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“A Snake of June” di Shinya Tsukamoto

11 febbraio 2003 Recensioni 0 Commenti
Paola Cavallini, 11 Febbraio 2003: Particolare
Revolver, 5 Dicembre 2003

Rinko è una donna sposata che riceve per posta delle foto che la ritraggono mentre si masturba. Da quel momento dovrà seguire le istruzioni del suo persecutore, arrivando a spogliarsi in pubblico, masturbarsi all’aria aperta e accettare le imposizioni della “voce” che scatta infinite fotografie della sua nuova vita…


Anche se in Italia confinato a visioni televisive notturne, Tsukamoto ci è sicuramente noto per il celeberrimo Tetsuo, visionaria vicenda di un uomo che vede diventare il proprio corpo una commistione tra carne e metallo. In A Snake of June sceglie un bellissimo tema: Rinko è convinta di essere felice di vivere, e di poter trasmettere questa felicità ad altri, mentre il suo persecutore la costringe a confrontarsi con il desiderio, con la perversione come liberazione dei propri istinti. E il persecutore si trasforma, col passare degli attimi, in salvatore. Eterna lotta tra razionalità e passione, solidità della coppia e perversione, desiderio di nascondersi e di essere visti, tutto davanti all’obiettivo di uno sconosciuto che gradualmente trasforma la realtà in ossessione, visione, incubo, sogno e poi di nuovo realtà.

Meravigliosa la fotografia tutta virata in blu (non sarebbe poi sbagliato dire che Snake of June è un film in blu e nero) e sgranata come le foto quando sono troppo ingrandite. La dimensione onirica e visionaria del film riceve un impulso ancora maggiore da questa scelta stilistica, come anche dalle inquadrature voyeuristiche che caratterizzano sia la macchina fotografica che le riprese cinematografiche. Ottimo il commento musicale, presente al punto giusto, all’altezza l’interpretazione del cast e di rilievo anche la scenografia malata e piovosa di un’anonima metropoli giapponese. Pioggia, blu e nero a fare da contraltare alla luce, al fuoco, al calore che non vuole più rimanere chiuso all’interno dei protagonisti.

Uno dei migliori lungometraggi presentati alla Mostra di Venezia 2002. Un film da non perdere, un’occasione per vedere vero cinema, per spingersi un po’ più in là, oltre il limite che spesso il cinema occidentale ci e si impone.


Titolo: A Snake of June (Rokugatsu no hebi)
Regia: Shinya Tsukamoto
Sceneggiatura: Shinya Tsukamoto
Fotografia: Shinya Tsukamoto
Interpreti: Asuka Kurosawa, Yuji Kotari, Shinya Tsukamoto, Susumu Terajima, Tomorowo Taguchi, Mansaku Fuwa, Teruko Hanahara

Nazionalità: Giappone, 2002
Durata: 1h. 17′


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