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"Ubriaco d'amore" di Paul Thomas Anderson

21 marzo 2003 Recensioni 1 Commento
Luciana Morelli, 21 Marzo 2003: Allucinante
Columbia, 21 Marzo 2003

Fin da bambino le sette sorelle di Barry Egan gli sono state talmente addosso da non permettergli di vivere la propria vita né tantomeno di innamorarsi. L’arrivo di una donna misteriosa e di un altrettanto misterioso armonium potrebbero cambiare tutto…


Avete mai avvertito la sensazione di adorare un film e di non capirne il motivo? Be’, questo si prova alla fine di Ubriaco d’amore, il nuovo incredibile film di Paul Thomas Anderson, che dopo Boogie Nights e Magnolia lascia di nuovo il suo inconfondibile segno. E’ disarmante anche stavolta il modo di “giocare” con la macchina da presa e perdersi nella sua follia; geniale ancora una volta il suo modo visionario e fantasioso di mostrare le bizzarre anomalie dei comportamenti e dei sentimenti. E’ l’amore l’unica vera salvezza, l’unica cosa capace di stordire, confondere e sconvolgere anche la mente più strana e complicata e cambiare il corso delle cose quando sembra che nulla sia in grado di farlo.

Il titolo originale (magnifico e puntualmente avvilito nella traduzione italiana) è Punch-Drunk Love, che tradotto letteralmente significa Amore suonato, riesce perfettamente a descrivere il contenuto di questo film e cioè il senso di stordimento che lo sfigato Barry (Adam Sandler) si porta dietro sin da bambino, da quando cioè le sue sette sorelle non fanno che tormentarlo sul suo aspetto fisico, sulla sua timidezza con le donne e sui suoi (comprensibili) scatti d’ira durante i quali distrugge per sfogo qualsiasi cosa si trovi davanti. Tutto rimane piuttosto piatto e abitudinario nella vita di Barry, ogni giorno va lavoro nella sua fabbrica di stura-lavandini, ogni giorno mangia gli stessi prodotti inscatolati della stessa marca per la raccolta punti, ogni giorno fa le stesse cose e vede le stesse persone fino a quando una sera, colto da un momento di sconforto, decide di chiamare una linea erotica ed abbandonare per un momento tutti i tabù. Da quel punto in poi la sua vita si complica di colpo e sarà costretto per la prima volta a prendere coraggio e affrontare di petto i guai, che si sa sono sempre dietro l’angolo e soprattutto, non vengono mai da soli. Già perché, cosa ancor più ardua, per la prima volta dovrà scontrarsi con un universo fino a quel momento sconosciuto ed inesplorato, il guaio più grosso dell’uomo: la donna.

Adam Sandler (Little Nicky, Mr. Deeds) è a dir poco stupefacente mentre Emily Watson, nel ruolo della ragazza che gli fa perdere la testa, è anonima e scialba come sempre; in uno dei ruoli minori ritroviamo anche Philip Seymour Hoffman (Magnolia, Almost Famous, Boogie Nights), uno dei pallini di Anderson, alle prese per l’ennesima volta con un telefono. Non andate in sala aspettandovi una semplice storia d’amore perché non lo è assolutamente, ma soprattutto non state lì a farvi troppe domande sul significato di certi indovinelli o trabocchetti alla Lynch; un film come questo bisogna prenderlo così com’è, nudo e crudo, senza catalogarlo per forza o starlo troppo ad analizzare. Va bevuto tutto d’un fiato come un bicchiere d’acqua, anche perché le emozioni che suscita scorreranno prorompenti come un fiume in piena per un’ora e mezza di puro delirio.

Anderson è insolito si sa, è fuori di testa come i personaggi dei suoi film, è dolce e crudele, appassionato e timido, sfacciato ed introverso, complicato sì ma con una fantasia davvero fuori dal comune. E per questo film ha conquistato il Premio per la Miglior Regia all’ultimo Festival di Cannes.


Titolo: Ubriaco d’amore (Punch-drunk Love)
Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert Elswit
Interpreti: Adam Sandler, Emily Watson, Philip Seymour Hoffman, Luis Guzmán, Mary Lynn Rajskub, Jason Andrews, Don McManus, David Schrempf, Seann Conway, Rico Bueno, Hazel Mailloux, Karen Kilgariff, Julie Hermelin, Salvador Curiel
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 35′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Raramente ho provato tante emozioni guardando un film. Questo piccolo gioiello di P.T. Anderson ne racchiude molte: sorrisi, risate, tensioni, emozioni, arriva anche quasi alla commozione. Uno dei film più “folli” che mi sia capitato di vedere. Completamente d’accordo con il “va bevuto tutto d’un fiato” della recensione. Unico difetto: il finale un po’ sbrigativo, ma non inficia il livello della pellicola. Veramente una gemma tra le scialbe storie d’amore che Hollywood ci propina da troppo tempo. Guardatelo!! :)

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