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"The Bourne Supremacy" di Paul Greengrass

21 settembre 2004 Recensioni 8 Commenti
The Bourne Supremacy

Uip, 24 Settembre 2004 – Convulso

Due anni dopo la conclusione dell’operazione Treadstone, che ha sconvolto la sua vita costringendolo ad una continua fuga, Jason Bourne si è rifugiato in India ma non ha ancora recuperato la memoria. Dall’altra parte del mondo qualcuno usa il suo nome per compiere due omicidi, e lui deve tornare negli Stati Uniti…


Matt Damon e Franka Potente di The Bourne SupremacyJason Bourne è tornato, ed è agguerrito più che mai, dopo il grande successo di The Bourne Identity – la frenetica e avvincente spy-story che aveva per protagonista un grandioso Matt Damon nei panni dell’agente C.I.A. colpito da amnesia – arriva nelle sale The Bourne Supremacy. L’interessante sequel – a differenza del primo che era diretto da Doug Liman (qui produttore esecutivo) – è stavolta diretto niente meno che da Paul Greengrass, il pluripremiato regista di Bloody Sunday. Un cambio davvero radicale per lui, sia di genere che di stile.

Joan Allen in The Bourne SupremacyNon c’è dubbio che il personaggio di Jason Bourne – nato dalla penna di Robert Ludlum e splendidamente adattato per il grande schermo da Tony Gilroy – ha portato una ventata di novità nell’ambiente parecchio scolorito degli agenti segreti cinematografici. La figura agile e l’inesauribile energia di Matt Damon hanno contribuito a rendere avvincente la sua storia, che appare molto diversa da tutto quello che il cinema ci ha offerto finora a proposito di spie e servizi segreti.
Julia Stiles e Matt Damon in The Bourne SupremacyE’ innovativo perché non permette discorsi inutili sull’attualità politica e storica; è una storia fascinosa; ha un bel ritmo, fatto di cambi febbrili di inquadratura, di inseguimenti spettacolari ma non eccessivi; gli effetti speciali nelle colluttazioni sono di ottima fattura, come anche i dialoghi efficaci che non degenerano mai nel superfluo o nello scontato. Il personaggio è intrigante ma allo stesso tempo amabile; nonostante la sua natura di uomo spietato e a tutti i costi diretto al suo bersaglio, Bourne ha soprattutto un lato umano, che lo trasforma in un uomo pentito, abituato al pericolo ma anche stanco di fuggire da qualcosa che non riesce a ricordare.

Karl Urban in The Bourne SupremacyQuesto, insieme alla sapiente regia di Greengrass – il cui stile è identico a quello con cui Liman aveva brillantemente aperto le danze raccontando la storia di un uomo e della sua identità perduta – basta a rendere The Bourne Supremacy avvincente ed anche spettacolare. Molto più una caccia all’uomo rispetto al primo film, più inseguimenti e meno sofisticatezze nell’intrigo. Insomma, c’è quel briciolo di prevedibilità in più che è poi è la peculiarità di ogni sequel, se non altro per la mancanza di quella piacevole sensazione di incoscienza che solo un film di cui non si sa assolutamente nulla può regalare. E’ un film d’azione molto serio, che essenzialmente segue la traccia del primo ma che può anche essere visto e goduto a prescindere, senza mai far perdere il filo della storia e senza mai lasciare fuori del contesto lo spettatore ignaro che si reca in sala senza conoscere alcunché del misterioso Jason Bourne.


La locandina di The Bourne SupremacyTitolo: The Bourne Supremacy (Id.)
Regia: Paul Greengrass
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Fotografia: Oliver Wood
Interpreti: Matt Damon, Joan Allen, Brian Cox, Franka Potente, Julia Stiles, Karl Urban, Gabriel Mann, Marton Csokas, Tom Gallop, John Bedford Lloyd, Ethan Sandler, Karel Roden, Michelle Monaghan, Tomas Arana, Oksana Akinshina
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 1h. 48′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe non ho visto nessuno dei film della saga, a parte l’ultimo, lo spin-off di Gilroy.
    Lo trovato un discreto action, con scene già viste e riviste ma sostenute da una buona regia di mestiere.
    Anche lo script non è malvagio. Almeno non tanto risaputo.
    Bella la fotografia.
    L’hai visto? Della saga il tuo preferito?

  2. Riccardo scrive:

    Non sono alberto però Ultimatum è il migliore, anche se tutta la trilogia è tutto sommato ottima. Lo spin-off di Gillroy a dire il vero non l’ho visto. e non è che ho tutta questa voglia di vederlo.

  3. Alberto Cassani scrive:

    L’ho visto ed effettivamente è il meno convincente. Gilroy se la cava ma manca il pathos generato nei primi tre film dalla ricerca dell’identità da parte di Bourne. Cioè, è un film d’azione senza nessun pregio particolare. I primi tre film si basano invece su un intreccio forte, per quanto poi si tratta comunque “solo” di film d’azione dura e pura. Direi che il primo e il secondo li metto sullo stesso livello, con leggera predilezione per il secondo.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Riccardo, “Ultimatum” secondo me paga tra le altre cose il grande spazio lasciato a un’attrice mediocre come Julia Styles. Però ha il pregio di chiudere molto bene il cerchio.

  5. Riccardo scrive:

    Bha, io la Stiles non l’ho trovata così antipatica (non come in Save the Last Dance, per intenderci)

  6. Alberto Cassani scrive:

    No, infatti ho detto mediocre. Solitamente oltre che mediocre è anche antipatica, ma non mi pare che il miglioramento sia stato sufficiente…

  7. Riccardo scrive:

    Almeno non hanno dato la parte ad un’attrice peggiore. Però è vero che avrebbero potuto dare la parte a qualcuno di meglio: magari ad Anne Hathaway o Diane Kruger (che avrei preferito di gran lunga)

  8. Alberto Cassani scrive:

    Io non ho letto i romanzi di Ludlum per cui non so cosa sia stato cambiato della trama, ma senza vincoli avrei tenuto Franka Potente per tutti e tre i film.

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