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Soundtrack: "Harry Potter e i Doni della morte - pt 2" di Alexandre Desplat

6 settembre 2011 Soundtrack 0 Commenti
Harry Potter

Antonio Marguccio, in collaborazione con Colonne Sonore* * * *

Alexandre Desplat conclude la saga di Harry Potter creando un interessante nuovo tema musicale e inserendolo in una partitura piena di cose belle – alcune bellissime – ma che rimane forse un po’ troppo sul generico rispetto alle possibilità del genere e alle capacità del compositore francese…


Coronando il sogno di qualsiasi musicista – quello di scrivere la partitura finale di una saga di ben otto film iniziata esattamente dieci anni fa dal grande John Williams – Alexandre Desplat ha dimostrato sangue freddo a sufficienza e un’apprezzabile evoluzione rispetto alla prima parte da lui firmata l’anno scorso. Se infatti in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 il compositore francese aveva dimostrato una certa esitazione nel lasciarsi andare creativamente, riciclando fino al limite del possibile il famoso “Hedwig’s Theme” williamsiano (“Sky Battle”), con questa seconda e ultima parte ha mostrato maggiore personalità e regalato finalmente alla serie un nuovo tema accattivante e riconoscibile (“Lily’s Theme”). È un fatto che le musiche originali non siano state sempre all’altezza del successo delle pellicole e lo stesso summenzionato tema di John Williams, per quanto evocativo e tchaikovskiano, non ha mai sfondato il muro dei grandi ascolti né ha avuto quell’immediatezza tale da farlo associare iconicamente al maghetto di Hogwarts. Per il lancio del CD della Sony Desplat ha raccontato ai media di aver composto il nuovo tema proprio all’inizio del lavoro, quando ci si siede davanti al pianoforte in cerca delle prime note. «É una semplice melodia – ha dichiarato in una videointervista rintracciabile dal suo sito ufficiale – che ognuno, adulto o bambino, può canticchiare. Poi abbiamo trovato questa incredibile cantante, Mai, che ha una voce così pura, di oro liquido». Interessante anche la routine produttiva instaurata con il regista David Yates, con il quale si incontrava giornalmente a Londra facendogli ascoltare dei «demo elettronici molto precisi» prima di dare il via alle incisioni vere e proprie dei pezzi per un’orchestra di 105 elementi.

Il risultato complessivo, a detta dello stesso Desplat, è «un vero equilibrio di emozione e azione», forse però con qualche luogo comune di troppo. “Lily’s Theme” è infatti indubbiamente ciò di cui la pellicola aveva bisogno per la malinconica bellezza che sa trasmettere, ma ascoltato in astratto il brano ricorda fin troppo gli espedienti di Vangelis per ricreare atmosfere di mistero e attesa. La tecnica consiste nel prolungare a piacere una nota grave in sottofondo e nell’inventare una melodia semplice e ripetitiva in superficie che ritorna sempre alla stessa tonica o comunque a una delle tre note dell’accordo (a semplice titolo illustrativo si ascolti il brano “Tales of the future” da Blade Runner, con la voce di Demis Roussos). Anche per “Lily’s Theme” Desplat si è attenuto a queste semplici regolette, operando poi nei numeri successivi alcuni diversivi gradevoli come una vera armonizzazione della melodia con gli accordi degli archi e senza l’ossessivo ricorso alla monofonia di sfondo (“The Resurrection Stone”, vera perla di tutto il CD). Ma le invenzioni, seppur nel solco di precedenti cinemusicali oggi sempre più abusati, non finiscono di certo qui.

Altro tema piacevolissimo da ascoltare è “Statues”, che al contrario di “Lily’s Theme” gioca sull’iterazione melodica e sulla progressione accordale. Lo si ritrova variato e quasi irriconoscibile nei brani “The Grey Lady”, “The Diadem” e “Courtyard Apocalypse”, in quest’ultimo caso al suo massimo splendore, solenne e marziale. Tracce spiccatamente adrenaliniche come “The Tunnel”, “Dragon Flight” “Battlefield”, ricordano talvolta alcuni trattamenti dell’orchestra alla Howard Shore del Signore degli Anelli, come ad esempio una sobria integrazione tra il coro apocalittico e l’orchestra o un’attenzione capillare per le armonie di “passaggio”, senza quelle scorciatoie rumoristiche che ammorbano fin troppo le OST contemporanee. Ipnotica “Broomsticks and Fire”, con il coro che ripete un fraseggio scheletrico di quattro note in un tutto sinfonico alla Orff. Il gran finale oltre che piatto forte del CD è offerto dalle due tracce “Showdown” e “Voldemort’s End”, con dei crescendo spettacolari e l’orchestra al completo. Forse un po’ deludente il brano conclusivo “A New Beginning”, che è nelle intenzioni la quiete dopo la tempesta musicale o comunque un gentile epilogo.

Insomma, molte le cose belle – alcune anche bellissime – fatte ascoltare da Desplat, anche se nel complesso l’album non è molto caratterizzato e non riesce ad essere niente più che una raccolta di brani originali più o meno riferibili al genere fantasy/epico – aspetto questo che affligge ancora una volta molte colonne sonore di oggi a causa delle standardizzazioni imperanti e delle temp track che stanno realmente uccidendo la creatività dei musicisti.


La copertina del CDTitolo: Harry Potter e i doni della morte parte 2 (Harry Potter and the Deathly Hallows – Part Two)

Compositore: Alexandre Desplat

Etichetta: Sony, 2011

Numero dei brani: 25
Durata: 68′ 09”


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