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Un sogno chiamato Florida di Sean Baker

21 marzo 2018 Recensioni 0 Commenti
Un sogno chiamato Florida

Cinema, 22 Marzo 2018 – Incredibile

Moonee ha 6 anni, e lei e i suoi amici non aspettano che l’estate passi. Le loro giornate in Florida scorrono al caldo e molto spesso al sole, a due passi da Disney World. Attorno a loro la povertà permea ogni cosa, e ricorda continuamente che la Florida non è il paese delle favole…


Nell’anno in cui l’esaltazione per i turbamenti borghesi e le ambientazioni agresti sembrano essere l’unico argomento di discussione, ci si dimentica un po’ di Un sogno chiamato Florida, un piccolo gioiello firmato Sean Baker e presentato in anteprima a Cannes 2017. La distribuzione in patria è stata quasi nulla e spezza un po’ il cuore pensare che, nonostante una nomination all’Oscar, lavori di questa levatura non abbiano la diffusione – per non dire la notorietà – che meritano, anche solo per la loro capacità intrinseca di innescare riflessioni su mondi diversi da quelli già iper-rappresentati.

Sean Baker dirige, produce e scrive, assieme a Chris Bergoch, una storia quasi neorealista, che si affaccia su quel mondo posticcio di felicità che è Disney World. I bambini, protagonisti di avventure reali e non di cartone, si muovono in ambienti che si affannano ben oltre la soglia di povertà. Per loro, però, è tutto magico. E sono magici anche gli adulti, che nel loro fare la cosa giusta nel modo più sbagliato mostrano tutta quell’umanità di cui sono capaci solo gli ultimi. La meraviglia di Un sogno chiamato Florida si posa con delicatezza esattamente lì: al di là di ogni tipo di tentativo andato male, i protagonisti di questo film sono tutti commoventemente umani, perché la tenerezza può nascere ovunque, anche nel degrado economico e apparentemente morale.

L’amore di genitori totalmente inadeguati, Willem Dafoe manager/paladino dei suoi inquilini derelitti e i bambini, appunto, che si inventano storie di normale meraviglia, come l’albero preferito da Moonee, che continua a crescere nonostante sia caduto di lato, rendono questa storia una perfetta favola imperfetta, mai triste. Questa è un po’ la metafora che accompagna sia la narrazione sia le immagini, dense e sature ma anche tremendamente drammatiche, grazie alla fotografia di Alexis Zabé. Tutto è vero, non c’è lirismo di nessun tipo né tentativi di edulcorare la brutalità, di smorzarne i toni. Eppure, in questo caos totale di vite – bellissime nel loro orrore quotidiano – dei personaggi, tutti, e dei luoghi delle avventure ci si innamora, come ci si innamora della loro paura, palpabile ma sempre quasi derisa. E che mai, nemmeno una volta, viene chiamata col suo nome.


La locandinaTitolo: Un sogno chiamato Florida (The Florida Project)
Regia: Sean Baker
Sceneggiatura: Sean Baker, Chris Bergoch
Fotografia: Alexis Zabé
Interpreti: Willem Dafoe, Brooklynn Kimberley Prince, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera, Caleb Landry Jones, Aiden Malik, Josie Olivo, Edward Pagan, Patti Wiley, Jasineia Ramos, Rosa Medina Perez, Mela Murder, Sandy Kane, Terry Allen Jones, Karren Karagulian
Nazionalità: USA, 2017
Durata: 1h. 51′


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