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"Tron: Legacy" di Joseph Kosinski

28 dicembre 2010 Recensioni 7 Commenti
Tron: Legacy

Walt Disney, 29 Dicembre 2010 – Esaltante

Sam Flynn, figlio di Kevin Flynn, scomparso 20 anni prima, si ritrova catapultato nello stesso mondo digitale dove il padre è rimasto prigioniero. Dovrà lottare per la propria libertà e per ripristinare il mondo che il padre aveva immaginato…


Jeff Bridges in Tron: LegacySteven Lisberger, il regista del cult movie Tron, di cui questo Legacy costituisce il seguito, veste qui il ruolo di produttore e grazie a ciò la trama è abbastanza ben coordinata con quella del film che lo ha meravigliosamente preceduto. Una continuità condita da tanta fantasia, che ha arricchito il piatto di eventi che vengono lentamente svelati.

Una scena di Tron: LegacyL’immersione nel mondo Disney è assolutamente totale, ma Tron: Legacy non è una pellicola soltanto per ragazzini. Certamente colpisce al cuore chi nel 1982 era rimasto folgorato da Tron; costoro rimarranno a bocca aperta di fronte all’evoluzione eccezionale a cui il mondo digitale è andato incontro. E’ chiaro che gli effetti speciali di oggi permettono di descrivere luoghi e azioni che allora non erano nemmeno immaginabili. Così le corse in moto sono oggi a dir poco esaltanti e lo stesso vale per i combattimenti tra “programmi” e “creativi”. Tutto è più definito, più spettacolare, più coinvolgente, forse un po’ meno cyberpunk e sicuramente meno originale. Gli effetti speciali di oggi sono perfetti ma non lasciano spazio all’artigianalità che invece in Tron era ben presente, con un lavoro di post produzione che all’epoca era stato davvero innovativo.

Garrett Hedlund in una scena di Tron: LegacyAlcuni episodi all’interno della pellicola sono un po’ sopra le righe, al limite della furbizia, ma non infastidiscono perché stemperati dall’autoironia che regista e sceneggiatori si sono concessi. E’ molto interessante notare come la visione della tecnologia informatica si sia modificata nel corso di questi 28 anni. In Tron era il momento della scoperta, il computer era la nuova frontiera che apriva le porte ad un mondo nuovo e meraviglioso. Qui, invece, la troppa tecnologia rivela il suo difetto peggiore, quello che dalla ricerca della perfezione porta alla sopraffazione, alla standardizzazione e alla fine alla schiavitù e alla guerra. Certo non è un tema nuovo, basti pensare a Terminator, piuttosto che, accostamento da prendere con tutta la prudenza del caso, Blade Runner. Ma mai come dal confronto tra il Tron originale e il suo seguito questa diversa visione della tecnologia è così tanto risaltata, ed è questo che rende il progetto particolarmente interessante.

Olivia Wilde e Garrett Hedlund in Tron: LegacyNon si può non parlare delle musiche composte dai Daft Punk. Chi è appassionato di musica elettronica con venature punk sentirà scorrere adrenalina a fiotti quando ascolterà il ritmo imposto dai due componenti del gruppo. Da questo punto di vista Tron: Legacy è certamente superiore al suo predecessore. A ben guardare il film è senza dubbio interessante e se ha dei difetti vengono tutti dal fatto di essere continuamente sottoposto al confronto con quello che è indubbiamente un cult. Si respira un’atmosfera meno opprimente, più mitologica, con similitudini molto lontane alla filosofia di Guerre Stellari (anche in questo caso il paragone è piuttosto rischioso). Il film, così facendo, perde il carattere puramente cyberpunk dell’originale per trasformarsi in qualcosa di più convenzionale e meno dirompente.


La locandina di Tron: LegacyTitolo: Tron: Legacy (Id.)
Regia: Joseph Kosinski
Sceneggiatura: Edward Kitsis, Adam Horowitz
Fotografia: Claudio Miranda
Interpreti: Jeff Bridges, Garrett Hedlund, Olivia Wilde, Bruce Boxleitner, James Frain, Beau Garrett, Michael Sheen, Anis Cheurfa, Serinda Swan, Yaya DaCosta, Elizabeth Mathis, Kis Yurij, Conrad Coates, Ron Selmour, Dan Joffre
Nazionalità: USA, 2010
Durata: 2h. 07′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Ottime scenografie, strabilianti effetti CGI e attori abbastanza in parte.
    Colonna sonora adattissima.
    Storia un pò scontata che si dimentica facilmente. Divertissement hollywoodiano.

  2. Nicholas2 scrive:

    Film Grandioso che esaltante

  3. Riccardo scrive:

    capolavoro

  4. Plissken scrive:

    Sicuramente la pellicola, visivamente parlando, si rivela “esaltante”. Molto belli gli effetti, l’ambientazione, la fotografia. Un’immersione nel virtuale davvero coinvolgente.
    Il soggetto, per quanto non totalmente inedito nel concetto come espresso in recensione, appare appagante e “plausibile”.
    La cosa che mi ha lasciato piuttosto perplesso è la pochezza della sceneggiatura, che porta sovente a dialoghi botta-riposta quasi ci si fosse trovati dinnanzi alla necessità di contrarre il film, che nonostante le due ore abbondanti sembra quasi un “riassunto” di quello che poteva essere.
    Non molto riuscita infine la figura (stereotipata) del figlio di Bridges, la meno convincente del film.

    Sicuramente da vedere, ma per certi versi un’occasione un po’ sprecata, in my opinion.

  5. Marco scrive:

    Qualcuno della redazione ha visionato “Oblivion”?

    Personalmente posso dire che esteticamente e tecnicamente è meraviglioso: fotografia, effetti speciali, scenografie sono di prim’ordine (punto di forza le riprese in loco in Islanda).
    Notevoli anche alcune soluzioni visive.
    Anche le musiche molto belle e sottolineano i momenti più spettacolari del film.
    Pecca è la sceneggiatura che, volendo omaggiare tutti i più recenti prodotti sci-fi, finisce per infastidire ed irritare lo spettatore, se non tanto quello improvvisato, ma sicuramente quello che “mastica”, o comunque avvezzo ai vari prodotti di genere, si.
    Un inizio molto interessante ed un soggetto anche piuttosto originale (apprezzo l’impegno), ma un proseguio deludente e scontato. Il “colpo di scena” presente nel film l’avevo già intuito avendo già visionato un recente film sci-fi, speravo non fosse come pensai ma invece…
    La regia riesce a rendere le panoramiche aeree e le varie scene action molto bene ma si perde un pò negli spiegoni, lasciando qualche dubbio allo spettatore.
    Noiose le varie scene romantiche presenti che rallentano la visione.
    Attori discreti (brava la Riseborough, pessima la Kurylenko, solito Cruise, sprecatissimo Freeman che comunque non dispiace).
    Un “collage” che può essere visto una volta per i pregi descritti ma che risulterà un’occasione sprecata.

  6. Donato scrive:

    Sì. Hai detto bene. Oblivion è un festival di citazioni. Hanno preso ingredenti (sia di trama che visuali) da almeno una diecina di opere precedenti, li hanno mescolati, shakerati per bene e, voila, il film è servito. Nulla di originale. Persino l’immagine della luna semi-disintegrata non è farina del loro sacco (chi, come me, ha visto la serie TV di animazione “Cowboy Bebop” sa di cosa sto parando).

    Per carità, si lascia vedere e, per quanto prevedibile, riesce talvolta a sorprendere, soprattutto per alcune soluzioni scenografiche e alcune sequenze panoramiche di grande effetto. Ma è solo un film d’azione poco più che passabile, da guardare senza aspettarsi un granché.

    Alla fine dei conti, può anche divertire, purché non ti dia fastidio la continua sensazione di deja vu…

  7. Vigile scrive:

    Sceneggiatura di pochissimo spessore e personaggi stereotipati, concordo in pieno con Plissken, e aggiungerei che preferisco la musica del primo “Tron” perché contribuisce di piu’ a rendere l’atmosfera opprimente, fatta di plastica, “sintetizzata”. The “legacy” resta un film passabile, perché comunque si prova, come nel primo film, ma sicuramente in misura inferiore, una certa vertigine di fronte agli abissi del mondo virtuale.
    E’ certamente un effetto dato da tutto quel colore nero che ci avvolge, che ci fa sentire prigionieri dentro uno spazio infinito

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