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Borg McEnroe di Janus Metz

17 gennaio 2018 Recensioni 0 Commenti
Borg McEnroe

Lucky Red, 9 Novembre 2017  – Avvincente

Torneo di Wimbledon, 1980. Björn Borg e John McEnroe – due tennisti dal talento straordinario, due uomini dalla personalità opposta, ma accomunati da un unico intento: vincere ad ogni costo – si affrontano in un’appassionante finale, senza esclusione di colpi…


Uno dei rischi maggiori di un film sullo sport è quello di non essere in grado di trasferire sullo schermo la passione e l’intensità agonistica vissuti in campo, e di limitarsi invece a una rappresentazione superficiale o peggio ancora falsata dell’azione sportiva. Fortunatamente Borg McEnroe – che, come si intuisce dal titolo, racconta una delle più note rivalità in campo tennistico e anche una delle più belle partite di tennis mai disputate – non rientra in questa casistica.

Diretta da Janus Metz, la pellicola non propone un ritratto celebrativo di Björn Borg e John McEnroe, né una replica dell’incontro. Racconta, invece, della carriera dei due tennisti, delle loro personalità sul campo e fuori, e di come si siano affrontati in una partita epica. Il regista danese ha scelto di dare un taglio introspettivo al film, concentrandosi sul carattere dei due campioni, sul modo in cui giocavano e vivevano lo sport e su come affrontavano i loro demoni interiori, soprattutto Borg, che nel film viene descritto come un tennista controllato sul campo, ma un uomo tormentato nella vita.

Trattandosi di una coproduzione scandinava, la pellicola dà maggiore spazio alla sua figura: lo svedese di ghiaccio che in realtà reprimeva una grande rabbia interiore che lo animava fin da ragazzino, contenuta grazie a un notevole autocontrollo e anni di dura disciplina. La sua natura viene messa costantemente a confronto con quella dello statunitense irascibile, ma in realtà i due grandi campioni e due uomini in apparenza tanto diversi – IceBorg e Supebrat, come la stampa li aveva soprannominati – erano accomunati da una furia interiore che li spingeva a giocare ogni partita come se ne dipendesse la loro vita. La forza e il fascino del film diretto da Metz sta proprio in questa riflessione sul carattere dei due uomini e sulla natura stessa del tennis, uno sport di testa, in cui la componente psicologica è determinante per avere il controllo della partita e battere l’avversario.

Borg McEnroe funziona grazie a sceneggiatura ben scritta, che fornisce un ritratto efficace dei due tennisti e del circo mediatico che li circondava, inseguiti dai fan come se fossero due rockstar, e dalla stampa, che ne alimentava la rivalità, mettendo costantemente a confronto le loro differenze caratteriali. A questo si aggiungono un montaggio dal ritmo serrato e in crescendo, soprattutto nelle scene in cui viene raccontata la storica finale di Wimbledon e le fasi che la precedono, e degli interpreti adatti e credibili nel ruolo dei due protagonisti. Al regista, Janus Metz, va riconosciuto il merito di aver realizzato un film avvincente e appassionante, che tiene gli spettatori incollati allo schermo fino all’ultimo secondo, quasi fossero tutti ansiosi di vedere com’è andata a finire una delle più belle partite mai giocate su un campo da tennis, il cui epilogo è in realtà ben noto ai più.


La locandina di Borg McEnroeTitolo: Borg McEnroe (Id.)
Regia: Janus Metz
Sceneggiatura: Ronnie Sandahl
Fotografia: Niels Thastum
Interpreti: Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Leo Borg, Marcus Mossberg, Jackson Gann, Scott Arthur, Ian Blackman, Robert Emms, David Bamber, Mats Blomgren, Julia Marko-Nord, Jane Perry, Björn Granath, Jason Forbes, Tom Datnow
Nazionalità: Svezia – Danimarca – Finlandia, 2017
Durata: 1h. 47′


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