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Paola
Cavallini, 11 Febbraio 2003: Particolare |
Revolver,
5 Dicembre 2003
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A
Snake of June
di Shinya Tsukamoto
Rinko
è una donna di 30 anni, sposata, che lavora in un centro di igiene
mentale. Il suo compito è soccorrere telefonicamente persone
in difficoltà, depresse o intenzionate al suicidio. La sua vita
è apparentemente agiata e stabile, ma un giorno riceve per posta
una busta di foto che la ritraggono mentre si masturba, a casa sua.
Gliele ha inviate proprio uno dei "pazienti" che ha salvato
al telefono. Comincia per lei un'odissea durante la quale dovrà
seguire le istruzioni devianti del suo persecutore. Se tutto ciò
inizialmente sconvolge la vita della donna, gradualmente si fa strada
nella sua mente l'idea che dietro la perversione ci siano scelte in
fondo condivisibili. Rinko finirà per spogliarsi in pubblico,
masturbarsi all'esterno della sua casa, accettare le imposizioni della
"voce" che guida le sue azioni e che scatta infinite fotografie
della sua nuova vita.
Anche
se in Italia confinato a visioni televisive notturne, Tsukamoto ci è
sicuramente noto per il celeberrimo "Tetsuo",
visionaria vicenda di un uomo che vede mutare il proprio corpo in conseguenza
di un incidente d'auto, commistione tra carne e metallo. Bellissimo
il tema scelto per "A Snake of June": Rinko, la donna controllata
e convinta di essere felice di vivere e di poter trasmettere questa
felicità ad altri; il suo persecutore che la costringe a confrontarsi
con il desiderio, con la perversione come liberazione dei propri istinti.
Persecutore che si trasforma, col passare degli attimi, in salvatore.
Eterna lotta tra razionalità e passione, solidità della
coppia e perversione, desiderio di nascondersi e di essere visti, tutto
davanti all'obiettivo di uno sconosciuto che gradualmente trasforma
la realtà in ossessione, visione, incubo, sogno e poi di nuovo
realtà.
Meravigliosa
la fotografia tutta virata in blu (non sarebbe poi sbagliato dire che
"Snake of June" è un film in blu e nero) e sgranata
come le foto quando sono troppo ingrandite; la dimensione onirica e
visionaria del film riceve un impulso ancora maggiore da questa scelta
stilistica, come anche dalle inquadrature voyeuristiche che caratterizzano
sia la macchina fotografica che le riprese cinematografiche. Ottimo
il commento musicale, presente al punto giusto, all'altezza l'interpretazione
del cast e di rilievo anche la scenografia malata e piovosa di un'anonima
metropoli giapponese; pioggia, blu e nero a fare da contraltare alla
luce, al fuoco, al calore che non vuole più rimanere chiuso all'interno
dei protagonisti.
Uno
dei migliori lungometraggi presentati alla Mostra di Venezia 2002; un
film da non perdere, un'occasione per vedere vero cinema, per spingersi
un po' più in là, oltre il limite che spesso il cinema
occidentale ci e si impone.
Percorsi
tematici
Incontro
con Shinya Tsukamoto - a cura di Fabio Greco.
Nightmare
Detective - di Shinya Tsukamoto; con Hitomi, Matsuda Ryuhei, Ando
Masanobu, Shinya Tsukamoto.
Tetsuo - di Shinya Tsukamoto; con Tomorowo
Taguchi, Kei Fujiwara, Shinya Tsukamoto.
Vital - di Shinya Tsukamoto; con Tadanobu Asano, Nami Tsukamoto,
Kiki.
Titolo:
A Snake of June (Rokugatsu no hebi)
Regia:
Shinya Tsukamoto
Sceneggiatura:
Shinya Tsukamoto
Fotografia:
Shinya Tsukamoto
Interpreti:
Asuka Kurosawa, Yuji Kotari, Shinya Tsukamoto, Susumu Terajima, Tomorowo
Taguchi, Mansaku Fuwa, Teruko Hanahara
Nazionalità:
Giappone, 2002
Durata:
1h. 17'
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