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"Humandroid" di Neill Blomkamp

23 aprile 2015 Recensioni 3 Commenti
Humandroid

Warner, 9 Aprile 2015 – Prevedibile

Chappie è un poliziotto robot destinato alla demolizione in cui viene installato un software sperimentale in grado di dotarlo di coscienza. Alla scoperta del mondo come un bambino, Chappie si trova alle prese con il genere umano e con la sottile linea che divide il Bene dal Male…


Jose Pablo Cantillo e Chappie in HumandroidE’ un «vorrei ma non riesco», l’ultimo lungometraggio del Neill Blomkamp venerato da critica e pubblico per District 9 ed Elysium, che torna in sala con un fuoco fatuo, freddo e incolore. I punti di ispirazione sono molteplici e gli omaggi dispensati come chicchi di riso a un matrimonio: da Robocop a Corto Circuito passando per Classe 1999 e quei B-movie dozzinali dove si cerca di mescolare stili e generi diversi con il chiaro obiettivo di non scontentare nessuno.

Hugh Jackman in HumandroidLa formula di Humandroid è quella di un District 9 in salsa disneyana, con un finale che rappresenta il punto più basso finora toccato in carriera dal regista sudafricano e che conferma come, dopo il buon inizio, il film proceda in parabola discendente, arenandosi sui lidi della mediocrità. Lascia davvero straniti pensare di dover credere che il progresso tecnologico possa restituirci in brevissimo tempo questa realtà, tanto aliena quanto irreale: un 2016 che viene etichettato ad anno X della criminalità, neanche si fosse nei deserti post-apocalittici di Mad Max. Avrebbe difatti avuto più senso confinare il tutto a un futuro remoto, o quantomeno contestualizzare anche il resto di Johannesburg, evitando il trito e ritrito espediente dei telegiornali per contestualizzare i fatti a seguire.

Chappie in una scena di HumandroidLe stelle hollywoodiane del cast cercano di portare un po’ di luce nell’assurdità della trama e delle situazioni create, ma la banalità dei dialoghi e il modo in cui sono liquidate tematiche profonde riconduce ogni umana e robotica ragione all’uso della violenza, imbracciata anche dallo stesso Chappie come ira cieca dinanzi alla mancanza di una risposta. Blomkamp vuole affrontare argomenti profondi, ma muoversi tra commedia e dramma, action e film impegnato crea solo confusione e distrae lo spettatore tra effetti speciali realizzati in modo magistrale e battutine inopportune, quando un silenzio e un’inquadratura statica come la prevedibilità del genere umano avrebbe potuto offrire spunti di riflessione.


La locandina di HumandroidTitolo: Humandroid (Chappie)
Regia: Neill Blomkamp
Sceneggiatura: Neill Blomkamp, Terri Tatchell
Fotografia: Trent Opaloch
Interpreti: Dev Patel, Ninja, ¥o-landi Vi$$er, Jose Pablo Cantillo, Sigourney Weaver, Hugh Jackman, Brandon Auret, Johnny Selema, Anderson Cooper, Maurice Carpede, Jason Cope, Kevin Otto, Chris Shields, Bill Marchant
Nazionalità: USA – Messico – Sudafrica, 2015
Durata: 2h.


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Anonimo scrive:

    A me non è proprio piaciuto. A parte i Die Antwoord, i personaggi umani mi sono sembrati veramente scritti male.

    La Weaver è più svogliata che alla prima comunione del figlio di un cugino di secondo grado.
    Jackman in pratica è ridicolo in ogni inquadratura e ha delle battute che lasciano senza fiato da quanto sono brutte.

    In pratica tutto il film va avanti a forzature: lo scienziato annuncia alla Weaver di avere appena inventato l’intelligenza artificiale perfetta, ma lei non lo sta nemmeno a sentire perchè “no, guarda, siamo a posto così”, Jackman che prima rapisce Chappie, poi lo lascia andare, poi lo vuole distruggere, tutta la parte sul trasferimento dell’anima…

    Blomkamp è senz’altro bravo con gli effetti speciali e forse ha qualcosa da dire in fatto di regia.
    Ma, per l’amor di Odino, che lasci la scrittura a qualcun altro…

  2. Marco scrive:

    Come letto in vari altri siti e commenti, mi trovo d’accordo col dire che l’inizio è interessante, il soggetto buono (anche se non originale) ma il proseguio è abbastanza prevedibile e dozzinale.
    Personaggi troppo sopra le righe con dialoghi a volte ridicoli.
    D’accordo che si è voluto fare un Frankestein in salsa sci-fi, ispirandosi anche ai vecchi film di fantascienza, però l’occasione è andata sprecata in un normale b-movie che non riesce a dire quello che di interessante e valido voleva dire.
    Bella la fotografia, eccellenti gli effetti speciali e musica di Zimmer piaciuta molto.
    La regia di Bloomkamp non è male (come dimostrato nei suoi due precedenti films) e il personaggio di Chappie mi è stato simpatico. Molto più umano degli umani.

    Albe un tuo parere?

  3. Alberto Cassani scrive:

    Il mio parere è che l’idea è interessante, tutto il resto fa schifo.

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