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"Upside Down" di Juan Solanas

16 settembre 2014 Recensioni 3 Commenti
Upside Down

Notorious Pictures, 28 Febbraio 2013 – Scialbo

Adam ed Eden vivono in due pianeti contrapposti, con leggi di gravità particolari. Gli abitanti di un mondo non possono muoversi nell’altro, ma i due ragazzi si incontrano sulla cima di una montagna e si innamorano. A causa di un incidente, lei si dimentica di lui, e lui farà allora di tutto per ritrovarla…


Romeo e Giulietta è della fine del Cinquecento. Da allora (ma probabilmente anche prima) di storie d’amore impossibili se ne sono viste e sentite centinaia. Anche questo Upside Down racconta di Romeo e Giulietta (ma qui si chiamano Adam ed Eden, nomi biblici, forse un po’ pretenziosi), questa volta in salsa fantascientifica.

Kirsten Dunst e Jim Sturgess in Upside DownL’idea dei due mondi contrapposti, va detto, è buona. Permette di affascinare lo spettatore e di fargli girare la testa con le continue rivoluzioni alto/basso, e permette anche di utilizzare largamente gli effetti speciali digitali che la moderna tecnica cinematografica mette a disposizione. La sceneggiatura si permette addirittura, in apertura, un accenno alla struttura economica dei due mondi facendo un non tanto velato riferimento allo sfruttamento dei paesi poveri economicamente ma ricchi di risorse che avviene qui sulla Terra. Solanas fa centro anche quando si tratta di definire l’aspetto visivo del film: luci radenti, colori freddi e ambienti lividi rendono ancora più affascinante il mondo (o i mondi) in cui si svolge l’azione.

Jim Sturgess e Kirsten Dunst in Upside DownPurtroppo la vittoria di Solanas è anche la sua condanna. Tutto preso dalla rappresentazione e dal far muovere i personaggi in ambienti a doppia gravità, si scorda del loro approfondimento psicologico, facendoli così risultare monodimensionali. La storia d’amore procede poi a scatti e in modo piuttosto scialbo (eppure James Cameron con Titanic ha ampiamente dimostrato come costruire una storia d’amore memorabile tra persone di classi sociali differenti), facendo così sostanzialmente perdere d’interesse lo spettatore. Va detto che la storia d’amore è (come in Romeo e Giulietta) il centro e il motivo d’essere del film. Sbagliare la costruzione di questa storia fa fallire tutto il film, anche se alcune incongruenze e la mancanza di passaggi fondamentali fanno pensare a ingerenze della produzione.

Jim Sturgess e Kirsten Dunst in Upside DownNon contribuiscono a risollevare le sorti della pellicola i due attori protagonisti. Sturgess non riesce ad aderire al suo personaggio, mentre la Dunst mette inspiegabilmente da parte la recitazione che aveva sfoderato il Melancholia e si limita a qualche faccetta e qualche sorriso che la rendono molto poco affascinante. Di livello leggermente superiore la prestazione di Timothy Spall, anche se il suo personaggio è quello che si comporta in modo meno plausibile (a lui sono affidate tutte le svolte del racconto, per cui è impossibile dire di più).

Upside Down è un film visivamente interessante, con molti momenti buoni e affascinanti ma con difetti troppo pesanti perché lo si possa guardare senza provare fastidio. Forse era più opportuno scegliere di non narrare una annacquata e poco convincente storia d’amore, ma magari la storia della rivoluzione dei rapporti tra i due pianeti.


La locandina di Upside DownTitolo: Upside Down (Id.)
Regia: Juan Solanas
Sceneggiatura: Juan Solanas
Fotografia: Pierre Gill
Interpreti: Jim Sturgess, Kirsten Dunst, Timothy Spall, Blu Mankuma, Nicholas Rose, James Kidnie, Vlasta Vrana, Kate Trotter, Holly O’Brien, Elliott Larson, Maurane Arcand, Janine Theriault, Vincent Messina, Cole K. Mickenzie, Paul Ahmarani
Nazionalità: Canada – Francia, 2012
Durata: 1h. 49′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Lo vidi tempo fa e quindi non ho un preciso ricordo però mi fece una bella impressione, sia in termini tecnici che artistici.
    I difetti riscontrati dal recensore possono essere plausibili ma secondo me (ricordando un pò il film) sono un pò troppo esageratamente negativi. Non dico che l’approfondimento dei personaggi è molto ben descritto ma neanche così scialbo come scritto sopra.
    Dovrei rivederlo però.

  2. Sebastiano scrive:

    Io invece lo ricordo come la piu’ grossa delusione degli ultimi anni e condivido in pieno la recensione.
    Due idee originali buttate nel cestino, la Dunst porta a casa soldi senza un minimo di impegno (tanto nessuno lo ha chiesto), Sturgess e un manichino sono la stessa cosa. Peccato.

  3. Re del Popcorn scrive:

    Sottoscrivo pienamente la recensione: lo spunto è interessante, la rappresentazione dei due mondi caruccia.
    Peccato manchi tutto il resto, in primis dei dialoghi che possano definirsi tali.

    La Dunst di solito mi piace, ma qui sembra davvero impegnata a portare a casa lo stipendio a colpi di faccine e smorfiucce.

    “Scialbo” è davvero un aggettivo adatto.

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