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"Dheepan" di Jacques Audiard

22 ottobre 2015 (21 Maggio 2015) Recensioni 6 Commenti
Dheepan

Bim, 22 Ottobre 2015 – Forte

Per fuggire alla guerra civile nello Sri Lanka un ex soldato, una giovane donna e bambina fingono di essere una famiglia, assumendo l’identità di persone morte durante il conflitto. Arrivano in Francia e chiedono asilo politico, venendo mandati in una banlieue parigina…


Claudine Vinasithamby e Jesuthasan Antonythasan in DheepanCon perfetto tempismo, Jacques Audiard porta in concorso al Festival di Cannes un film sugli immigrati. Lo fa con la lucidità che gli è ormai naturale e lo fa ovviamente anche per raccontare i ghetti francesi che hanno già fatto sfondo ai suoi due ultimi, splendidi, film. In Dheepan è dal punto di vista dei tre profughi che il regista parigino ci mostra l’ambiente degradato in cui le bande di spacciatori prosperano, ed è anche grazie alle loro parole e ai loro sguardi che capiamo come quella periferia francese non sia poi molto diversa dallo Sri Lanka in guerra da cui sono fuggiti.

Kalieaswari Sniriwasan in una scena di DheepanDheepan è un film duro e disturbante, certamente scomodo e per nulla accomodante. Lo stile asciutto di Audiard aiuta a rendere perfettamente la crudezza dell’ambiente, trovando ottima sponda nei volti dei suoi sconosciuti protagonisti e creando anche un personaggio secondario particolarmente riuscito. Certo non siamo al livello del Profeta e di Ruggine e Ossa, ma si tratta comunque di un film in grado di suscitare emozioni forti, nonostante sia più difficile immedesimarsi nei personaggi. Il finale agrodolce tutt’altro che conciliante, poi, è un tocco politico non da poco. E anche per questo, è facile che il film non piaccia a chi ha determinate idee ben radicate in testa.


La locandina di DheepanTitolo: Dheepan – Una nuova vita (Dheepan)
Regia: Jacques Audiard
Sceneggiatura: Noé Debré, Thomas Bidegain, Jacques Audiard
Fotografia: Éponine Momenceau
Interpreti: Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Sniriwasan, Claudine Vinasithamby, Vincent Rottiers, Marc Zinga, Frank Falise
Nazionalità: Francia, 2015
Durata: 1h. 50′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Sebastiano scrive:

    Palma meritata dunque?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Palma non rubata, ma nemmeno completamente meritata. Non c’è stato nessun film in cui siamo usciti dalla sala pensando “Palma d’oro”. Quello che ci si avvicinava di più, ma a mente fredda visto il tema, è stata “Saul fia”. Tutti gli altri lasciavano spazio a dubbi. Questo è un sicuramente buon film, ma nettamente inferiore agli ultimi due di Audiard.

  3. Sebastiano scrive:

    Eh, del resto, se parti facendo Il profeta e Ruggine e ossa, insomma, ti condanni da solo. Comincio a pensare che sia proprio una colpa..

  4. skumkyman scrive:

    bello! …a suo modo mi ricorda taxi driver.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Io sono abbastanza perplesso da tutte le critiche negative che il film ha ricevuto da Cannes e in seguito. Mi pare sicuramente un buon film, seppur privo della potenza delle ultime due opere di Audiard, eppure molti critici l’hanno massacrato.

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