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"Wall Street" di Oliver Stone

29 ottobre 2008 Recensioni 3 Commenti
Wall Street

20th Century Fox, 1988 – Cinico

Nella New York degli anni Ottanta, Bud Fox è un giovane agente di Borsa animato da grandi ambizioni. Questo suo desiderio di fare carriera, unito a un sentimento di ammirazione, lo induce a contattare Gordon Gekko, finanziere arrivato e arrivista…


I personaggi di Wall Street che Oliver Stone elegge a icone veicolanti ciascuna un preciso messaggio sono apparentemente due – in realtà tre – ed è attraverso essi che il regista svolge la sua analisi piuttosto spietata di un sistema, quello delle speculazioni finanziarie e degli affari in particolare; quello dell’avidità di denaro e di potere in generale.

Charlie Sheen e Michael Douglas in Wall StreetBud Fox è un rampante broker che intende emergere fra altri colleghi più o meno frustrati; Gordon Gekko è il finanziere di successo che Bud vede sia come un modello che come lo strumento per realizzare i suoi sogni di gloria. Carl Fox – ossia il terzo personaggio in questione – incarna invece i valori che fanno da contraltare alle ambizioni smisurate dei primi due. Tuttavia, il padre di Bud è anche colui che incarna un’ideologia da contrapporre a quella che accomuna il figlio e il suo mentore: l’ideologia di chi è a capo dei sindacati dell’azienda per la quale lavora contro l’ideologia puramente speculativa di chi non ha invece alcuna considerazione per i lavoratori e le famiglie che questi devono mantenere.

Martin Sheen e Charlie Sheen in Wall StreetÈ questo mondo, dunque, ciò che Stone intende analizzare attraverso un evidente pessimismo che purtroppo non è frutto di un soggettivo punto di vista, ma l’oggettiva realtà di un meccanismo certamente discutibile. Ed è la spietatezza di questo sistema – ancor più riprovevole perché lucida e calcolatrice – ciò che viene messo sotto accusa, sistema a sua volta ancora più sordido se si pensa che dietro può celarsi un personaggio particolarmente senza scrupoli teso a orchestrarlo per tornaconto personale. Mostrando il funzionamento di questo meccanismo, il film mostra contemporaneamente l’apprendistato che Bud – pur consenziente e fino a un certo punto consapevole – fa a suo rischio e pericolo sulla propria pelle. La sua spavalda ambizione e la sua sete di denaro lo inducono a scegliere come punto di riferimento prima e come sorta di compagno di affari poi il cinico Gekko, ma il giovane è anche sufficientemente cinico per accettare piuttosto rapidamente e senza scrupoli le regole del gioco imposte da questi. Tuttavia, Bud è paradossalmente ingenuo quanto basta per cascare nelle maglie di questo stesso sistema al quale desidera appartenere.

Michael Douglas in Wall StreetIn questa parabola di ascesa di Bud – la cui narrazione è sufficientemente ritmata da opportune sottolineature della colonna sonora e da felici soluzioni di montaggio – vengono denunciati ulteriori aspetti di un mondo già palesemente corrotto. Da un lato trovano infatti spazio la vicenda di una società aerea – la stessa per la quale Carl lavora cercando di difendere umanamente i diritti degli altri lavoratori – ormai sull’orlo della chiusura e le mire prettamente speculative di Gekko nel volerla rilevare. Dall’altro lato, anche il mondo della finanza non è certo esentato da accuse di logiche altrettanto spietate, dato che non si esita a licenziare repentinamente chi non ha raggiunto i risultati previsti dal sistema. Eppure – e di questo i broker sono ben consapevoli – si tratta di un lavoro che genera di continuo tanto facili ascese quanto brusche discese. Dunque, per queste ragioni e per altre ancora più valide, il film invita a riflettere attraverso la domanda che Carl in battuta finale pone a Bud: «Perché non iniziare a costruire qualcosa con un lavoro solido anziché col dollaro facile?»

Il regista di Wall Street Oliver StoneNonostante siano gli interni a prevalere nel film, con la costante metafora degli ambienti lussuosi degli uffici e delle case che appunto simboleggiano la scalata alla ricchezza e il possesso, New York è comunque presente. Anzi, pare essere anch’essa sotto analisi. Della città ci sono infatti campi lunghi che abbracciano i caratteristici grattacieli, ci sono ampie panoramiche dai piani alti dei grattacieli stessi e c’è l’alternanza di momenti di pioggia con altri di sole, ma in entrambi i casi entrando nel cuore del traffico, altro emblema di questa città.

Charlie Sheen e Daryl Hannah in Wall StreetL’interpretazione di Michael Douglas – meritatamente premiato con l’Oscar per questo ruolo – spicca sopra quella degli altri interpreti, contribuendo a conferire a Gekko il giusto piglio cinico, pur eccezionalmente infranto da momenti di tenerezza verso il proprio bambino, momenti che però vengono controbilanciati dalla sua visione totalmente cinica sull’amore in generale, del quale ammette l’esistenza soltanto come mezzo che gli uomini hanno creato per non gettarsi dalla finestra.


La locandina di Wall StreetTitolo: Wall Street (Id.)
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: Stanley Weiser, Oliver Stone
Fotografia: Robert Richardson
Interpreti: Michael Douglas, Charlie Sheen, Daryl Hannah, Martin Sheen, Tamara Tunie, Franklin Cover, Chuck Pfeiffer, John C. McGinley, Hal Holbrook, Leslie Lyles, Faith Geer, Frank Adonis, Terence Stamp, Sean Young, James Spader
Nazionalità: USA, 1987
Durata: 2h. 05′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Un capolavoro.

  2. Marco scrive:

    Albe opinioni sul sequel?

  3. Alberto Cassani scrive:

    Ne facevo volentieri a meno.

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