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Loro 2 di Paolo Sorrentino

16 maggio 2018 Recensioni 0 Commenti
Loro 2

Universal, 10 Maggio 2018 – Sobrio

Silvio Berlusconi, confinato nella sua villa in Sardegna, pianifica le sue mosse per tornare a governare l’Italia. A questo periodo di transizione politica si aggiunge la profonda crisi con la moglie Veronica, che Silvio cerca di riconquistare mettendo in pratica le sue doti da venditore…


Le lancette che scandiscono il passare del tempo come metafora del guadagno istantaneo sono utilizzate da Silvio Berlusconi come mossa per riprendersi il Governo, e dunque l’Italia. Un tempo indomabile per chiunque; anche per chi, nella vita, si è sempre sentito invincibile. È soprattutto di questo che parla la conclusione del dittico di Paolo Sorrentino che, partendo da “loro”, arriva finalmente a parlare di “lui”, nel modo in cui probabilmente nessuno si aspettava. Sorprende, infatti, quanto Loro 2, al contrario di Loro 1, sia unicamente dominata dalla figura di Servillo-Berlusconi che, con il suo schizofrenico protagonismo, non lascia spazio a nessuno. Non c’è quasi più traccia di “loro”, ridotti ormai a macchiette senza volto, marionette mosse dai fili del Potere, relegate ai margini di un futile esibizionismo. Toni Servillo scava a fondo in una figura levigata dal tempo, attraversata da una luce che si insinua tra le sue rughe, evidenziando una gamma di espressioni forzatamente sopra le righe, a metà strada tra caricatura e patetismo.

L’effetto “collage” delle varie situazioni non dà quasi mai l’impressione di compattezza, evidenziando i limiti di un’opera ambiziosa ma di difficile realizzazione che sceglie qui la via della sobrietà, mettendo in scena una figura più complessa di quella che appare. Se nella prima parte c’erano fin troppi “sorrentinismi”, tanto da cadere a tratti nell’autocaricatura, Loro 2 cambia completamente registro, scavando forse troppo nella dimensione umana del Cavaliere e finendo per farne perdere l’attrattiva. Il feticcio del Potere che tutti bramano non è altro che un leone ferito che lotta contro i suoi eterni nemici: i comunisti e il tempo, non rassegnandosi nemmeno di fronte alle parole di una giovane ragazza che lo paragona al nonno. L’unica cosa che sembra scalfirlo è la moglie Veronica, la sola in grado di ledere colui che non si offende mai.

In questo secondo capitolo tutto si fa più evidente, più semplice, dalla divertente banalizzazione delle fiction Mediaset, al terremoto fisico e politico che dilania un’Italia anch’essa invecchiata male. Poi c’è il titolo: Loro 2, evidente rimando a Silvio e Veronica, con quest’ultima che funge probabilmente da specchio di un Paese che insegue la modernità, abbandonando un triste Berlusconi davanti al suo vulcano artificiale, attrazione proposta svariate volte ai suoi ospiti, senza suscitare il minimo interesse. L’Italia sembra chiamarlo al grido di «noi rivogliamo Gesù», prima di abbandonarlo a terra tra le ceneri del terremoto.

Nonostante gli evidenti difetti, questo Loro 2 mette in scena uno dei ritratti meno banali di una figura che si rivela più articolata del previsto, forse più adatta a una serie Tv. L’impressione generale è infatti quella di un progetto incompleto, che necessiterebbe di qualcosa in più.


La locandinaTitolo: Loro 2
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Roberto Herlitzka
Nazionalità: Italia – Francia, 2018
Durata: 1h. 40′


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