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L'ultima alba di Antoine Fuqua

22 novembre 2003 Recensioni 0 Commenti
L'ultima alba

Medusa, 21 Novembre 2003 – Trascurabile

Quando un colpo di stato rovescia il governo nigeriano, il tenente Waters e la sua squadra di Navy SEALs vengono incaricati di recuperare una cittadina statunitense alla guida di un ospedale presso una missione cristiana. Disobbedendo agli ordini ricevuti, la squadra tenta di mettere in salvo anche un gruppo di rifugiati…


Bruce Willis e Cole Hauser in L'ultima albaGuardate bene i volti dei “cattivi” nei film di guerra: sono sempre lo stesso personaggio, aggiornato di volta in volta al contesto geografico, politico e militare. Non fa eccezione il violentissimo capo dei ribelli sulle tracce di Bruce Willis in questo L’ultima alba, ambientato in una Nigeria turbata da sanguinosi conflitti interni.

Alla regia Antoine Fuqua, un altro degli esponenti della Propaganda Films di Bay, Fincher e West. Dopo Training Day, il regista ha preso in mano questo progetto della cui convenzionalità è indice il fatto che è stato riadattato più volte, e sembrava dover essere lo script per il prossimo Die Hard.

Monica Bellucci e Hadar Busia-Singleton in una scena di L'ultima albaA differenza del superaccessoriato personaggio interpretato da Bruce Willis, il film non sembra capace di trovare la propria strada nella giungla, alternando e abbozzando inclinazioni diverse. Un lungo inserto di denuncia sulle brutalità della guerriglia, ad esempio, risulta ingiustificato essendo affiancato da esibizioni di retorico machismo hollywoodiano. Questa stridente alternanza corrisponde probabilmente ai contrasti avuti sul set tra il regista e Willis riguardo alla direzione da dare al film.

Bruce Willis, Monica Bellucci e il regista Antoine Fuqua sul set di L'ultima albaL’ultima alba tende così ad assomigliare all’ingenua rappresentazione bellica di film come Behind Enemy Lines, in cui tutto si riduce a pretesto. Basti osservare la risibile figura del cattivo sulle tracce dei buoni, intercambiabile con tante altre tra cui proprio quella del film di John Moore. Una differenza rilevante è invece nello stile scelto che, al contrario dell’esagerazione pacchiana di Moore, si fa più sobrio, più ordinato e meno frenetico. La scelta era quasi obbligata, visto che stiamo parlando di SEAL, una squadra tattica speciale, ma questo è ugualmente il maggior pregio del film. Fuqua riesce a non farsi sopraffare dall’ambientazione, mantenendo il controllo sulla scena come il McTiernan dei tempi di Predator. A questa analisi fa comunque eccezione il climax finale, in cui saltano tutti gli schemi (narrativi e militari) per lasciare spazio ad una corsa disperata in cui viene a galla la pochezza strutturale del film.

Bruce Willis in una scena di L'ultima albaSi tratta, ad ogni modo, di un sufficiente film d’azione, ben girato ma funestato dalla solita retorica militare, a cui buona parte del pubblico è comunque assuefatta. Bruce Willis per l’occasione torna a vestire i panni del comandante tutto d’un pezzo, duro anche se stanco e provato. La Bellucci invece se la cava in un ruolo dimesso, che ce la mostra lontana dal consueto ideale sexy (incarnato anche in Matrix). Probabilmente queste parti giovano alla sua recitazione (anche in Ricordati di me si notava qualcosa di simile), unitamente alla presa diretta in inglese, sicuramente migliore del doppiaggio di se stessa.


La locandina di L'ultima albaTitolo: L’ultima alba (Tears of the Sun)
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Alex Lasker, Patrick Cirillo
Fotografia: Mauro Fiore
Interpreti: Bruce Willis, Monica Bellucci, Cole Hauser, Eamonn Walker, Tom Skerritt, Nick Chinlud, Fionnula Flanagan, Malick Bowens, Johnny Messner, Paul Francis, Chad Smith, Akosua Busia, Peter Mensah, Charles Ingram, Hadar Busia-Singleton
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 2h.


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