall Street) C’è quasi riuscito con Calvin J. Candie in Django, anche se è corretto dire che nei film di Tarantino tutti gli attori riescono a splendere. Se non vince l’Oscar ci saranno proteste da tutti i fronti. Di certo non protesterò io. L’Oscar non se lo merita affatto.

  8. Anonimo scrive:

    Visto ieri, e per quanto mi sforzi sempre di non partire prevenuto, Iñárritu non lo digerisco proprio.

    Parlo da profano e da semplice spettatore, ma, aldilà della lunghezza probabilmente non necessaria, mi è sembrato piuttosto piatto, credo manchi qualcosa in fase di scrittura per dare alla storia e ai personaggi la forza necessaria a sostenere un film del genere.

    Di Caprio secondo me è un ottimo attore e mi sta anche simpatico, sta facendo una grande carriera cimentandosi in film anche molto diversi tra loro, e sempre ad alti livelli ma…..è sempre Di Caprio, quando vedo un suo film vedo sempre un ottimo attore che recita e non vedo il personaggio in sé prendere vita, ad eccezione forse del film di Tarantino…..non so se si capisce cosa intendo.
    Forse un Oscar in passato avrebbe potuto anche vincerlo visto il livello sempre altissimo delle sue performance, ma evidentemente ha sempre trovato avversari con qualcosa in più nelle occasioni in cui se l’è giocata….detto questo non mi stupirei se lo vincesse proprio quest’anno, è sicuramente la volta in cui sembra “meno Di Caprio”, e tutto sommato ha fatto quello che ha potuto.

  9. Antonio scrive:

    Visto ieri .
    Mi ero preparato al peggio pensando di annoiarmi invece ,escluso alcuni momenti alla fine , il film mi ha realmente interessato.
    Bellissima fotografia e penso anche io che Leonardo Di Caprio debba vincere l’Oscar per questa sua interpretazione più fisica che recitativa , potevano alleggerire sicuramente i primi piani interminabili alla natura ma non stonano con l’intero complesso della pellicola.

  10. skumkyman scrive:

    Se Leo non ha vinto l’Oscar con the wolf of wall street non credo proprio che lo vincerà ora…
    speravo morisse nella prima scena cmq.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Però l’Academy apprezza sempre le interpretazione che richiedono uno stress fisico particolare o riguardano malattie e infermità. Lui qui ce le ha entrambe…

  12. dariazzo scrive:

    Posso dirti che io l’ho trovato a tratti godibile, se non altro per l’ambientazione titanica.

    Il problema è a mio parere la ricerca ossessiva di spiegare allo spettatore lo stato d’animo del protagonista. Per tutto il film si afferma che egli vuole vendetta e nulla lo può fermare, talvolta anche finendo nel ridicolo, salvandogli la vita in modo curioso e sempre più inverosimile, solo per poter giungere al finale. Ecco, poi la veicolazione del messaggio e della morale funziona, ma risulta estremamente risicata.

    In pratica, The Revenant ti parla per due ore di una cosa in modo stucchevole, fino a non fartela più sopportare; poi il tutto si risolve in un messaggio efficace che dura per gli ultimi 5 minuti.
    Il problema principale quindi di questo film è l’esagerata sproporzione tra le varie parti che lo compongono, che lo rende complicato da sopportare per chi, al mio contrario, non subisce il fascino dei grandi spazi aperti e della magnificenza di alcuni scenari naturali.

  13. Plissken scrive:

    Concordo in linea di massima con la recensione, per quanto il “rosso” appaia fin troppo severo; un arancione l’avrei dato, poiché se la valutazione della pellicola nella sua interezza in effetti porta a riserve anche di carattere greve (viene quasi da pensare in taluni momenti ad un banale revenge movie d’alto rango…) il film preso a spezzoni offre alcuni momenti di alto cinema… per cui magari darci un’occhiata non equivale necessariamente a buttar via del tempo.

  14. Alberto Cassani scrive:

    L’insistenza del film sulla ragione delle traversie del protagonista dipende probabilmente dalla poca fiducia che gli autori avevano nel fatto che fosse una ragione sufficiente. Tant’è che l’hanno cambiata rispetto al romanzo apposta per renderla più forte. Il problema è che se quella è l’unica ragione che muove il protagonista, è anche l’unica ragione che muove il film e tirata per tre ore non può che stancare.

    Vero che poi il film non è tempo perso, ma ci sono modi migliori di impiegarlo… Purtroppo non si può neanche consigliare di aspettare l’uscita in home-videoper usare l’avanzamento veloce, visto che l’aspetto visivo è nettamente la cosa migliore della pellicola. Certo che sono davvero sorpreso dall’incasso italiano, non me lo sarei mai aspettato.

  15. Michele Balasso scrive:

    Non sono assolutamente d’accordo con la tua recensione. Ho trovato il film incantevole sotto ogni punto di vista. La regia di Innaritù è qualcosa di sensazionale la fotografia di lubensky è ottima il trucco la scenografia gli effetti speciali anche per non parlare delle interpretazioni di dicaprio e handy entrambe molto meritevoli .Secondo me Dicaprio ha dimostrato di essere un grande attore anche senza dire troppe battute. E con questo dico che Dicaprio è obbiettivamente uno dei più grandi attori esistenti . Se a te non è piaciuto ok ma quando dici che il film non “sembra catturare l’attenzione del pubblico italiano “non mi trovi per niente d’accordo . Anzi secondo me gli italiani per quanto ho avuto modo di vedere hanno apprezzato molto questo film non sono per l’interpretazione di dicaprio e per fortuna anche altrimenti saremmo solo un popolo di spettatori da cinepanettoni scadenti . Insomma esistono anche italiani che amano film di qualità come questo. Se a te non è piaciuto amen ma non puoi negare che sia un gran film e che Dicapio abbia fatto oggettivamente un ottima interpretazione.

  16. Alberto Cassani scrive:

    Sinceramente io mi aspettavo che il film facesse buoni incassi la prima settimana per poi sgonfiarsi molto. Invece ha proseguito benissimo, e la cosa mi stupisce perché non è proprio il tipo di film che al pubblico italiano piace. E non è questione di cinepanettoni: in Italia funzionano solo commedie e film d’azione hollywoodiani (a parte uno o due fenomeni eccezionali all’anno). Revenant non è né l’una né l’altra cosa, eppure ha fatto ottimo incassi, e la cosa mi ha stupito molto. Si vede che tra data di uscita, DiCaprio e Inarritu fresco di Oscar il pubblico ha deciso di vederlo.
    Sulla bontà del film mi sono già espresso nella recensione, aggiungo solo che sono d’accordo nel dire che DiCaprio sia un grande attore, ma in passato ha offerto interpretazioni nettamente migliori di questa. Ma non sarebbe la prima volta che qualcuno vince l’Oscar nell’occasione in cui se lo merita meno…

  17. Maxim scrive:

    Ho trovato il film accurato nei particolari e nella fotografia, bellissime le scene di azione e la scelta dei
    personaggi. Devo dire che avevo divorato il libro dal quale era stato tratto il film e che come spesso succede risulta più avvincente del film e più realistico nel finale… per non parlare della scena della aggressione dell’orso descritta in modo sublime.Un grande Di Caprio ed un bel cast complimenti a Inarritu ancora dimostratosi “un grande”.

  18. Alberto Cassani scrive:

    Sì, è un peccato che gli autori del film non abbiano avuto fiducia nella ragione della vendetta e nella sua conclusione. Il finale del film è tutto sommato banale, anche se si sono sforzati per non renderlo troppo ovvio. Ma da un punto di vista commerciale penso abbiano fatto bene, perché un film con un finale amaro molto di rado piace al pubblico.

  19. Renè scrive:

    Il film non può aver girato un Rambo qualsiasi, per cui, secondo me, il film va visto “a la” “Sesto Senso”: Glass è morto. Così, in questa chiave onirica, il film diventa bellissimo. Dono troppi, sempre secondo me, i segnali: l’anima, sotto forma di uccellino, che esce dal corpo della moglie, la stessa sospesa sopra il corpo di Glass come un quadro di Chagall, l’incontro salvifico con un indiano (della stessa tribù della moglie!) che poi viene ucciso (DOPO averlo, appunto, salvato).
    Insomma, è una chiave di lettura che ci può stare.

  20. Alberto Cassani scrive:

    Mi sembra assolutamente forzata, soprattutto perché lui non si aggira per il film come uno spirito ma interagisce con cose e persone. Quindi o è tutta una sua fantasia post-decesso oppure lui è vivo. Perché di certo non si può dire che interagisca col mondo come un fantasma.

  21. Paolo scrive:

    perfettamente d’accordo con Alberto Cassani.

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