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"Il lato positivo" di David O. Russell

7 maggio 2013 Recensioni 14 Commenti
Il lato positivo

Eagle Pictures, 7 Marzo 2013 – Fastidioso

Pat esce dall’istituto di igiene mentale in cui è detenuto a causa del suo disturbo bipolare e vorrebbe ricostruire un rapporto con la moglie. Per arrivare a lei si serve di Tiffany, una comune amica. Ma ben presto tra Pat e Tiffany si viene a creare una certa affinità…


Jennifer Lawrence e Bradley CooperNella prima parte il film vola altissimo. Il disturbo di Pat è efficacemente rappresentato con i suoi scatti d’ira, i suoi comportamenti antisociali, l’alterazione del ritmo sonno-veglia. Di conseguenza, l’empatia con il protagonista è molto forte, ma la pellicola riesce comunque a mantenere un tono leggero, complice anche il personaggio di Robert De Niro, che stempera la tensione e introduce un elemento di commedia. Nella seconda parte viene introdotto il personaggio di Tiffany, anche lei perfettamente descritta sul lato psicologico. I due personaggi, naturalmente, si avvicinano, a causa dei problemi di entrambi. Con l’evolversi del loro rapporto le condizioni psichiche di entrambi migliorano sensibilmente, mentre la pellicola vira sempre di più verso la commedia e verso una schematizzazione dei personaggi e delle loro dinamiche. Nella parte finale, infine, ci troviamo di fronte alla più classica delle commedie romantiche con Pat e Tiffany vestiti in modo elegante che partecipano alla gara di ballo e che sembrano aver superato completamente i loro problemi.

Jacki Weaver e Robert De NiroIl finale totalmente buonista e ottimista è la nota più stonata di una partitura che nella parte iniziale promette moltissimo ma che diventa sempre più banale man mano che il film procede: quella che poteva essere una travagliata storia d’amore diventa invece una banalissima commedia romantica. Non che ci sia nulla di male, in questo, ma viste le premesse ci si aspettava di più.

Jennifer Lawrence e Bradley CooperLa regia di David O. Russell (The Fighter), pur buona, sottolinea i disagi interiori dei protagonisti utilizzando la camera a mano e inquadrature strette per dare una sensazione di “instabilità”; espediente tecnico forse un po’ abusato ma efficace, soprattutto sulle entrate in scena del personaggio di Jennifer Lawrence. Buon regista di attori, Russell riesce a tirar fuori il meglio da ognuno di loro (la Lawrence si è presa un Oscar e il film ha avuto otto nomination), soprattutto nella prima parte, quando i ruoli sono più difficili.

Un film tutto sommato godibile, se non si vuol vedere altro che una commedia romantica con un taglio un po’ diverso.


La locandinaTitolo: Il lato positivo (Silver Linings Playbook)
Regia: David O. Russell
Sceneggiatura: David O. Russell
Fotografia: Masanobu Takayanagi
Interpreti: Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Jacki Weaver, Chris Tucker, Anupam Kher, John Ortiz, Shea Whigham, Julia Stiles, Paul Herman, Dash Mihok, Matthew Russell, Cheryl Williams, Patrick McDade, Brea Bee
Nazionalità: USA, 2013
Durata: 2h. 02′


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Attualmente ci sono 14 commenti a questo articolo:

  1. Eddie scrive:

    Non sono d’accordo: il finale ottimistico va più che bene! Anzi, fosse finito diversamente probabilmente non lo avrei apprezzato a tal punto.
    Ottimo film!
    De Niro eccezionale, comunque.

  2. Guido scrive:

    Sono d’accordo con Eddie.

    “Un film tutto sommato godibile”??? Io l’ho trovato uno dei film migliori dell’anno, se non IL migliore.

  3. Francesco Binini scrive:

    E’ chiaro che ogni opinione è valida.

    Per quel che mi riguarda il finale “ottimista”, con l’ultima scena di loro due che si abbracciano in particolare è completamente fuori posto.
    La cosa più interessante è proprio il lavoro sui personaggi: sui loro comportamenti, da malati psichiatrici… e all’improvviso tutto questo scompare per arrivare a due innamorati qualunque che perfino nel più classico dei litigi pre-finale non hanno il minimo ritorno della malattia.

  4. Skukyman scrive:

    Mah… anche la mia lei, che voleva del romanticismo, s’è sentita spiazzata dalla prima parte.
    Sul genere ‘personalità tormentate’ aveva convinto molto di più “Two lovers”, film in cui gli stati d’animo sono trattati con profondità e rispetto e non spettacolarizzati.
    Le gag di De Niro, poi, senza marcar ulteriori dettagli sulla sua personalità restano nel più comune stereotipo dell’italoamericano.

  5. Karl scrive:

    Da un film intitolato SILVER LININGS PLAYBOOK ci si stupisce per il finale ottimista, davvero?

  6. Alberto Cassani scrive:

    Non hai tutti i torti, Karl. Però c’è modo e modo per arrivare al finale ottimista…

  7. Marco scrive:

    Premetto che ho più apprezzato “The Fighter”.
    D’accordo si e no un pò con tutti i commenti e la recensione.
    Personalmente lo trovato carino e guardabile, con il ritmo che a volte si ammoscia in alcuni punti nella parte centrale.
    D’accordo che partito con quelle premesse ed il suo svolgimento il finale è troppo buonista e romantico ma tant’è…
    La visione ne vale ma ho visto di molto meglio.
    D. Elfman stavolta anonimo ma penso non sia il suo genere di film da musicare.
    Regia molto buona.
    Lawrence molto brava, più di Cooper, ma nutro dubbi sull’Oscar…era necessario? L’avrei più dato a De Niro sinceramente.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Guarda, potrei sbagliarmi ma secondo me Jennifer Lawrence e Robert De Niro non erano nella stessa categoria, agli Oscar…

  9. Marco scrive:

    Ah già giusto, De Niro sicuramente come non protagonista. Vabbè i miei dubbi rimangono.
    Posso dire che De Niro mi è piaciuto di più, sia come personaggio sia come prestazione.

  10. Alberto Cassani scrive:

    Credo che la Lawrence sia stata l’unica vera sorpresa degli ultimi Oscar, ma è vero che la sua categoria non aveva una vera e propria favorita. Negli attori di supporto, invece, penso che Waltz fosse ovvio tanto quanto Day-Lewis tra i protagonisti. Poi personalmente a me il personaggio di De Niro è parso troppo macchiettistico per convincere appieno.

  11. Francesco Binini scrive:

    Tra l’altro il ruolo di De Niro è marginale rispetto a quello di alcuni altri candidati come ad esempio Waltz o Seymour Hoffman che sono dei co-protagonisti.

  12. Andrea scrive:

    Io continuo a non vederci niente di che, la Lawrence e Cooper non fanno un granchè, in realtà.
    non capisco come mai tutte queste attenzioni quando è il punto più basso della carriera di russell.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Si potrebbe dire la stessa cosa di tutti i suoi film e tutti i suoi protagonisti, in realtà. Evidentemente le sue pellicole hanno sempre un qualcosa di indefinito che piace a una larga fetta di pubblico e acceca i critici.

  14. Guido scrive:

    A giudicare dalle nomination ai Golden Globe pare che Russell.. li abbia accecati ancora una volta.
    (A me comunque i suoi film piacciono tutti molto.)

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