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"Scream 3" di Wes Craven

20 settembre 2000 Recensioni 0 Commenti
Scream 3

Buena Vista, 1 Settembre 2000 – Monotono

Le disavventure di Sidney Prescott sono arrivate a Hollywood, e così un produttore cerca di realizzare il terzo episodio di Stab, una serie di grande successo ispirata ai delitti di Woodsboro. Ma quando qualcuno con indosso una maschera alla Munch inzia a uccidere davvero, le cose si complicano…


Courtney Cox e David Arquette in Scream 3Terzo, ma probabilmente non ultimo episodio di Scream, che ha molte più affinità col primo episodio che col secondo. A quattro anni di distanza i protagonisti devono fare i conti col passato, mentre sono cresciuti e si sono sviluppati tutti i temi centrali: Sidney passa da liceale (nel primo episodio), a collegiale (nel secondo), fino a lavorare per una sorta di “linea amica” per sole donne (nel terzo); con lei si sviluppa, quasi maniacalmente, la sua paranoia: vive isolata nella California del Nord, in una casa piena di allarmi.
Neve Campbell in Scream 3Si sviluppa anche il tema cinefilo del film, come una sorta di passaggio da semplici citazioni (primo episodio), al teatro (secondo episodio), per finire al tema del cinema nel cinema, che Craven riesce a sfruttare al meglio, facendo riaffiorare i fantasmi (in tutti i sensi) del passato. Una scena in particolare, l’inseguimento tra l’assassino e Sidney (nella ricostruzione della sua casa), «che sale per le scale invece di fuggire dalla porta». Ma l’attenzione dello spettatore non è più puntata sugli omicidi, sugli spaventi divenuti ormai meccanici e quasi monotoni, soprattutto per chi ha visto gli altri episodi (anche se la suspense Craven la sa creare), ma sulla curiosità di scoprire chi si cela stavolta dietro la maschera, e quali sono le sue motivazioni.

Jenny McCarthy in Scream 3Craven se la cava, e se ne esce con un film che non è sicuramente all’altezza del primo (un vero e proprio gioiello), a causa della monotonia che volenti o nolenti si fa viva per la troppa similarità, ad esempio quella con cui l’assassino uccide e tende tranelli alle vittime, e la colpa cade non tanto sul regista ma sullo sceneggiatore, che poteva evitarsi citazioni inutili come l’assassino svenuto sulle scale con l’impaurita Cox Arquette accanto che tenta di scappare, palese richiamo ad una scena del secondo episodio, in cui l’assassino sviene in macchina, a causa di un incidente e al posto della Cox c’è la Campbell impaurita. Insomma una paura a cui lo spettatore è abituato, e alla quale cede più che per sorpresa per la voglia, quella di farsi spaventare, che ormai è una tenue visione, e se non fosse per qualche colpo di musica improvvisa ogni tanto, non ci si accorgerebbe della situazione di panico.

Scott Foley e Parker Posey in Scream 3La scena iniziale, quella che rese famoso Scream, è la più scarsa della trilogia; gli attori non sorprendono più, forse perché si sono abituati inconsciamente anche loro e, devo dirlo, a Courtney Cox il matrimonio con David Arquette ha fatto male: è secca e spigolosa, e ha perso molto del suo fascino, peccato. Finale liberatorio, ma che lascia porte aperte a un probabilissimo Scream 4. Da vedere giusto per completare la trilogia. Williamson produce.


La locandina di Scream 3Titolo: Scream 3 (Id.)
Regia: Wes Craven
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Fotografia: Peter Deming
Interpreti: Neve Campbell, Courtney Cox Arquette, David Arquette, Patrick Dempsey, Scott Foley, Jenny McCarthy, Emily Mortimer, Parker Posey, Lance Henriksen, Roger Corman, Liev Schreiber, Kevin Smith, Heather Matarazzo, Carrie Fisher
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 1h. 58′


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