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"Tron" di Steven Lisberger

24 dicembre 2010 Recensioni 5 Commenti
Tron

Buena Vista, 24 Dicembre 1982 – Cult

Kevin Flynn è il più grande creatore di videogiochi degli Stati Uniti, ma è stato licenziato quando un collega gli ha rubato la paternità di alcuni programmi. Per dimostrare la verità tenta di entrare nel computer dell’azienda ma viene colpito da un laser e digitalizzato all’interno del sistema…


Una scenaPrimo esempio cinematografico (con Blade Runner, se vogliamo) di una forma di fantascienza che in letteratura si stava sviluppando proprio in quegli anni, Tron è  forse uno dei film più importanti degli anni 80, divenuto cult proprio grazie alla sua ambientazione cyberpunk oltreché agli straordinari effetti speciali. Primo film hollywoodiano a fare un uso massiccio della computer graphic, Tron costruisce un mondo cibernetico di grande effetto, affascinante non solo visivamente ma anche dal punto di vista concettuale, anche agli occhi degli spettatori di trent’anni dopo.

Una scenaSe infatti la scena del motolabirinto ha generato una serie di videogiochi e di cloni non ufficiali che ancora non si sono esauriti, è in realtà tutto l’universo elettronico immaginato da Lisberger e disegnato tra gli altri dal fumettista Moebius a lasciare a bocca aperta. Al di là delle figure umane riprese in bianco e nero con le scenografie e i giochi di luci e colori inseriti in post produzione, è proprio l’idea di dare una raffigurazione umanoide ai processi elettronici che stupisce nella sua semplicità come nella sua efficacia. E se oggi può sembrare una soluzione naïf, tipica disneyana, all’epoca appariva straordinaria e forse addirittura ostica.
Dan Shor, Bruce Boxleitner e Jeff BridgesA infastidire sono piuttosto il ritmo esageratamente lento e la monodimensionalità dei personaggi, ma per il pubblico adolescenziale dei primi anni ’80 cui il film era diretto va benissimo, tanto che in patria incassò quasi il doppio dei 17 millioni di dollari che era costato. Gli adolescenti del nuovo millennio, invece, sono sì assuefatti a ritmi ben più frenetici, ma non si può certo dire che al cinema abbiano a che fare con personaggi meglio costruiti…

David Warner e Pac-ManLe musiche di Wendy Carlos sono evocative, ma probabilmente non fuori dall’ordinario quanto i produttori si aspettavano da colei che quando ancora si chiamava Walter era stato uno dei pionieri della musica elettronica (e compositore anche della colonna sonora di Arancia meccanica). Purtroppo la versione italiana è minata da un adattamento assolutamente mediocre, che in un paio di occasioni lascia anche il dubbio che i responsabili non avessero capito i dialoghi più tecnici, ma che non può certo cancellare il fascino di una pellicola come questa. Una pellicola che magari ormai interessa poco per ciò che racconta, ma che non si può non guardare con ammirazione per il modo in cui lo racconta.


La locandinaTitolo: Tron (Id.)
Regia: Steven Lisberger
Sceneggiatura: Steven Lisberger
Fotografia: Bruce Logan
Interpreti: Jeff Bridges, Bruce Boxleitner, David Warner, Cindy Morgan, Barnard Hughes, Dan Shor, Peter Jurasik, Tony Stephano, Craig Chudy, Vince Deadrick Jr, Sam Schatz, Jackson Bostwick, David S. Cass Sr, Gerald Berns, Michael Dudikoff
Nazionalità: USA, 1982
Durata: 1h. 36′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Preludo che di film con effetti speciali ne ho visti un’infinità. Ma io non ho mai visto nulla di simile prima d’ora. La trama non offre poi tanti spunti e infine è anche abbastanza semplice (forse scontata ai nostri giorni) ma a livello visivo è qualcosa di veramente folgorante. In Tron gli effetti speciali sono realizzati in maniera davvero sorprendente e soprattutto con fantasia (cosa che manca in molti kolossal attuali) e anche se si vede che è uno dei primi film a fare uso della computer graphic, l’aspetto visivo non lascia insoddisfatto nessuno. Un piccolo cult.

  2. Plissken scrive:

    Il 1982 è stato un anno assai prolifico e brillante per la cinematografia sci-fi e “Tron” contribuisce senza dubbio a ciò, credo si possa definire tranquillamente un “cult”.

    Se ti è piaciuto Tron non dovresti perderti “Tron legacy” che al di là di (in my opinion) qualche piccola pecca di sceneggiatura è un sequel decisamente onorevole.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Assolutamente un cult, assolutamente rivoluzionario. Però in effetti una storia più impegnativa e un po’ più di aderenza scientifica (per quanto possibile) non avrebbero guastato. A un mio amico tecnico informatico prudono le mani ogni volta che pensa all’arancia che viene digitalizzata e scompare dal mondo reale…

  4. Riccardo scrive:

    Legacy l’ho visto ieri sera per la seconda volta (la prima in 3d, che è stata una delle poche volte in cui l’ho trovato efficace assieme a vita di pi)

  5. Riccardo scrive:

    Per quanto mi riguarda (essendo un non esperto del settore) la scena dell’arancia non mi ha dato affatto fastidio. Ma poi bisogna considerare che questo è un film di fantascienza, non un documentario scientifico.

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