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"Testimone d'accusa" di Billy Wilder

4 aprile 2013 Recensioni 0 Commenti
Testimone d'accusa

DEAR, 1958 – Perfetto WOW

Un uomo viene accusato dell’omicidio di una donna. Un avvocato accetta la sua difesa come sfida professionale, mentre la devota moglie dell’uomo gli fornisce un alibi. Ma nulla è come sembra e al processo ci saranno parecchie sorprese…


Marlene Dietrich e Charles Laughton in Testimone d'accusaSe chiedete a un cinefilo quali sono i film migliori di Billy Wilder vi citerà sicuramente Viale del tramonto e A qualcuno piace caldo. Molti diranno anche Quando la moglie è in vacanza e Sabrina. Pochi vi nomineranno, invece, questo grandissimo film. Girato due anni prima di A qualcuno piace caldo, Testimone d’accusa è un film solitamente considerato – in qualche modo a ragione – minore, nella filmografia di Wilder. Non ha le invezioni di Viale del tramonto, non ha le battute fulminanti delle grandi commedie («Nessuno è perfetto!»), non ha scene entrate nell’immaginario collettivo (la gonna di Marylin). Ma rimane un film enorme.

Tyrone Power e Marlene Dietrich in Testimone d'accusaTratto da una pièce teatrale di Agatha Christie (che lo considerava, giustamente, il miglior film tra quelli girati a partire dalle sue opere), Testimone d’accusa ha una sceneggiatura di ferro che Wilder scrisse prendendosi ampie libertà rispetto al racconto della Christie senza però snaturalrlo. Quando veniamo informati – ad esempio – che il personaggio della Dietrich in Germania era un’attrice siamo portati a non registrare l’informazione, che invece si rivelerà importantissima nel finale, e questo è un meccanismo tipico della Christie (su cui si basa anche Dalle nove alle dieci, uno dei suoi romanzi più riusciti).
Tutto è giocato sul tema del ribaltamento. All’inizio la situazione sembra semplice: lui è sposato e povero, uccide (forse) una signora di mezz’età per averne l’eredità ma la moglie devota gli fornisce un alibi; un vecchio avvocato decide di difenderlo come sfida professionale ma ben presto le cose cominciano a non essere quelle che sembravano. A metà film Wilder comincia a calare i suoi assi, fino ad arrivare a un finale pirotecnico in cui i colpi di scena si susseguono rendendo il film indimenticabile.

Tyrone Power e Marlene Dietrich in Testimone d'accusaWilder ha a sua disposizione un terzetto di attori straordinari: Tyrone Power (fu il suo ultimo film), Marlene Dietrich e Charles Laughton. Se il primo ha il ruolo apparentemente più semplice (tutta la vicenda si gioca alle spalle del suo personaggio) ha in realtà il delicatissimo compito di mantenere costantemente il pubblico in dubbio sulla sua innocenza. La Dietrich ha il ruolo più complesso che le permette di mostrare tutte le due doti di attrice (e le gambe: la scena di cabaret fu scritta apposta). Ma è Laughton a mangiarsi il film con la sua interpretazione dell’avvocato: esperto, ironico, subdolo, è chiaramente lui a manipolare il processo, fino a quando non scoprirà di essere stato, a sua volta, manipolato.

Girato con una semplicità disarmante, Testimone d’accusa ha tutto quello che deve avere un grande film: una storia interessante, grandi attori, alcune battute che colpiscono lo spettatore e un colpo di scena finale. In una parola: un capolavoro.


La locandina di Testimone d'accusaTitolo: Testimone d’accusa (Witness for the Prosecution)
Regia: Billy Wilder
Sceneggiatura: Billy Wilder
Fotografia: Russell Harlan
Interpreti: Tyrone Power, Marlene Dietrich, Charles Laughton, Elsa Lanchester, Una O’Connor, John Williams, Henry Daniell, Ian Wolfe, Francis Compton, Norma Varden, Torin Thatcher, Ruta Lee, Philip Tonge
Nazionalità: USA, 1957
Durata: 1h. 56′


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