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"Si alza il vento" di Hayao Miyazaki

12 settembre 2014 Recensioni 1 Commento
Si alza il vento

Lucky Red, 13 Settembre 2014 – Celeste

Jiro Horikoshi è un ragazzino giapponese che sogna di diventare pilota di aerei. La sua fortissima miopia, però, glielo impedisce, così egli si limita a sognarlo. In uno dei suoi sogni troverà una via diversa per essere felice: invece di pilotare gli aerei, decide di diventarne il progettista…


Jiro in una scena di Si alza il ventoSi alza il vento, ultimo in ordine di tempo e – secondo le dichiarazioni del regista – ultimo film davvero della sua carriera, appare fin da subito diverso dagli altri lavori del genio del cinema animato mondiale Hayao Miyazaki. Niente animali o creature immaginarie, nessun fantasma, pochissimo misticismo. La storia invece di una vita “vera”, oltretutto decisamente ispirata alla vita del regista stesso. Paradossale il fatto che, in un film così concreto che poco ha a che fare con il genere “animato” a cui appartiene, non si siano affatto perduti la magia, l’incanto, la sospensione nel tempo e nello spazio tipici proprio del cinema di Miyazaki. Ma si sa, quando si ha a che fare con un genio, non valgono le regole che si applicano ai comuni mortali.

Naoko in Si alza il ventoE così ecco i voli tra le nuvole, l’erba muoversi al passaggio del vento, l’acqua scorrere e riflettere i prodigi dell’aviazione, un piccolo aereo di carta portare i messaggi dei sentimenti tra Jiro e Naoko… ma anche il fuoco sprigionarsi dalle viscere della Terra,  il suolo diventare luogo di morte e di rovina dopo il colpo di frusta delle scosse sismiche, il fumo degli incendi levarsi nel cielo. E i bianchi, i verdi, i grigi e i neri, le trasparenze nelle infinite declinazioni cui assistiamo ogni volta che vediamo un suo film.

Caproni e Jiro in Si alza il ventoSi alza il vento è un racconto di ossessioni: quella del Giappone per l’onore, della Germania per il potere e il primato, di Jiro per il cielo e il volo, di Nahoko per Jiro. Ossessioni questa volta più concrete che mai, ma narrate per immagini con l’usuale, inarrivabile leggerezza e poesia che Miyazaki ci ha insegnato, in questi anni, a comprendere e ad amare. Speriamo che il suo addio al cinema non sia definitivo come dichiarato, perché già sentiamo di aver perduto qualcosa di davvero importante.


La locandina di Si alza il ventoTitolo: Si alza il vento (Kaze tachinu)
Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Fotografia:
Doppiatori giapponesi: Hideaki Anno, Miori Takimoto, Hidetoshi Nishijima, Masahiko Nishimura, Stephen Alpert, Morio Kazama, Keiko Takeshita, Mirai Shida, Jun Kunimura, Shinobu Otake, Mansai Nomura
Nazionalità: Giappone, 2013
Durata: 2h. 06′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. skumkyman scrive:

    Che bello! In due parole, il giudizio sintetico su più di due ore di panorami mozzafiato, e incredibile tenerezza. complimenti al Maestro che in un mondo cinico e spettacolare fa precedere la tecnica dal ‘buon gusto’.
    L’ho visto come un passaggio di testimone al figlio Goro, espressione sublime di questa evoluzione tecnologica dell’anime nella “Collina dei Ciliegi”, e agli interpreti del mondo che verrà dopo le ceneri della crisi attuale… Curioso infine il modo di celebrare il tricolore, e il suo genio, di una foggia che i più in Italia non ricordano più a causa dei terribili echi di guerra e distruzione di quegli anni.

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