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"The Fighter" di David O. Russell

25 febbraio 2011 Recensioni 24 Commenti
The Fighter

Eagle Pictures, 4 Marzo 2011 – Mistificatorio

Massachusetts, 1993. Micky Ward lavora alla pulizia strade e cerca di sbarcare il lunario col pugilato, grazie al management di sua madre e alla guida del fratello fumatore di crack. Dopo l’ennesimo incontro andato male, si fa convincere a cambiare allenatore e manager…


Mark WahlbergQuando un pugile può essere definito un combattente? Quando ha un cuore che lo espone alle peggiori punizioni? Quando attacca a testa bassa e a volte senza tattica? O quando deve lottare tutti i giorni contro la vita per riuscire a salire sul ring, con il lontano miraggio di una borsa prestigiosa? “Irish” Micky Ward era tutte e tre le cose. In diciott’anni di carriera professionistica, dal 1985 al 2003, Ward combatté 51 volte nelle categorie dei superleggeri e dei welter (tra 63 e 67 chili), vincendo 38 incontri e perdendone 13, spedendo l’avversario al tappeto per 27 volte grazie soprattutto al gran numero di pugni che riusciva a tirare e alla sua capacità di colpire al corpo con grande potenza. The Fighter ci racconta la parte centrale della sua carriera, quando un infortunio lo costrinse a stare a lungo lontano dal ring ma gli diede occasione di cambiare metodi di allenamento e trasformare finalmente la boxe da secondo lavoro a vera e propria professione, arrivando fino a combattere per il titolo di Campione del Mondo. Più o meno.

Mark Wahlberg e Christian Bale«Più o meno» perché quasi tutto quello che ci viene mostrato è inventato di sana pianta, per rendere più cinematografica la vicenda compattando i tempi e rendendo più emozionanti determinati risvolti. Il film inizia dall’incontro con Mike Mungin che in realtà avvenne nel 1988 e arriva alla sfida per il titolo con Shea Neary in realtà combattuta nel marzo 2000, passando attraverso una serie di incontri mai combattuti (a parte quello con Alfonso Sanchez) e ignorandone totalmente altri (tra cui uno per il titolo precedente a Neary), cambiando nettamente la ragione dell’infortunio alla mano di Ward e rendendo più teso il rapporto del protagonista con la sua famiglia. Il tentativo funziona, perché la parabola è efficace e credibile anche conoscendo la storia vera e nonostante l’ovvia prevedibilità di questo tipo di storie.

Melissa Leo e Mark WahlbergDavid O. Russell (Three Kings) dirige con decisione, mettendosi al servizio dei personaggi senza farsi prendere la mano. Fatica però a rendere spettacolari le sequenze di combattimento, che si avvalgono comunque di una coreografia molto attenta rispetto alla realtà dei fatti e del commento originale della HBO. L’ottimo montaggio di Pamela Martin (non a caso nominata all’Oscar) riesce a creare il giusto pathos dentro e fuori dal ring (ma soprattutto nell’incontro con Sanchez), ed esalta la straordinaria recitazione dello scheletrico Christian Bale e della sorprendente Melissa Leo.

Miguel Espino e Mark Wahlberg in una scenaLa sceneggiatura sa creare buona tensione nonostante qualche stereotipo di troppo e presenta alcuni ottimi dialoghi tra Ward e la fidanzata, ma è davvero un peccato che si fermi all’incontro con Neary, limitandosi a ricordare nel cartello finale i tre brutali combattimenti con Arturo Gatti, che sono tra i più incredibili che la boxe mondiale ha saputo proporre nel XXI secolo. Ma al film serviva una conclusione coi fuochi artificiali, e nella mente dei produttori di Hollywood niente batte la cintura di Campione del Mondo.

Se volete conoscere davvero la vita e la carriera di Micky Ward meglio che cerchiate altrove. Se invece volete sentirvi raccontare l’esaltante e commovente favola di un combattente che arriva sul tetto del mondo, difficile trovare di meglio.


La locandinaTitolo: The Fighter (Id.)
Regia: David O. Russell
Sceneggiatura: Scott Silver, Paul Tamasy, Eric Johnson
Fotografia: Hoyte Van Hoytema
Interpreti: Mark Wahlberg, Christian Bale, Amy Adams, Melissa Leo, Mickey O’Keefe, Jack McGee, Melissa McMeekin, Bianca Hunter, Erica McDermott, Jill Quigg, Dendrie Taylor, Kate B. O’Brien, Jenna Lamia, Frank Renzulli, Paul Campbell
Nazionalità: USA, 2010
Durata: 1h. 55′


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Attualmente ci sono 24 commenti a questo articolo:

  1. Sebastiano scrive:

    Ti piace proprio questo nobile sport!

  2. Alberto Cassani scrive:

    Purtroppo devo ammettere che negli ultimi anni preferisco vedere un film sulla boxe che un incontro vero. Per esclusiva colpa dei pugili di oggi che, salvo rare eccezioni, sembrano tutti degli ubriachi che fanno a botte.

  3. Sebastiano scrive:

    Per una volta non parliamo di cinema: a me sembra che lo sport in generale sia ormai di un piattume (o pattume) preoccupante. Anche la squadra che seguo gioca come se fossero tutti ubriachi! L’attuale capitano beve sicuramente, il tappetto che divaga davanti anche e cosi’ via gli altri, chi piu’ chi meno.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Credo che dipenda essenzialmente da due cose: sono sempre di più gli atleti che preferiscono la bella vita alla vita da atleta, e le loro prestazioni ne risentono anche in maniera radicale; e poi l’allargamento dello sport professionistico ad un numero di squadre superiore al passato porta alla necessità di avere più atleti professionisti, finendo per “promuovere” personaggi che in passato non avrebbero avuto alcuna possibilità, portando quindi ad un livellamento verso il basso della qualità generale. Settimana scorsa guardavo su Eurosport un incontro dei pesi massimi, il cui vincitore avrebbe affrontato Vitali Klitschko per la corona WBC, e persino i due telecronisti non riuscivano a credere che quei due potessero essere considerati tra i migliori della categoria. Però devo dire che, al contrario degli sport di squadra, l’atletica leggera regala ancora grandi emozioni.

  5. Francesco Cuffari scrive:

    Alberto, ma su Eurosport segui anche i tornei del K1 o non ti interessa proprio. Te lo chiedo perchè voglio sapere cosa ne pensi di Giorgio Petrosyan (ha vinto sui migliori kickboxer al mondo per due anni di fila).

  6. Alberto Cassani scrive:

    No, la lotta e le arti marziali in generale non mi interessano. Non credo di aver mai visto un incontro, in televisione.

  7. Sebastiano scrive:

    Gran film.
    Christian Bale impressionante.
    Sono rimasto stupito da Amy Adams: e’ la stessa di Come d’incanto o la gemella?

  8. Alberto Cassani scrive:

    Sì, credo che la maternità l’abbia segnata abbastanza, fisicamente. E tra l’altro, al di là della sua nomination, secondo me lei e Wahlberg vengono portati a scuola di recitazione da Bale e dalla Leo dalla prima all’ultima scena.

  9. Fabrizio scrive:

    Beh, Bale con il suo personaggio e la sua recitazione è l’anima del film. Non pensavo potesse rivelarsi così bravo.

    Film comunque ottimo con alcuni passaggi notevoli (la sequenza dell’arresto, quella in palestra al “ritorno” di Dicky, il dialogo fra Dicky e Micky all’angolo nell’ultimo incontro, più alcuni altri bei dialoghi sparsi qua e là).

    Ottima l’idea di riprendere gli incontri con le telecamere dell’HBO dell’epoca, che ricreano l’effetto da ripresa televisiva anni ’90. Peccato solo per gli effetti sonori che riproducono il rumore dei colpi sul ring, troppo monocorde e calibrati male, non mi sono piaciuti. Gli incontri stessi non sono girati benissimo, secondo me, ma comunque gestiti bene e abbastanza realistici, e caratterizzati da alcune idee efficaci come l’uso del replay in occasione dell’incontro fra Ward e Sanchez.

    Resto comunque convinto che, nell’ambito delle “favole” pugilistiche, Rocky resti il film migliore, il più intenso e ricco per quanto riguarda i personaggi e il loro interagire, con interpretazioni eccellenti in ogni singolo ruolo.

  10. Guido scrive:

    Quando ho visto “Il Discorso del Re” sono rimasto impressionato dalla prova di Geoffrey Rush.
    Pochi giorni dopo aver visto il film sono uscite le nomination agli Oscar.
    Leggo e il mio occhio cade sulla categoria “Miglior Attore Non Protagonista” in cui oltre a Rush vedo Bale, già vincitore del Golden Globe. Ok, è normale mi dico.
    Domenica 27 cerimonia di premiazione. “And the Oscar Goes to…….Christian Bale for “The Fighter”. Dannazione! Anche stavolta hanno premiato l’attore che ha perso chili e ha faticato “solo” dal punto di vista fisico. Lo meritava Rush.
    Venerdì 4 marzo: vado a vedere il primo spettacolo di “The Fighter”, pellicola che, Oscar a parte, mi incuriosiva già parecchio…………..e sono costretto a rimangiarmi tutto. La performance di Christian Bale è mostruosa! In tutti i sensi, è profonda, efficace, commovente, e l’attore gallese è semplicemente stratosferico! A volte i pregiudizi… :D

    Sono del parere che Bale sia il vero protagonista del film, “fighter” per eccellenza.
    Se fosse stato nominato tra i protagonisti, non sarebbe stato un outsider.

  11. Anonimo scrive:

    SONDAGGIO FACEBOOK.
    QUAL’È IL MIGLIOR FILM DI CHRISTIAN BALE CHE HA FATTO SECONDO VOI?

  12. Marco scrive:

    Concordo con Albe. La storia si lascia seguire e alcuni risvolti sono efficaci ma secondo me quello che fa da traino al film sono le performance della Leo e di Bale, Oscar meritati.

  13. Riccardo scrive:

    @ANONIMO: Il cavaliere oscuro

  14. Plissken scrive:

    Pagine intere ieri sulle pagine sportive dei quotidiani su Moggi & Company + i risultati delle partite tra Pinerolo e Vattelapesca, mentre su di un trafiletto di 15 x 8 cm ho appreso della morte di uno dei “fighter” di assoluta eccellenza di tutti i tempi, il grande “smokin’ Joe” Frazier.

    Un sincero pensiero di riconoscenza al vecchio Joe, in attesa di vedere una pellicola a lui dedicata in cui stavolta non servirebbe inventare nulla.

  15. Alberto Cassani scrive:

    Eh sì, la notizia non ha avuto lo spazio che meritava. Ma la cosa non mi stupisce.

  16. Fabrizio scrive:

    Però ieri, a dire il vero, ci sono state pagine intere dedicate all’addio a Frazier.
    Che bella che era, quella boxe. Altri tempi, altri pugili, altra atmosfera.

  17. Plissken scrive:

    Pagine intere? Allora forse è una mea culpa, non saprei… nei due quotidiani che ho letto vi erano solo trafiletti, e non ho avuto modo di vedere notiziari televisivi.

    Meglio così comunque, però anche il Cassani conferma che, visto lo spessore di Frazier, la notizia meritava più risonanza. Concordo su quanto espresso sulla Boxe: altri tempi, altri Uomini.

  18. Fabrizio scrive:

    Diciamo che forse ho esagerato nel generalizzare. Però per lo meno sulla Gazzetta c’erano due belle pagine dedicate a Frazier.

  19. Alberto Cassani scrive:

    Voglio sperare che i quotidiani sportivi ne abbiano parlato diffusamente, ma non avendoli letti non so. Nei vari siti internet – sportivi e non – la notizia è sempre rimasta in secondo o addirittura terzo piano, e sui quotidiani generalisti che mi è capitato di sfigliare aveva ben poco spazio. Vero che il giorno prima in Italia era successo di tutto…

  20. Fabrizio scrive:

    Diciamo che il nome di Joe Frazier, fra coloro che seguono meno lo sport non è popolare quanto quello di Alì, quindi non gli hanno dedicato lo spazio che invece avrebbe meritato una leggenda come lui. La dffusione di una notizia è pur sempre una questione di opportunismo; si pensa a quale richiamo possa avere sulla massa e di conseguenza ci si regola per quanto riguarda lo spazio da dedicarle. Dunque non mi ha stupito il fatto che se ne sia parlato relativamente poco. Fortunatamente, almeno i giornali sportivi e la tv satellitare lo hanno ricordato degnamente.

  21. Plissken scrive:

    Io non è che ne sia rimasto stupito, ne sono rimasto dispiaciuto.

    Anche io non avendo letto i quodidiani sportivi ho potuto riscontrare quanto espresso dal Cassani: notizia in sordina o quasi.
    Comunque sul quotidiano/ani che ho letto, un’INTERA pagina se non di più dedicata a ‘sto kaiser di Moggi ed altre pagine a risultati di partite tra squadre di cui nemmeno conosco il nome.

    Alla faccia del buon giornalismo. Ma questa è solo la punta infinitesimale dell’iceberg…

  22. Marco scrive:

    Rivisto quest’ottimo film e riconfermo ciò che dissi all’epoca: ottima regia e sceneggiatura validissima.
    Bale offre una prova incredibile, secondo me negli ultimi 10 anni l’Oscar al non protagonista meglio meritato, o uno dei, è il suo.
    Ad Albe: una tua top 3 degli Oscar al supporting actor più meritevoli dal 2003 (parlo degli attori)?

  23. Marco scrive:

    Albe forse non hai letto la mia domanda sul mio commento precedente…

  24. Alberto Cassani scrive:

    No, in effetti m’era sfuggita. Mah, direi Jamie Foxx per Colalteral, Morgan Freeman per Million Dollar Baby e Christian Bale per questo.

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