Stai leggendo:

Soundtrack: "Allacciate le cinture" di Pasquale Catalano

26 maggio 2014 Soundtrack 0 Commenti
Allacciate le cinture

Massimo Privitera, in collaborazione con Colonne Sonore* * * *

Dopo Mine vaganti e Magnifica presenza, Ferzan Ozpetek e Pasquale Catalano tornano a collaborare per Allacciate le cinture, confermando la brillante forma registica e compositiva del loro sodalizio. E anche le cinque canzoni che completano il disco sono efficacissime e curate nel dettaglio…


Ferzan Ozpetek torna a collaborare con Pasquale Catalano dopo le ottime partiture per Mine Vaganti e Magnifica presenza, quindi, a tutti gli effetti, si può parlare di un nuovo sodalizio tra il regista turco naturalizzato italiano e il compositore partenopeo e per entrambi questa nuova prova, Allacciate le cinture, conferma la brillante forma registica e compositiva.

“Tema dolce” apre la colonna sonora con un Leitmotiv incantevole, lieve, delicatissimo per piano (Fabrizio Romano), violoncello (Marco Pescosolido), archi soffusi (l’Amarcord Studio Orchestra) e chitarra (Domenico de Luca), nonché una dolcissima fisarmonica: un tema che spalanca il cuore fin dal primo ascolto. Il secondo tema (“Zie”) che viene esposto è un grottesco scherzo per archi pizzicati, piano e oboe (Domenico Rinaldi). Il terzo Leitmotiv (“Tema di Antonio”) vira la partitura verso lidi più drammatici, un vero e proprio adagio per archi; archi che pizzicati divengono beffardi nel loro incedere (“Benzinaio”), con sprazzi qui e là ariosi con un’arpa soave in controcanto. Arpa che accompagna un mesto procedere, su tappeto d’archi lugubri, del pezzo “Fratello”. Un altro motivo appare nel “Tema di Elena”, una nenia tormentata per piano dal sapore vagamente classico, bachiano, soprattutto quando il tema viene esposto in tutta la sua dolorosa apertura dagli archi: uno dei più bei pezzi composti da Catalano nel suo percorso di musicista per immagini. Con “Altre zie” lasciamo il melodramma e abbracciamo l’ironia stravagante della storia del film, che prende una piega eterea, quasi metafisica con l’atmosferico e straniante “Pensilina”. “Egle” è un brano cantabile, soave e bucolico, un bellissimo tema poetico per archi e fiati. Altro motivetto sbarazzino, all’apparenza, con sottotraccia mélo altamente sentita, il valzer “Sobrietà”. La grande cura per la commistione tra elementi elettronici, sintetici e orchestrali da sempre è stata una caratteristica fondamentale nelle partiture di Pasquale Catalano, e qui ne è la prova il bel pezzo “Lo sguardo di Elena” e l’ostinato funereo di “Notte casa”. L’ennesima traccia incantevole e scherzosa al contempo, “Bar Tarantola”, conferma, se ve ne fosse ancora bisogno, l’enorme vena surreal-melanconica del compositore campano. Vena che diviene ardente e amara nel piano battente e gli archi profondi di “Elena adagio”, un pezzo alla Philip Glass di rara intensità, in cui il tema di Elena diviene pura poesia sonora, con quel lungo finale synt angoscioso. “Mare verso” è un breve adagio per archi. La spensieratezza ci assale con il pizzicato e tambureggiante “Silvia”, invece gli echi flautistici, con aggiunta di sax (Giuseppe Sasso), di “Coerenza” sono cantabilmente mediterranei. Lo score splendido di Catalano si conclude con il “Tema dolce rep” che ha aperto la parte strumentale dell’album e così chiude in un avvolgente e luminoso effluvio di archi, violoncello solista e piano.

Le canzoni, come sempre nei film di Ozpetek, sono curate nel dettaglio ed efficacissime ai fini della vicenda narrata, in questo caso una storia di passione sentimentale contrastata e lunga nel suo andirivieni amoroso, e vedono l’alternarsi tra il mai dimenticato Rino Gaetano, che apre il CD con la bellissima “Mano a mano” di Riccardo Cocciante e Marco Luberti in versione live, la cantante turca Aynur Dogan con l’eterea e arabeggiante “Bexo”, Awaly con la deliziosa ballata pop in versione acustica di “Doum Doum Doum”, la cover delle cantanti turche Dolapdere Big Gang di “It’s Raining Men” in una fantastica versione pop arabeggiante, la ballad pop di Pis’ton “Just Another Day” e dulcis in fundo la meravigliosa e perfetta Etta James con l’evergreen “At Last”, così abusata nel cinema da, in ogni caso, non poterne fare a meno.


La copertina del CD di Allacciate le cintureTitolo: Allacciate le cinture

Compositore: Pasquale Catalano, Aa.Vv.

Etichetta: Sony Classical, 2014

Numero dei brani: 24 (5 canzoni + 19 di commento)

Durata: 58′ 08”


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.