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"Frankenweenie" di Tim Burton

9 gennaio 2013 Recensioni 5 Commenti
Frankenweenie

Walt Disney, 17 Gennaio 2013 – Gradevole

Quando il piccolo Victor perde l’amato cagnolino Sparky, decide di riportarlo in vita tramite un esperimento scientifico, con risultati inaspettatamente positivi. Ma nella cittadina di New Holland è difficile mantenere un segreto, e il gesto di Victor non passerà inosservato…


Dopo un inizio di carriera folgorante e ispirato, costellato da almeno due capolavori, la carriera di Tim Burton si è gradualmente attestata sui livelli di una crescente mediocrità, interrotta di tanto in tanto da lavori più o meno riusciti. E’ come se il successo avesse anestetizzato un autore che ormai – da più di dieci anni a questa parte – sembra aver esaurito tutto le sue cartucce di creatività senza più niente di nuovo da offrire. Frankenweenie è un film che in larga parte conferma tutti i problemi del Burton moderno, ma che lascia anche intravedere in diversi momenti le scintille di un miglioramento che si spera prossimo ad arrivare.

La scelta di realizzare un remake dell’omonimo cortometraggio live-action, girato da Burton stesso nel 1984 (e che paradossalmente lo portò a essere licenziato dalla Disney), conduce inevitabilmente a un ampio riciclo di tematiche già ampiamente affrontate dal cineasta di Burbank in molto del suo cinema, quali il rapporto tra il creatore e la sua creatura, l’ambientazione suburbana con i suoi cittadini ossessionati dal conformismo e ottusamente spaventati da chiunque sia “diverso”, il citazionismo spinto dal cinema horror del passato…
Niente, insomma, che Burton non abbia già descritto estensivamente, stavolta privo di molto del mordente e dello spirito caustico che rappresentarono la forza dei suoi lavori migliori: lo stesso regista sembra stanco e disinteressato nel raccontare questa storia, consapevole di avere a che fare con elementi triti e ritriti. Come sempre, il lavoro di animazione in stop-motion è encomiabile e la caratterizzazione di ogni personaggio è di altissimo livello, caratterizzata da un’attenzione certosina per il più piccolo dettaglio, ma il vortice visionario di Nightmare Before Christmas (che poteva contare sulla regia dello specialista Henry Selick) è ancora ben lontano.

E’ però proprio quando la sceneggiatura inizia a distanziarsi dall’intreccio del Frankenweenie originale che si ricominciano finalmente a scorgere gli sprazzi di un Burton folle, anarchico e deliziosamente macabro che non si mostrava da parecchio tempo: gran parte del terzo atto è una esilarante corsa sull’ottovolante, che diverte con le sue trovate slapstick e si mostra compiaciuta del suo spirito pop e appassionatamente citazionista. Peccato per il finale eccessivamente buonista, ma inevitabile, soprattutto visto il pubblico di riferimento.

Frankenweenie è un film d’animazione gradevole e ben realizzato, che convincerà soprattutto il pubblico infantile e rappresenta, seppur in minima parte, un primo passo per un ritorno di Burton alla sua forma migliore.


La locandina di FrankeweenieTitolo: Frankenweenie (Id.)
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: John August
Fotografia: Peter Sorg
Doppiatori: Andrea Di Maggio, Chiara Colizzi, Mauro Gravina, Veronica Puccio, Omero Antonutti, Massimo Corvo, Arturo Valli, Lorenzo Crisci, Alex Polidori, Agnese Marteddu, Gualtiero Cannarsi
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 27′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Gatto scrive:

    visto oggi direi che è un film molto carino di Tim Burton. Condivido appieno la recensione e aggiungerei una cosa giustamente Il signor Buccella ha sottolineato il fatto che il film nel finale è eccessivamente buonista e aggiungerei anche molto esagerato e sotto certi punti di vista non spiegato…….Comunque un film in bianco e nero (caratteristica che non diisturba affatto lo spettatore durante la visione), equo per qualsiasi età pronta a concepire Tim Burton e i suoi concetti subdoli
    Voto:7.5

  2. Anonimo scrive:

    Confermo il giudizio, soprattutto relativamente al finale molto deludente.

    Stefano

  3. Plissken scrive:

    Visto stasera. Il finale “buonista” non mi ha disturbato, essendo appunto una “favola” (per quanto con i consueti toni macabri burtoniani) rivolta ad un pubblico giovanile/infantile.

    Godibilissima la fotografia, molto ben realizzati a mio avviso i personaggi anche con riferimento alla fisionomia: il cagnolino risulta veramente assai carino nella sua “bruttezza”, mentre i personaggi umani mi sono parsi ben studiati ed a volte davvero divertenti (la bambina bionda padrona del gatto è un vero spasso).

    Dove il film pecca un po’ anche secondo me (“anche” in quanto specificato in recensione) è nella mancanza di mordente, che sempre a mio avviso permane anche nella parte finale nonostante l’incremento nella frenesia del montaggio. Le “scintille” ci sono, ma non sono appunto sufficienti ad innalzare il livello di tutto il film, che appare un po’ fiacchetto (e soprattutto piuttosto scontato) e non regala le emozioni che si vorrebbe provare.

    Peccato perché il potenziale immagino ci fosse: forse la sceneggiatura avrebbe meritato uno sviluppo più accorto, anche allungando il film di un po’.

    Nel complesso comunque anch’io l’ho trovato “gradevole” e meritevole di visione, anche se debbo ammettere di avere un debole per le macabre danze ed i personaggi del buon Barton.

  4. Marco scrive:

    D’accordo con la recensione in tutti i suoi pregi e difetti e con i commenti precedenti al mio, stessa lunghezza d’onda.
    Pregi che si riscontrano nell’ottimo stop-motion (ma a parer mio aiutato un bel pò anche dalla CGI) e simpatici personaggi. Lode soprattutto a Sparky, il migliore caratterizzato.
    Reparto tecnico comunque ben fatto.
    Difetti nella trama troppo prevedibile e come già enunciato, trita e ritrita. Non appassionerà molto. Non mancano comunque scene graziose e simpatiche, ed il finale è veramente un giro sull’ottovolante.
    Gradevole è il termine più appropriato per esso.
    Per chi, come me, conosce bene Burton, i film d’orrore vecchio stampo ed i vari sci-fi d’annata si divertirà a scoprire i vari omaggi che il film fa, perchè altro non è che un grande contenitori di citazioni cari al regista.

  5. Alberto Cassani scrive:

    E’ sicuro, che i movimenti dei pupazzi sono stati aiutati al computer in fase di post produzione. Avevano fatto una cosa simile anche nella versione 3D di “Nightmare Before Christmas”, e non escludo che sia stato proprio questo che ha convinto Burton a girare il film.

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