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Alberto Cassani, 19 Gennaio 2003: Meraviglioso |
Mikado,
17 Aprile 2003
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La
città incantata
di Hayao Miyazaki 
Nel
corso degli anni '80 e '90 sono stati costruiti molti parchi divertimenti,
in giro per il Giappone, ma la recente crisi economica li ha portati
tutti alla chiusura nel giro di poco tempo. Sono stati chiusi al pubblico
ma non demoliti, e le loro strutture in cartapesta sono ancora lì
ad attirare l'attenzione di chi ci passa davanti.
Chihiro è una bambina di dieci anni, arrabbiata con i suoi genitori
e già delusa dalla vita: la sua famiglia sta traslocando e l'unico
ricordo che le resta della sua 'vecchia vita' è un mazzo di fiori.
Il primo mazzo di fiori che le viene regalato, ed è un regalo
d'addio...
Avendo sbagliato strada, la famiglia Ogino si ritrova davanti ad uno
di questi imponenti Luna Park abbandonati, un enorme edificio rosso
da cui si apre una galleria apparentemente senza fine, simile ad un'enorme
bocca. Un po' per curiosità un po' per capire dove si trovino,
i genitori di Chihiro decidono di dare un'occhiata al parco, portandosi
dietro la riluttante figlioletta. I tre entrano così in un mondo
abitato da antiche divinità e da creature magiche, un mondo governato
da una strega malvagia cui Chihiro dovrà affidarsi per riuscire
a portare i genitori fuori da questa misteriosa città incantata...
Torna
sui nostri schermi Hayao Miyazaki, il miglior regista di film d'animazione
del mondo, a tre anni di distanza dall'ultimo "Princess
Mononoke". Torna con un film complesso, ricco di suggestioni,
a tratti macchinoso ma carico più che mai di quell'atmosfera
magica che ha sempre caratterizzato i suoi lavori. Davanti agli occhi
degli spettatori prendono vita gli Spiriti tipici della tradizione Shintoista,
che associa ad ogni oggetto uno Spirito protettore, e cresce un mondo
fino a quel momento sconosciuto ma che non si fatica ad amare fin dal
primo momento.
Seppur mutuando alcune raffigurazioni dal folklore del proprio paese,
sono state l'immaginazione di Miyazaki e la matita di Masashi Andô
a plasmare le creature magiche che ci vengono presentate, ed è
a loro (e ai bellissimi paesaggi realizzati da Yoji Takeshige) che va
ascritto il grande merito di aver reso credibile l'incredibile, di aver
reso vivo l'universo magico in cui si svolge il film.
Ancora
una volta, Miyazaki ci presenta in un suo film una protagonista giovane
ma determinata. Inizialmente odiosa come molte sue coetanee, Chihiro
si guadagna la simpatia e il tifo del pubblico man mano che il film
procede. E' attraverso il suo sguardo che osserviamo la Città
degli Spiriti; è grazie alla sua innata generosità che
diventa l'eroina della storia e ottiene l'amicizia e la collaborazione
dei personaggi secondari; e anche se non vorrebbe, con l'avanzare del
film Chihiro si dimostra una ragazzina coraggiosa e pronta al sacrificio
pur di ottenere il controllo della sua vita. Ma "Spirited Away"
non è un romanzo di formazione (e soprattutto non è un
film didattico, nonostante i molti temi educativi che presenta) perché
come dichiara lo stesso regista "l'unica cosa che Chihiro ha imparato
alla fine del film, è ad avere fiducia in se stessa". Che
è poi l'intento che Miyazaki aveva: far sapere alle ragazzine
che in Chihiro si possono riconoscere che nella vita si può anche
avere successo. Basta provarci e non dimenticare il proprio passato,
anche se "rimane lì, in fondo alla nostra memoria".
"La
città incantata" è probabilmente il film da lui diretto
in cui Miyazaki è stato meno presente, anche se è forse
il più personale di tutti. Ha ideato la storia e scritto la sceneggiatura
inserendo tutti i temi a lui cari; ha concepito i personaggi, umani
e sovrannaturali, ma rispetto al passato ha lasciato molta più
libertà ai suoi collaboratori; decisione frutto probabilmente
dei pesanti problemi di salute avuti durante la lavorazione di "Mononoke"
e che gli avevano anche fatto pensare ad un ritiro dal mondo del cinema.
Come detto, i personaggi sono stati visualizzati dal bravo Masashi Andô,
che ha fatto un lavoro notevole per superare le regole grafiche tipiche
di Miyazaki senza per questo stravolgere il 'look' del film. Prendendo
spunto dagli schizzi fatti dal Maestro, Andô ha creato una serie
di personaggi mistici particolarmente accattivanti e convincenti e li
ha inseriti benissimo nelle ambientazioni create da Yoji Takeshige,
che certo non ha avuto vita facile nel visualizzare (molto bene) i luoghi
generati dalla fantasia di Miyazaki, che avevano ben poca attinenza
con la realtà. Grazie anche alle struggenti musiche di Joe Hisaishi,
che realizza qui il suo miglior lavoro di sempre, il film presenta numerose
bellissime scene, e racconta magnificamente un viaggio che - in fondo
- tutti noi vorremmo fare.
Facendo
un uso parco ma estremamente efficace della computer grafica, e lasciando
realizzare alcune sequenze di raccordo ad una società coreana
che aveva già messo mano al "Metropolis"
di Rin Taro, lo Studio Ghibli ha prodotto un film eccezionale, visivamente
splendido, con 'soli' 19 milioni di dollari - cinque volte meno di un
prodotto medio disneyano. Un film capace di incassarne quasi 300 in
tutto il mondo, ma soprattutto in grado di vincere, primo cartoon
nella storia, un Festival Internazionale non specializzato, nello specifico
l'Orso d'Oro di Berlino seppur pari merito col mediocre "Bloody
Sunday".
Pur avendo una bambina come protagonista e un'ambientazione prettamente
fantasy, la sua struttura narrativa e la sua ricchezza tematica
dimostrano chiaramente come "Spirited Away" non sia un film
apprezzabile esclusivamente dai bambini, ma anche e soprattutto dagli
adulti ancora capaci di sognare. Oscar.
Percorsi
tematici
Il
castello errante di Howl -
di Hayao Miyazaki.
Princess
Mononoke
- di Hayao Miyazaki.
Nausicaä
della valle del vento: il cinema di Hayao Miyazaki - a cura di
Andrea Iovinelli.
Titolo:
La città incantata (Sen to Chihiro no Kamikakushi)
Regia:
Hayao Miyazaki
Sceneggiatura:
Hayao Miyazaki
Fotografia:
---
Doppiatori:
Erica Necci, Emiliano Coltorti, Sonia Scotti, Marzia Dal Fabbro, Carlo
Valli, Roberta Greganti, Mino Caprio
Nazionalità:
Giappone, 2002
Durata:
2h. 02'
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