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"Shaolin Soccer" di Stephen Chow

13 marzo 2003 Recensioni 1 Commento
Shaolin Soccer

Buena Vista, 11 Aprile 2003 – Mitico

Sing è un maestro di kung fu che cerca di sviluppare l’arte marziale in nuove direzione e applicarla alla vita di tutti i giorni. Quando incontra un ex calciatore azzoppato dai propri tifosi dopo che aveva venduto una partita, Sing capisce che il calcio potrebbe essere un ottimo modo per usare il kung fu…


Stephen Chow in Shaolin SoccerFilm di culto se ce n’è uno, Shaolin Soccer ha conosciuto un enorme successo grazie a internet, dove migliaia di persone si sono scaricate la versione in DivX e qualcun altro ha acquistato il DVD originale importato da Hong Kong ben prima della sua uscita nelle sale italiane. Perché questo successo? Perché gli uomini “X Generation” e gli adolescenti della “PSX Generation” sono cresciuti guardando le gesta animate dei calciatori nipponici, da Shingo Tamai ad Holly & Benji, calciatori capaci di numeri strabilianti. In questi cartoni animati le partite di calcio diventavano duelli personali combattuti grazie a colpi impossibili per le leggi della fisica, colpi spesso etichettati con un nome preciso. Shaolin Soccer ricorda in qualche modo quei cartoni, proponendo personaggi che – chi grazie allo shaolin kung fu chi grazie al doping – riescono ad andare ben oltre lo slalom di Maradona contro l’Inghilterra a Mexico 86.

Una  scena di Shaolin SoccerIl quarantenne Stephen Chow è uno dei più noti protagonisti di commedie d’azione di Hong Kong, apparso fin qui in una cinquantina di pellicole e giunto con questa prova alla sua quinta regia. A detta dei fini conoscitori del genere, questo non è il suo miglior film, ma è probabilmente quello con le maggiori potenzialità commerciali nel nostro paese. Non che sia un capolavoro, in effetti, ma è divertente ed esaltante, con una sceneggiatura un po’ banale nelle parti “normali” ma dei personaggi simpatici e ben costruiti. Le sequenze di gioco, ricche di effetti speciali non sempre riuscitissimi, mettono in scena qualche momento davvero memorabile, che è quello che poi conta, in questo tipo di film.

Una scena di Shaolin SoccerDiscorso a parte merita la versione italiana distribuita da Buena Vista e mutuata da quella statunitense della Miramax, che riduce la durata del film da 1h. 42′ della versione originale a 1h. 27′, tagliando inopinatamente scene di pura commedia e scene di gioco. Inoltre, si è deciso di caricare ancor di più la componente farsesca del film cambiando i nomi dei personaggi (Riportone, Saracineska, Canotta d’acciaio…) e affidando il doppiaggio a calciatori di serie A come Damiano Tommasi, Giuseppe Pancaro e Marco Del Vecchio, insieme a colleghi dal pronuncia non fluente come Sinisa Mihajlovic e Vincent Candela (notare che sono tutti giocatori di Roma o Lazio).
Stephen Chow e Ng Mang Tat in Shaolin SoccerAl loro fianco anche Pino Insegno (che almeno è doppiatore professionista), sua moglie Roberta Lanfranchi e il suo compare nella Premiata Ditta Roberto Ciufoli. Aggiungeteci un attorone come Enrico Lo Verso e la voce narrante (inventata) di Carlo Vanzina e la frittata è completa. Certo non una censura culturale nei confronti di un prodotto dell’estremo oriente come qualcuno pensa (ricordate Fritz il gatto di Bakshi trasformato in “Romeo, er gatto del Colosseo”?), ma sicuramente un’operazione commerciale esecrabile. Anzi: vergognosa.


La locandina internazionale di Shaolin SoccerTitolo: Shaolin Soccer (Siu lam juk kau)
Regia: Stephen Chow
Sceneggiatura: Stephen Chow, Tsang Kan Cheong
Fotografia: Kwong Ting Wo, Kwan Pak Huen
Interpreti: Stephen Chow, Vicki Zhao, Ng Mang Tat, Patrick Tse Yin, Wong Yat Fei, Tin Kai Man, Lam Tze Chung, Chan Kwok Kwan, Mok Mei Lam, Lam Tsz Sin, Karen Mok, Cecilia Cheung, Vincent Kok, Li Hui, Po Yip Dung, Cheung Ming Ming
Nazionalità: Hong Kong, 2001
Durata: 1h. 27′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    “Lassù qualcuno mi ama” (forse) visto che anch’io ho avuto la fortuna di visionare il film in lingua originale (ovviamente sottotitolato).

    Debbo dire che nonostante io odi il calcio (nessuno è perfetto) e non abbia mai avuto modo di interessarmi a “X Generation” e “PSX Generation” l’ho trovato divertentissimo e veramente godibile, più di tante altre “blasonate” commedie americane od europee.

    Una volta preso contatto con l’humor e la “caricata” recitazione cinese (i primi 10-15 minuti) nel suo piccolo la trama diviene avvincente nonostante non sia originalissima, e man mano diviene facile farsi trasportare da questa improbabile quanto bizzarra squadra di calcio. Simpatico anche il palese omaggio a Bruce Lee.

    Consigliatissimo per una serata divertente in compagnia, e secondo me per una volta le rappresentanti del gentil sesso possono divertirsi nonostante la presenza di un pallone.

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