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"Un ragionevole dubbio" di Peter P. Croudins

20 marzo 2014 Recensioni 0 Commenti
Un ragionevole dubbio

Adler Entertainment, 6 Marzo 2014 – Banale

Un procuratore distrettuale di successo, dopo una nottata ad alto tasso alcolico, investe con l’auto un passante e lo lascia in una pozza di sangue. L’uomo accusato di averlo ucciso si trova a essere l’imputato di un processo con il nostro procuratore all’accusa…


Dominic Cooper in Un ragionevole dubbioPeter Howitt è un regista che nonostante possa risultate ai più sconosciuto, ha firmato pellicole del calibro di Sliding Doors, opere demenziali ma comunque godibili come Johnny English, commedie originali come Laws of Attraction e lungometraggi sci-fi come Synapse ma anche un film che, cercando di ammiccare tanto all’Ombra del diavolo quando al recente Prisoners, ha finito per firmare con uno pseudonimo…

La vicenda di Un ragionevole dubbio prende spunto dal classico incidente che, come un fulmine in pieno giorno, squarcia la tranquilla e idilliaca vita di un procuratore distrettuale bello, ricco, potente e sfacciatamente felice. La vetrina che abbiamo è quella della famiglia Mulino Bianco tirata decisamente a lucido, proprio per cercare di evidenziare al massimo il punto di rottura pre-post senza, tuttavia, centrare l’obiettivo. Il cattivo di turno invece è Samuel L. Jackson, che si limita a svolgere il compitino assegnato senza infamia né lode, mostrando per tutta la durata del film un’unica maschera di cera, stile stoccafisso.

Samuel L. Jackson in Un ragionevole dubbioLa storia di per sé non sarebbe neanche male perché riesce a inanellare la classica tempesta perfetta, quello 0,00001% che, in un modo o nell’altro, fa comunque statica e porta lo spettatore a riflettere sulle ben note leggi di Murphy, quando se c’è qualcosa che può andar storto, di certo è già avvenuta. Il thriller però non convince e anzi lascia un senso di vuoto, giungendo ai titoli di coda, perché se inizialmente si spreca, letteralmente, tempo nel pennellare ad arte la famiglia modello, verso il finale si assiste impotenti a una tale accelerazione degli eventi da avere l’impressione che il regista avesse i minuti contati e fosse in apnea per le scene finali.

Dominic Cooper in una scena di Un ragionevole dubbioI buchi nella sceneggiatura sono numerosi e di peso considerando che stiamo valutando un thriller “forense” e che, se questi sono gli agenti a Stelle e Strisce, è da tenerci stretti le nostre forze dell’ordine, un po’ agli antipodi del “CSI vs RIS”. Per quanto concerne invece l’ispirazione, all’Ombra del Diavolo va l’aspetto da uomo in carriera che rinuncia a tutto (Brad Pitt all’anima, il nostro al suo Giuramento) pur di primeggiare e a Prisoners per quella ricerca in solitaria del colpevole sebbene entrambi i paragoni siano decisamente arditi sul fronte “qualitativo”.

In definitiva un film che si lascia guardare con un occhio e sfuocare con l’altro, perché sarebbe difficile concentrare 10/10 di vista sullo schermo senza lasciarsi distrarre del neon verde dell’EXIT door.


La locandina di Un ragionevole dubbioTitolo: Un ragionevole dubbio (Reasonable Doubt)
Regia: Peter P. Croudins (alias Peter Howitt)
Sceneggiatura: Peter A. Dowling
Fotografia: Brian Pearson
Interpreti: Dominic Cooper, Samuel L. Jackson, Gloria Reuben, Ryan Robbins, Erin Karpluk, Dylan Taylor, Karl Thordarson, Dean Harder, Carson Nattrass, John B. Lowe, Philippe Brenninkmeyer, Jessica Burleson, Kelly Wolfman, Steve Ratzlaff
Nazionalità: Germania – Canada, 2014
Durata: 1h. 31′


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