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"Spring Breakers" di Harmony Korine

7 marzo 2013 Recensioni 11 Commenti
Spring Breakers

Bim, 7 Marzo 2013 – Porky’s

Quattro studentesse universitarie rapinano un ristorante per potersi pagare le vacanze di fine semestre in Florida, dove vengono arrestate in una retata antidroga. Un trafficante di armi paga loro al cauzione per poi sfruttarle nella sua guerra contro una banda rivale…


Vanessa Hudgens con Rachel Korine sullo sfondoQuando di un film vengono presentati alcuni minuti durante il Festival di Cannes e pochi mesi dopo la pellicola viene presentata in concorso prima a Venezia e poi a Toronto, deve trattarsi di un film davvero importante. Oppure di un film che solletica i più bassi istinti di un certo tipo di pubblico. Mettere in bikini fosforescente tre belle ragazze che, per motivi diversi, sono spesso sulle copertine delle riviste di gossip e negli hard-disk degli adolescenti di mezzo mondo è il modo migliore per percorrere la seconda strada.

James FrancoA partire dalla prima sequenza – che pare un videoclip di MC Hammer sotto acido – Harmony Korine infila decine di culi che ondeggiano, tette al vento, diti medi alzati e gente che si ubriaca e si sballa. Realizza però anche una scena bellissima (la rapina al ristorante) e una da hit-parade dello scult (la canzone di Britney Spears), e ogni tanto si ricorda pure di inserire qualche dialogo strapieno di «fuck» e «bitch» per dare alla pellicola una parvenza di storia, ma non sorprende scoprire che la sceneggiatura è stata scritta in appena dieci giorni. Dal canto loro, le protagoniste sembrano essersi divertite un sacco a mimar pompini, pisciare per strada e fare linguainbocca (ma non sfugge il fatto che Ashley Benson e Vanessa Hudgens non mostrino mezzo centimetro di troppo, né che la virginale Selena Gomez scompaia a metà film). E dev’essersi divertito molto anche James Franco, che però ammorba gli spettatori con una voce fuori campo da manicomio e dà vita al gangsta-rapper più insopportabile della storia del cinema.

Vanessa Hudgens, Ashley Benson, Rachel Korine e Selena GomezSe una pellicola come questa può anche avere un suo senso all’interno di un certo contesto, ne ha decisamente meno nella carriera di un autore comunque interessante come Korine (sceneggiatore per Larry Clark e regista di Gummo e Julien Donkey-boy), e non ne ha alcuno nel cartellone principale di un Festival come quello di Venezia. Perché una cosa è presentare in concorso i drammi crudi ma profondi di Gregg Araki; un’altra presentare una commedia scollacciata, pretenziosa e autocompiaciuta come Spring Breakers.


La locandinaTitolo: Spring Breakers – Una vacanza da sballo (Spring Breakers)
Regia: Harmony Korine
Sceneggiatura: Harmony Korine
Fotografia: Benoît Debie
Interpreti: Ashley Benson, Vanessa Hudgens, James Franco, Selena Gomez, Rachel Korine, Heather Morris, Emma Holzer, Ash Lendzion, Lauren Vera, Ananda Milsa, Gucci Mane
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 28′


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Attualmente ci sono 11 commenti a questo articolo:

  1. Mirko scrive:

    Porky’s! ahahahah

    Comunque, Albe, hai fatto una recensione fin troppo seria, per un film del genere! :D

  2. Alberto Cassani scrive:

    Non volevo che la gente pensasse che lo stavo sottovalutando.

  3. Gaothaire scrive:

    Korinè non è mai stato un regista facile, non mi dilungo in considerazioni di estetica che dubito interessino a qualcuno, chiedo solo: è un regista che, senza giudizi (io francamente non vedo il senso di nessun suo film, anche contestualizzandolo), ha un proprio mondo filmico e concettuale, assolutamente pretenzioso (questo IMO) ma finito, quasi una art-brut lo-fi (chiedo scusa per la sparata da hipster finale, ma non so più scrivere e non sapevo come esprimermi), ora girare un film così ha per lui una chiave di lettura o era solo troppo fatto (o troppo poco)?

  4. Alberto Cassani scrive:

    Se per “chiave di lettura” intendi messaggio o morale, direi proprio di no. Se invece vuoi sapere se il film ha un suo senso compiuto, sì. Il problema è che rispetto ad altre cose di Korine, che erano meno cazzone e più dure, pare un film fatto per divertimento e nient’altro. Volendo, penso che si possa dire che il suo posto nella filmografia di Korine è lo stesso che ha “Smiley Face” in quella di Gregg Araki.

  5. Gaothaire scrive:

    Beh certo che se anche ci basiamo solo sui trailer passare da Trash Humpers a questo dà da pensare.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Anche perché lui non è attivissimo nel lungometraggio. Non capisco proprio perché abbia sviluppato questo progetto invece di altri, non è che di solito gli manchi l’ispirazione. E visto il tipo di produzione, non si può nemmeno dire che l’abbia fatto per soldi.

  7. Marco scrive:

    Concordo con Albe. Mi sono particolarmente piaciuti primi 20 minuti di girato (in cui è compresa la bellissima scena della rapina al fast-food), poi la sceneggiatura gira sempre su se stessa, propone le medesime situazioni ed i dialoghi, anche se pochi, fanno veramente cader le braccia.
    La regia, con un uso eccessivo dl ralenty, irrita la visione di alcune scene.
    Comunque se uno vuol far vedere cosè lo spring break (almeno all’inizio) non è che può far vedere qualche bacietto e una tranquilla uscita serale, quello che ha mostrato è quantomeno la realtà, gliene dò atto.
    Concordo col commento su Franco.
    Belle ed azzeccate le musiche.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Ma se uno vuole avere un’idea di cosa può essere lo spring break può anche guardare un episodio di “Girls Gone Wild”…

  9. Anonimo scrive:

    “Mettere in bikini fosforescente tre belle ragazze”…Non sono 4?

  10. Alberto Cassani scrive:

    La frase che hai riportato non è completa ” Mettere in bikini fosforescente tre belle ragazze che, per motivi diversi, sono spesso sulle copertine delle riviste di gossip…”. La quarta ragazza in bikini è la moglie del regista, che non appare spesso sulle copertine delle riviste.

  11. […] sera dello scorso 4 settembre c’è stata a Venezia l’anteprima mondiale di Spring Breakers di Harmony Korine. Bastava guardare le foto pubblicitarie per capire che si sarebbe trattata di una […]

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