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Loro 1 di Paolo Sorrentino

26 aprile 2018 Recensioni 1 Commento
Loro 1

Universal, 24 Aprile 2018 – Intangibile

Sergio Morra è un ambizioso imprenditore che, durante un rapporto sessuale, rimane colpito da un tatuaggio raffigurante “Lui”: Silvio Berlusconi, presente sul fondoschiena di una ragazza. Decide, così, di organizzare una festa con fiumi di ragazze e droga per attirare l’attenzione del Cavaliere…


Prima di parlare di “Lui”, bisogna conoscere “Loro”, quell’eterogeneo insieme di figurine evanescenti che orbitano attorno ai saloni del Potere, coloro che bramano di uscire dalla decadente mediocrità specchio di un’Italia destinata al declino. Quindi, se da un lato c’è un feticcio allegorico di Berlusconi – in “esilio” nella sua Villa in Sardegna – dall’altro c’è il “berlusconismo”, nella sua accezione più marcia e squallida. Anche se, a dire il vero, da questo primo capitolo di Loro i due universi appaiono quanto di più lontano si possa immaginare. Paolo Sorrentino si prende i suoi tempi, pur senza pause, mettendo in scena un “acid trip” estenuante, in cui l’attesa diventa fulcro della narrazione, nei personaggi e nello spettatore. Tutti aspettano Lui.

Nel frattempo, viene proposta un’orgiastica rivisitazione degli avanzi de La grande bellezza, ma qui i temi cambiano: non c’è più traccia di magia né di disincanto, prevale bensì il grottesco, l’eccesso, in quello che è forse il Sorrentino più ambizioso, ma anche più italiano. L’intento di caricare l’atmosfera per introdurre un mite e ritirato Berlusconi-Servillo, appare a tratti non necessario, ma risulta tuttavia interessante la forte spaccatura tra l’orbita-Italia e il pianeta-Silvio. La rottura tra i due mondi è messa in risalto anche dal simbolismo della prima parte, popolata da figure mistiche e non ben definite (il Ministro, Dio), contro le persone reali (Silvio, Veronica, Apicella…) della parte conclusiva. Un aspetto volto a ricalcare il conflitto tra l’immateriale e il corporeo, tra l’aspettativa e la realtà, tra Lui e Loro.

Questo Loro 1, nella prima ora, non è altro che un tappeto rosso, della miglior sartoria italiana, steso per mettere in scena un’attesa, quella dei “Loro”, guidati da Sergio Morra, figura vagamente ispirata all’imprenditore pugliese che entrò nell’ambiente dell’ex premier e che fu poi condannato a sette anni. Ma a Sorrentino non sembra interessare (per ora) il lato politico, tantomeno quello biografico, da cui prende immediatamente le distanze, preferendo invece la messa in scena dell’astrazione del Potere, l’eccitazione che deriva dal concetto e dall’intangibilità dello stesso. Perché quando poi il Potere entra in scena, è forse come nessuno se lo immaginava.

L’idea che lascia questa prima parte, è di un’opera difficilmente giudicabile come a se stante, ma che appare a tratti impalpabile e profondamente legata a un’essenza che si rivelerà probabilmente nel secondo capitolo.


La locandina di Loro 1Titolo: Loro 1
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette
Nazionalità: Italia – Francia, 2018
Durata: 1h. 44′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Daniele ha detto:

    Commento poco tecnico: insomma la solita menata di Sorrentino…

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