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Soundtrack: "Jack Reacher" di Joe Kraemer

11 novembre 2013 Soundtrack 0 Commenti
Jack Reacher

Dimitri Riccio, in collaborazione con Colonne Sonore* * * *

Partitura che va lasciata decantare come un buon vino, quella di Joe Kraemer per l’anti-action di Christopher McQuarrie si permette il lusso di studiare il primo quarto d’ora di pellicola per poi commentare il film con giudizio, aspettando la sua mossa invece di anticiparla…


Queste vaghe ma incalzanti palpitazioni cardiache che cosa vogliono dire? E questa sensazione di sfarfallio dentro lo stomaco? Sono segni di un innamoramento improvviso o di un attacco di cuore? O forse entrambi sono venuti improvvisamente a presentarsi nel medesimo istante, per beffarci un’ultima volta con l’inesauribile gioco del non-senso della vita? O forse… ma sì è proprio così! Sono le sensazioni che si provano ascoltando la partitura composta da Joe Kraemer per Jack Reacher, ottimo e atipico anti-action hollywoodiano diretto da Christopher McQuarrie, quello che sceneggiò I Soliti Sospetti, tanto per capirsi.
Ecco, dicevamo, la partitura di Kraemer, uno che in un mondo appena appena più normale comporrebbe per il cinema dal mattino alla sera e invece si ritrova ad avere una commissione cinematografica con scadenze da passaggio della cometa di Halley (ma vuoi mettere il versatile eclettismo di Brian-Tyler-Bates o, chiaramente, l’inarrivabile pressoché della Z più famosa di Hollywood dopo quella di Zorro?), grida al cielo la vendetta della bella musica applicata alle immagini rispetto alla generosa melassa appiccicosa e nauseabonda spalmata a quattro mani sulle “pellicole” nordamericane dei tempi nostri.

In un action bolso e a rilento, ma teso come un filo di nylon invisibile pronto a far decollare lo spettatore, e dove Tom Cruise ci regala una delle sue prove più convincenti, la musica di Kraemer si permette il lusso inaudito di commentare con giudizio, senza ingaggiare i dieci, venti migliori percussionisti del pianeta per poi offrirgli un caffè e farli giocare col Synsonic Drums, di rimanere in attesa, attendere la mossa del film anziché anticiparla o sottolinearla a spron battuto e cafonamente, com’è oramai la norma universalmente ben accetta, e magari permettersi il lusso di studiare il primo quarto d’ora di pellicola, una magnifica sequenza autoconclusiva senza dialoghi e tutta azione, per creare uno dei momenti musicali più ficcanti che si ricordino nel cinema degli ultimi anni.
Come un cuore che batte a rilento e man mano si riprende e si gonfia grazie all’adrenalina, la musica di questo bravo compositore segue con giudizio le tracce indelebili del Williams di Black Sunday e dei grandi Fielding e Schifrin alla ricerca di un commento non invasivo e intrusivo, ma che quasi zavattinianamente pedini le vite dei protagonisti della vicenda con qualche sussulto degli archi , protagonisti indefessi dell’organico, e con gli incisivi interventi degli ottoni più corruschi che si ricordino da un po’ di tempo a questa parte.

L’ascolto su disco si rivela ricco e sfaccettato solo dopo un po’ di studio (insomma, ‘sta musica non gasa!), ma come i vini da meditazione rispetto alle bibite, resta al termine della contemplazione un ricordo più bello, maturo e duraturo e magari la voglia di versarsene un altro bicchiere a scapito della “gasante” cola. Beware!!, quindi: appena stappato, il CD va decantato un pochino e assaggiato a piccoli sorsi, non ingoiato: seguendo il consiglio otterrete un piacere sottile ma pieno e persistente.

Alcuni colori richiameranno con insistenza alla memoria certe pagine herrmanniane, per la loro incompromessa e sfacciata integrità, per la loro oscurità grama e abominevole, e sembra proprio l’abisso dell’essere umano il punto fermo della partitura di Kraemer, sociologo e antropologo musicale che, con spirito di fratellanza universale ci tratteggia ritratti di uomini troppo soli per scaldarsi ancora ai raggi del sole e troppo feriti per potere lenire e capire il dolore degli altri. Il senso del dovere però li obbliga a portare a termine ciò che hanno iniziato, nel bene e nel male: «E’ il senso del dovere che ci frega, caro Lloyd!», come ci ricorda sempre il Jack Torrance di Shining, e in fondo anche Kraemer ha seguito il suo stretto e privato senso del dovere nello scrivere questa splendida partitura: verso la pellicola, verso il regista, verso se stesso, verso noi e verso la vita stessa, alla quale questo compositore, quando verrà il tempo dei bilanci, potrà a testa alta dire: non ho mai dovuto vergognarmi della mia arte e sono stato onesto nei confronti della musica. E vi pare poco?


La copertina del CDTitolo: Jack Reacher – La prova decisiva (Jack Reacher)

Compositore: Joe Kraemer

Etichetta: La-La Land Records, 2012

Numero dei brani: 13

Durata: 61′ 13”


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