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Smetto quando voglio - Ad honorem di Sydney Sibilia

5 gennaio 2018 Recensioni 0 Commenti
Smetto quando voglio - Ad honorem

01 Distribution, 30 Novembre 2017 – Ordinario

I componenti della banda di universitari sono tutti in carcere, ma Pietro decide di metterli insieme ancora una volta per sventare un attacco con gas nervino alla Sapienza. Una volta riuniti tutti i componenti nel carcere di Rebibbia, bisogna però organizzare l’evasione…


Scordatevi la carica irriverente del primo film. Scordatevi l’esasperata voglia di commedia del secondo. Questo Smetto quando voglio – Ad honorem sembra una pellicola a se stante, completamente diversa dalle due precedenti. Tirare le fila della storia si rivela fin da subito un compito arduo, per il regista Sydney Sibilia: il film ci mette un po’ a ingranare, si perde nello spiegare la situazione e porre le basi per la vicenda principale, che è tutto tranne che comica. Inoltre, è evidente come il numero sempre maggiore di personaggi nuoccia al ritmo del film, e la difficoltà nel tenere insieme tutte le diverse vicende sacrifichi un po’ l’azione e i siparietti comici. Sibilia non riesce più a recuperare quel tono leggero del capostipite, e appesantisce la struttura incanalando ben presto il film nei binari del dramma più che della commedia. Certo, di tanto in tanto qualche battuta salta fuori, ma è poca cosa e si perde in un contesto decisamente più serioso.

Sicuramente, in questo contesto più serio – a tratti persino drammatico – è più semplice leggere la critica al sistema universitario italiano, che in realtà era stata sempre ben presente fin dal primo episodio ma era più mascherata, quasi una scusa dietro al paravento di commedia. In questo caso, invece, la critica è più esplicita, a tratti quasi didascalica, che diventa in alcuni momenti un vero e proprio atto d’accusa. Purtroppo, questa trasformazione nei toni non giova complessivamente al film, che non prende mai quota – se non come blando thriller nella lunga sequenza finale – e perde la sua bussola cercando di barcamenarsi tra i toni più seri e quelli da commedia che spesso sembrano inseriti quasi a forza nel contesto.

Nonostante sia un film largamente imperfetto Smetto quando voglio – Ad honorem è comunque un piacevole intrattenimento, e Sibilia si dimostra un regista capace di dirigere sia una commedia avventurosa sia un film dai toni che si avvicinano più a quelli del dramma, molto facilitato da avere attori di prim’ordine (Lo Cascio e Marcorè) nei ruoli-chiave dei cattivi e un cast affiatato e rodato in quelli dei “buoni”. Tutto sommato, Ad honorem è un film non riuscito, in qualche modo più ambizioso dei precedenti ma che proprio per questo perde in leggerezza e diventa più ordinario, nell’ambito sempre un po’ asfittico del cinema italiano. Insomma: viste le premesse, un vero peccato.


La locandina di Smetto quando voglio - Ad honoremTitolo: Smetto quando voglio – Ad honorem
Regia: Sydney Sibilia
Sceneggiatura: Luigi Di Capua, Francesca Manieri, Sydney Sibilia
Fotografia: Vladan Radovic
Interpreti: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Giampaolo Morelli, Beppe Barra, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Valeria Solarino, Neri Marcorè
Nazionalità: Italia, 2017
Durata: 1h. 36′


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