| Alberto Cassani, 17 Luglio 2003: Grandioso |
P.E.A.
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“Sentenza” è un killer a pagamento che viene a sapere di una cassa di dollari sottratta all’esercito nordista e si mette alla ricerca dell’unico uomo che sa dov’è nascosta. Sulle stesse tracce si mettono anche il bandito messicano Tuco e un pistolero conosciuto semplicemente come “Biondo”…
Terza parte della “trilogia del dollaro” di Sergio Leone, è il migliore dei tre. Se Per un pugno di dollari era incentrato sul personaggio dello straniero senza nome (Eastwood) e Per qualche dollaro in più lo era sul colonnello Mortimer (Van Cleef), questo terzo capitolo gira intorno al personaggio di Tuco, “il brutto”, che Eli Wallach interpreta con divertita convinzione. Il film nel suo complesso è decisamente più divertente dei due precedenti, soprattutto nelle scene che vedono in azione la coppia Eastwood-Wallach, ma la sceneggiatura inserisce la vicenda all’interno della Guerra di Secessione, dando così a tutto il film un respiro epico che la sua realizzazione riesce ad esaltare.
Ne Il buono, il brutto, il cattivo, lo spazio sembra appartenere ad un universo a sé, quasi ci si trovasse all’interno di un tesseract fantascientifico in cui il tempo e lo spazio collassano per dar vita ad una figura a quattro dimensioni. In questo film ci vuole un quarto d’ora per attraversare una strada larga cinque metri, l’interno di una qualsiasi costruzione è vasto almeno il doppio di quanto sembri dall’esterno, personaggi lontani decine di metri osservano i battiti di ciglia di chi sta loro di fronte…
Tutto questo finisce per aumentare a dismisura la levatura dei personaggi, che per quanto siano solo tre “piccoli” pistoleri, agli occhi degli spettatori finiscono per sembrare larger-than-life. E con una struttura narrativa complessa ma ben articolata, Leone ci regala quello che è sicuramente uno dei suoi film migliori, che finirà per essere il punto di svolta delle tematiche del suo cinema.
Titolo: Il buono, il brutto, il cattivo
Regia: Sergio Leone
Sceneggiatura: Age & Scarpelli, Luciano Vincenzoni, Sergio Leone
Fotografia: Tonino Delli Colli
Interpreti: Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Eli Wallach, Luigi Pistilli, Rada Rassimov, Enzio Petito, Claudio Scarchilli, John Bartha, Livio Lorenzon, Antonio Casale, Antonio Casas
Nazionalità: Italia – Spagna, 1966
Durata: 2h. 54′


20 febbraio 2010 alle 17:44
Concordo con la recensione. autentico capolavoro del western. uno dei pochi belli.
20 febbraio 2010 alle 17:55
Beh, quelli belli non è che sian pochi. Già solo quelli di Leone son tutti belli.
20 febbraio 2010 alle 17:59
Intendevo che è uno dei pochi western belli a parte John Ford che ha fatto autentici capolavori.
20 febbraio 2010 alle 18:00
Poi credo che Leone sia stato uno dei pochi registi che ha fatto pochi film ma che ha realizzato opere d’arte intramontabili.
20 febbraio 2010 alle 19:00
Beh, ma il western d’autore mica è solo Ford e Leone: c’è Pekinpah, c’è Delmer Daves, c’è l’Eastwood de “Gli Spietati” e via dicendo. Di ottimi western ce ne sono parecchi, in giro.
21 febbraio 2010 alle 16:48
Su Eastwood non avevo dubbi ma gli altri che mi hai citato non li conosco.
17 marzo 2010 alle 17:19
Western eccezionale,per me Leone è uno dei migliori registi che siano mai esistiti sulla faccia della terra,e questo film è un autentico capolavoro. “Il buono,il brutto,il cattivo” è senz’altro il migliore film della Trilogia del dollaro,epico,con una colonna sonora spettacolare,del grandissimo Morricone. Ottima la tua recensione Alberto.
17 marzo 2010 alle 17:22
Concordo con tutti. uno dei migliori film di leone.
29 luglio 2010 alle 21:37
di questo film esistono moltissime versioni ma la durata ufficiale è di 3 h
29 luglio 2010 alle 22:06
Non chiedermi da dov’era salata fuori l’indicazione di un’ora e quaranta che c’era prima… Grazie, comunque.
31 luglio 2010 alle 21:27
rivisto dopo quasi due anni e resta il miglior spaghetti western della storia.
il triello finale è semplicemente da pelle d’oca con i primi piani degli sguardi dei protagonisti e le ossessive musiche di Ennio Morricone.
un po’ ripetitiva l’interpretazione di eastwood ma da antologia.
“Biondo, lo sai di chi sei figlio? Sei il figlio di una grandissima puttaaaa…”
” Togliti la pistola e mettiti le mutande”
memorabile.
6 agosto 2010 alle 13:54
nel 68 sono usciti due film accolti dalla critica immensamente: Il buono il brutto e il cattivo di leone, film semplicemente straordinario con battute da imparare a memoria. leone era proprio un genio con i fiocchi.
il secondo film è 2001 odissea.
che dire, fotografia realistica e impressionante ma ahimè troppo lungo e noioso, se si tagliuzzava qualche lunga sequenza e si aggiungeva un po’ d’azione altroché che sarebbe un capolavoro ma, questo è il peggior kubrick di tutti i tempi.
effetti speciali scadenti ( e si che negli anni 60 questi si erano sviluppati alla grande ) e non meritevoli dell’oscar, come già detto troppo lungo e noioso.
persino mia nonna poteva girare di meglio.
e quelle musiche inquietanti che eseguono quando qualche tizio si trova davanti al monolito sembrano un coro di stonati come campane.
interminabile, lo sguardo finale del feto galattico è stato liberatorio.
evitatelo se potete
6 agosto 2010 alle 19:44
Oh Adriano quante bestemmie che stai dicendo, non lo dico solo io ma tutti i critici del mondo!
6 agosto 2010 alle 22:28
e ovviamente anche io. 2001 è un Capolavoro con la C maiuscola e non solo in senso artistico.
4 febbraio 2011 alle 17:28
Alberto, ho visto che manca la recensione di Per qualche dollaro in più, ma per curiosità come t’è sembrato il secondo capitolo della trilogia del dollaro?
Io lo considero un passo avanti al primo e due passi indietro al terzo. Da brividi le musiche di Morricone.
4 febbraio 2011 alle 17:33
Sono d’accordo: è chiaramente meglio del primo ma infinitamente inferiore al terzo.
4 febbraio 2011 alle 22:36
Domanda: se io volessi vedere codesto film che i miei occhi non hanno ancora avuto l’opportunità di mirare, devo vedere i primi due? O si chiama “trilogia del dollaro” solo per convenzione e non è effettivamente un’unica storyline?
4 febbraio 2011 alle 22:49
Puoi vederlo tranquillamente anche senza aver visto i primi due
5 febbraio 2011 alle 00:35
Thank you
5 febbraio 2011 alle 09:09
Figurati!
5 febbraio 2011 alle 20:38
A parte il personaggio di Eastwood ( che non so come mai cambia sempre nome: nel primo era lo Straniero senza Nome, nel secondo Il Monco mentre nel terzo il Biondo ) i tre film non hanno niente in comune. Comunque per darti un’idea potresti leggere questa pagina che ora linko:
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_buono,_il_brutto,_il_cattivo
5 febbraio 2011 alle 20:45
Il personaggio di Clint Eastwood cambia nome perché sono tre personaggi diversi. Anche Lee Van Cleef, nel secondo e nel terzo interpreta due personaggi diversi: i tre film non sono per nulla collegati tra loro, e non è detto neanche che siano cronologicamente in sequenza (tra l’altro, alla fine di questo Eastwood è vestito come all’inizio del primo…). E comunque, nel primo il personaggio di Eastwood si chiama Joe.
5 febbraio 2011 alle 21:22
Però secondo alcune fonti, Il Buono il brutto e il cattivo sarebbe il prequel della trilogia, visto che Eastwood alla fine trova il suo poncho, ma è un’ipotesi che non va presa alla lettera. Come farebbe a portarsi dietro tutto quell’oro se poi giunge povero in canna a San Miguel pronto a vendersi per un pugno di dollari?
5 febbraio 2011 alle 21:29
Hai scritto esattamente la stessa cosa che ha scritto Mininni nel suo Castoro dedicato a Sergio Leone (bellissimo, tra l’altro). Nelle intenzioni di Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” doveva essere il suo ultimo western, probabilmente ha deciso di vestire Eastwood proprio per chiudere il cerchio. Ma resta il fatto che non c’è alcun collegamento narrativo tra i tre film.
5 febbraio 2011 alle 21:35
Infatti ho proprio fatto citazione da Mininni.
Vero anche il fatto che questo doveva essere l’utlimo western di Leone, che però ha fatto il film con Bronson e Giù la testa per finanziare C’era una volta in America se non mi sbaglio.
5 febbraio 2011 alle 21:46
Non esattamente per finanziarli: i produttori gli hanno fatto un contratto per tre film, di cui due western e “C’era una volta in America”.