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"Kung Fusion" di Stephen Chow

27 maggio 2005 Recensioni 1 Commento
Kung Fusion

Sony, 27 Maggio 2005 – Estroso

Stella è un piccolo ladro che si spaccia per membro di una feroce banda criminale. Quando però questa banda decide di farlo fuori, fa evadere da un manicomio criminale il più grande maestro di kung fu del pianeta…


Osannato da tutta la critica all’ultimo Sundance Film Festival, il regista, sceneggiatore e attore Stephen Chow prova a bissare il successo di Shaolin Soccer. La star comica più brillante ed acclamata del cinema asiatico si è divertito a confezionare una storia a metà tra il serio e il faceto facendo ancora una volta parlare di sé in tutto il mondo.

Lam Tze Chung e Stephen Chow in Kung FusionKung Fusion (il cui titolo originale significa più o meno “il suonato del kung fu”) è il frutto della grande passione di Chow per le arti marziali e della sua geniale vena umoristica di sceneggiatore. Basato sulla differenza tra dialetto cinese e mandarino, il film originale è stato portato in Italia ed opportunamente devastato dal doppiaggio come il suo predecessore. Ma la colpa non è dei doppiatori, anche piuttosto bravi, ma delle scelte dialettali e di contenuti che portano i protagonisti di una storia come questa a dire un sacco di parolacce e a parlare dapprima in romanesco, poi in toscano e poi in mafioso siciliano. Scelte che non potevano essere diverse ma che ad ogni modo negheranno a questa pellicola l’attenzione ed il successo che merita.

Yuen Qiu in Kung FusionVisivamente il film è stracolmo di riferimenti cinematografici, dalle scenografie tipicamente western dei grandi classici alla sequenza del fiume di sangue nel corridoio di Shining passando per gli innumerevoli omaggi (?) a Kill Bill. Per non parlare poi della miriade di omini vestiti di nero della banda delle asce che come in Matrix svolazzano tumefatti da ogni parte. L’impatto delle immagini è formidabile, curate sin nei minimi particolari da grandi professionisti del settore delle arti marziali; le scene d’azione poi sono qualcosa di straordinario (su tutte quella finale della “mossa del palmo”), ed i personaggi sono tutti divertentissimi e ottimamente raccontati. In assoluto il più divertente è la padrona di casa, che con i suoi bigodini, la sua sigaretta e le sue ciabattine semina il terrore nelle vie rincorrendo e insultando tutti quelli che osano rivolgerle la parola.

Stephen Chow in una scena di Kung FusionNon lo si può di certo definire Kung Fusion un film violento, anche perché nel dettaglio dei combattimenti non c’è una sola goccia di sangue versato da una qualche ferita, ma è decisamente un film movimentato, anche cruento a volte ma che tocca, nonostante il contenuto piuttosto goliardico, temi importanti come l’amicizia, la lealtà e i sogni di gloria di un ragazzo che non sa di possedere enorme dimestichezza col kung fu. E poi, cosa più importante, non si prende troppo sul serio e cerca di sfatare il più possibile i miti seriosi e cupi dell’arte più famosa d’oriente. Per gli amanti del genere è un must assoluto ed un capolavoro da non perdere, sempre che riusciate a non far troppo caso alle cadute di stile della traduzione italiana.


La locandina di Kung FusionTitolo: Kung Fusion (Gong Fusion)
Regia: Stephen Chow
Sceneggiatura: Stephen Chow, Tsang Kan Cheong, Xin Huo, Chan Man Keung
Fotografia: Hang-Sang Poon
Interpreti: Stephen Chow, Lam Tze Chung, Chan Kwok Kwan, Yuen Qiu, Yuen Wah, Leung Siu Lung, Dong Zhi Hua, Chiu Chi Ling, Xing Yu, Chi Chung Lam, Kai Xi Jia, Hak On Fung
Nazionalità: Cina – Hong Kong, 2004
Durata: 1h. 35′


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  1. Fauno scrive:

    Visto: Vale davvero la pena!

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