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"La furia dei Titani" di Jonathan Liebesman

30 marzo 2012 Recensioni 6 Commenti
Filippo Casini, 27 Marzo 2012: Voraginoso
Warner, 30 Marzo 2012

Perseo, dieci anni dopo aver sconfitto il mostruoso Kraken, conduce una tranquilla vita da pescatore insieme al figlio Elio. Nel frattempo Ade e Ares si sono organizzati per catturare Zeus e liberare Crono, che minaccia di distruggere il mondo con le sue truppe infernali…


Le avventure di Perseo, che avevano vagamente e con enormi variazioni e sconvolgimenti ispirato il primo film (Scontro tra Titani), si concludono, nella mitologia greca, con il salvataggio di Artemide. Per mettere in scena il sequel gli sceneggiatori Dan Mazeau (all’esordio cinematografico) e David Leslie Johnson (Cappuccetto Rosso Sangue e Orphan) non hanno quindi più avuto nessuna linea base da seguire e hanno cercato di costruire un nuovo mito greco che potesse risultare almeno credibile. Se è anche vero che nessuno si aspettava o pretendeva grandi idee e sconvolgenti trovate nella storia, era lecito aspettarsi un minimo di fedeltà ad alcuni aspetti della mitologia che vengono invece stravolti: Zeus trasformato in un mago che lancia fulmini dalle mani con più forza dei sith di Star Wars, equilibri e rapporti tra personaggi che hanno caratterizzato innumerevoli miti antichi ribaltati per creare situazioni ridicole. Il cast stellare – che oltre all’eroe Sam Worthington, la bella Rosamund Pike e la spalla Toby Kebbell poteva vantare nomi come Ralph Fiennes, Liam Neeson e Bill Nighy – non riesce a dare fascino o simpatia ai propri personaggi facendosi inghiottire completamente dalla banalità che muove il film.

Ecco quindi che tutte le speranze per una visione almeno sopportabile ricadono sulla qualità e la spettacolarità degli effetti speciali. Questi, fortunatamente, funzionano. Se in Scontro tra Titani il 3D aveva il solo scopo di apparire scritto in cartellone ed essere poi ininfluente sullo schermo, in questo secondo film è sfruttato decisamente meglio: dopo cinque minuti dall’inizio entrano subito in scena le prime creature mostruose e da lì in poi sono pochissimi i momenti in cui qualche personaggio si ferma a fare un discorso (tanto meglio, visto che quando succede se ne escono con nuovissime frasi tipo: «chi ha dei poteri ha anche dei doveri») e sono quindi molte le occasioni che il regista Jonathan Liebesman (Al calar delle tenebre e World Invasion), il montatore Martin Walsh (premio Oscar per Chicago) e il supervisore agli effetti speciali Neil Corbould (premio Oscar per Il Gladiatore) hanno a disposizione per sbalordire lo spettatore. Alcuni momenti arrivano a livelli di spettacolarità piuttosto alti: i vertiginosi movimenti di macchina nei tunnel del Tartaro creano un grande effetto con il 3D (cosa che deve aver notato anche il regista, dato che ripete l’esercizio almeno tre volte nel corso del film), la battaglia contro le bestie finali riesce a essere altamente adrenalinica e c’è più di una panoramica che ricorda ciò che Hollywood sa fare meglio.

Il film non visto in 3D perde la sua unica ragione d’essere, e anche in questo caso bisogna essere appassionati del genere “azione e spettacolo senza nessuna pretesa in più”. A queste condizioni si può uscire divertiti dal cinema, ma consapevoli del fatto che si possono fare – e di esempi ne abbiamo tanti – film d’azione con personaggi più particolari e una storia che sembri scritta con più di mezza idea in testa.


Titolo: La furia dei Titani (Wrath of the Titans)
Regia: Jonathan Liebesman
Sceneggiatura: Dan Mazeau, David Johnson
Fotografia: Ben Davis
Interpreti: Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Édgar Ramírez, Toby Kebbell, Rosamund Pike, Bill Nighy, Danny Huston, John Bell, Lily James, Alejandro Naranjo, Freddy Drabble, Kathryn Carpenter
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 39′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    La premessa, i primi dialoghi e il combattimento fra Perseo e la chimera mi avevano fatto ben disporre sul film, successivamente il ritmo scade e lo script non avvince, anzi annoia con soluzioni che sinceramente non mi hanno convinto ne’ appassionato. Si rialza lievemente nella battaglia finale ma è poca roba.
    Tutta la parte centrale con attori veramente odiosi, combattimenti visti e rivisti, un Minotauro sprecato e una improbabile fuga dagli Inferi (con un Ade redento da un momento all’altro) penalizzano di molto un film che dovrebbe intrattenere.
    Carina la presentazione del Tartaro.
    Anche vedendolo in 3D, oltre le scene citate in recensione, ne sarei rimasto deluso.

  2. Marco scrive:

    Ad Albe, al recensore e a chiunque lo abbia visto: che ne pensate di “Immortals” di Tarsem?

  3. Alberto Cassani scrive:

    Io non l’ho mai visto, ma all’epoca ricordo che non me ne parlarono poi male.

  4. Marco scrive:

    Visivamente e registicamente mi è piaciuto, le scene di lotta sono ben girate con brio mentre rallenta nelle statiche scene di dialogo. Tarsem regala bei giochi di regia ed alcune scene ben costruite.
    La storia però è il suo punto debole, superficiale e mai appassionante.
    E gli attori non sono da meno ridotti a macchiette.
    Colonna sonora lasciata in penonmbra.

  5. Marco scrive:

    Albe pareri su “Tartarughe Ninja” sempre di Liebesman?

  6. Alberto Cassani scrive:

    Non avendo in grande simpatia le Turtles, non ho mai visto nessuno dei loro film.

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