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Avengers - Infinity War dei fratelli Russo

27 aprile 2018 Recensioni 7 Commenti
Avengers - Infinity War

Walt Disney, 25 Aprile 2018 – Obeso

Il Titano Thanos vuole le sei Gemme dell’Infinito – Anima, Spazio, Mente, Potere, Realtà e Tempo – per poter avere il totale controllo su ogni aspetto dell’intero Universo. Due gruppi di eroi si oppongono alla sua ascesa: gli Avengers e i Guardiani della Galassia…


Una volta terminata la visione di Avengers – Infinity War è difficile pensare di aver visto un film. Si ha, più che altro, la sensazione di aver assistito a una prima (enorme) parte di un (ancora più enorme) tributo al “genere” cominciato dieci anni fa con Iron Man. Nelle due ore e mezza di proiezione c’è tutta la grammatica sviluppata dai Marvel Studios nell’ultimo decennio: ci sono le battute, le entrate a sorpresa, le infinite battaglie, i superpoteri, i mondi diversi e la lotta per il controllo dell’Universo. Il prodotto arrivato nelle sale è la prima parte di quella che dovrebbe essere, nelle intenzioni dello Studio, l’avventura finale degli Avengers.
O – almeno – di questi Avengers, alcuni dei quali hanno raggiunto limiti di età difficilmente sostenibili: Robert Downey Jr ha 53 anni, Mark Ruffalo 51 e gli altri seguono a ruota. Da dire anche che, come ormai abitudine nei “Marvel movies”, anche Infinity War va approcciato avendo ben presente ciò che è avvenuto finora nel Marvel Cinematic Universe: molti personaggi non vengono per niente presentati e diventa quindi difficile, per chi non avesse visto le “puntate precedenti”, capire parte del filo della storia.

In questa rutilante pellicola c’è tutto il possibile, tranne la cosa più importante: le emozioni. I momenti intimi tra i personaggi sono quasi zero, e quei pochi durano il minimo necessario. E diventa anche sempre più difficile credere a ciò che si vede: non tanto perché è tutto ricostruito al computer quanto perché la storia ha talmente tante variabili che non si riesce a capire se quello che vediamo accade realmente o meno. Del resto, se è possibile controllare il Tempo e la Realtà, tutto diventa contemporaneamente possibile e impossibile.
Si finisce, quindi, per rimanere piuttosto distaccati, subendo più che partecipando agli avvenimenti che si susseguono a un ritmo elevatissimo. Inoltre, non si può ignorare che siamo davanti a un blockbuster di cui si sa tutto (o quasi), così diventa difficile non pensare a ciò che si è letto a proposito dei film futuri, quando qualcosa accade sullo schermo.

Se lo spettacolo sta in piedi è anche merito degli attori. Le scelte fatte dalla Marvel negli ultimi dieci anni, pagano. Quando Bruce Banner dice, semplicemente, «Ciao Nat», è solo grazie agli sguardi di Mark Ruffalo e Scarlett Johansson che la scena funziona, richiamando la passata attrazione tra i due. Lo stesso dicasi di tutti i momenti di battaglia e di azione: è solo grazie agli attori che il tutto risulta credibile.

Alla fine, dell’enorme spettacolo che si para davanti agli occhi dello spettatore rimane solo un grande senso di vuoto oltre che l’amarezza per un finale che – come nel caso di Captain America – Civil War – sembra sospeso a metà, in attesa di un nuovo capitolo che includerà nuovi personaggi e che dovrebbe concludere tutte le storie. Sebbene il giudizio sia tutto sommato positivo, più per meriti visivi e interpretativi che emozionali, è nei fatti un giudizio sospeso, in attesa di vedere l’opera completa per sapere come saranno risolti i tanti interrogativi che qui rimangono ancora aperti.


La locandina di Avengers - Infinity WarTitolo: Avengers – Infinity War (Id.)
Regia: Anthony & Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Fotografia: Trent Opaloch
Interpreti: Robert Downey Jr, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson, Benedict Cumberbatch, Tom Holland, Chadwick Boseman, Zoe Saldana, Karen Gillan, Tom Hiddleston, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Chris Pratt, Josh Brolin, Dave Bautista, Sebastian Stan
Nazionalità: USA, 2018
Durata: 2h. 29′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. Fabrizio ha detto:

    Ciao, sei il primo recensore che va ponderato, ne ho fatta incetta di review in questi giorni e che dire… Curioso di vederlo ma al contempo stupito di come, se…, Lhype abbia accecato la critica

  2. Alberto Cassani ha detto:

    Io oramai non mi stupisco neanche più. A leggere in giro, ogni nuovo film Marvel è il più bello di tutti i tempi. La realtà è che qui si scherza e ci si pesta per due ore e mezza, con una sola idea (narrativa, non cinematografica) vera e propria e un finale forte che rischia di risultare stemperato dagli scherzi precedenti. Verde sì, ma pallido.

  3. Fabrizio Degni ha detto:

    Siamo tra i pochi portali ad avere tale valutazione più pacata e distaccata. Vedrò il film nei prossimi giorni ma leggendo altrove anche da critica non fanboy mi sembrava la venuta del Messia.

  4. Donato ha detto:

    In fondo vi invidio, per il fatto che trovate ancora la voglia di guardarle, queste baracconate… Io ormai non ce la faccio più. A me personalmente, il secondo Avengers mi ha fatto passare completamente la voglia di vedere i successivi… E non riesco più a trovarla, la voglia…

    Mi è successo anche con i fumetti marvel, li ho letti per tanti anni, anche in età adulta. Poi, improvvisamente, non li ho retti più e… fine…

    Credo che sia l’età. Sono alle porte della vecchiaia e, quando guardo un film, non riesco più a spegnere il cervello con la facilità di un tempo…

  5. Alberto Cassani ha detto:

    Io cerco di guardare almeno il primo film di un nuovo personaggio, ma la voglia di seguire tutti i film è assolutamente zero. E l’interconnessione così stretta da un film all’altro mi infastidisce non poco.

  6. Fabrizio Degni ha detto:

    A rapporto post-visione (non il personaggio :)).

    A me il film e’ piaciuto e non poco… non mi sbilancio affermando che sia il miglior cinecomic che abbia visto finora, mi sono divertito, ho riso, sono stato in tensione, ho sofferto per rapporti si appena abbozzati tra padre/figlio (niente spoiler…) ma che mostrassero come ci possano essere situazioni in cui (nelle pinze di un cinecomics sia chiaro, niente di didascalico o alla nolah o muori) il bene superiore debba esserci a prescindere e tale “bene” non e’ un plus o un minus, quanto un diverso.

    Graficamente e’ sontuoso, maestoso… la fotografia curata, la scenografia copiosa. No dai… ho riso e sto ridendo pensando ad alcune battute che mai pero’ sono sfociate nel parrocchiale o sgradevole…

    Bello, Bello, Bello, Dannatamente, Bello!

  7. Federico ha detto:

    Parlo da detrattore convintissimo di praticamente gli ultimi dieci film… ma questo mi è piaciuto molto. Mi è sembrato di guardare il “The Empire Strikes Back” della Marvel.
    Quel sequel che prende il capostipite e lo ribalta.
    Il problema è che il capostipite in questione è “The Avengers”, quindi a conti fatti tutti i film intercorsi tra quest’ultimo e “Infinity War” sono serviti soltanto ed esclusivamente ad allungare il brodo.
    E’ come se tra “Star Wars” e, per l’appunto, “The Empire Strikes Back”, fossero usciti una dozzina di spin-off narrativamente vuoti sulle avventure di Luke, Han Solo e la principessa Leia.
    Mentre Darth Vader attende nell’ombra seduto sulla sua sedia, quando sin dall’inizio avrebbe potuto tranquillamente entrare in conflitto con i protagonisti.

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