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"Master & Commander" di Peter Weir

27 novembre 2003 Recensioni 6 Commenti
Master & Commander

Buena Vista, 19 Dicembre 2003 – Appassionante

Aprile 1805. Alle coste del Brasile il vascello brittanico del comandante “Lucky” Jack Aubrey si scontra con una nave pirata battente bandiera francese. Ma ci vuole più di un po’ di fortuna per vincere lo scontro: ci vuole un gran marinaio al comando della nave, ed un equipaggio di grandi combattenti al suo servizio…


Russell Crowe in Master & CommanderCi sono film che, a prescindere dal loro effettivo valore artistico, finiscono per avere una grande importanza nella storia del cinema successivo, finiscono per essere una notevole influenza sui filmaker che si approcciano allo stesso genere. Matrix, ad esempio, ha riscritto gli standard con cui girano i film d’azione ad Hollywood, oltre che dato una bella spinta in avanti agli effetti speciali digitali. Salvate il soldato Ryan ha ridefinito la concezione stessa di film di guerra, ha mostrato come si possa raccontare l’orrore della guerra in maniera efficace e anche dal punto di vista visivo, non solo attraverso ambientazione e personaggi come hanno fatto Kubrick e Coppola con Full Metal Jacket e Apocalypse Now.
Una scena di Master & CommanderPeter Weir ha tenuto ben presente la lezione di Spielberg al momento di ideare le battaglie navali di questo suo Master & Commander, decidendo di utilizzare alcune soluzioni tecnico-narrative del tutto identiche a quelle del film con Tom Hanks. Questo ha aiutato il regista australiano a creare delle scene di battaglia, che non sono certo il suo pane quotidiano, estremamente coinvolgenti e realizzate benissimo. Ma non è solo l’azione a reggere questa pellicola.

Russell Crowe in una scena di Master & CommanderIspirata da una serie di romanzi d’avventura marina scritti da Patrick O’Brian e decisamente poco conosciuti nel nostro paese, la sceneggiatura di John Collee e dello stesso Peter Weir perde molto del nozionismo marinaresco che caratterizza le pagine di O’Brian. Eppure, pur senza divenire pedante, la pellicola riesce ad immergere lo spettatore nel mondo in cui è ambientato, finendo per essere più che un semplice film d’avventura: è la storia, sentita e almeno a tratti appassionante, di un gruppo di marinai – di un “gran capitano”, soprattutto – che naviga l’Oceano Pacifico nei primi anni del XIX° secolo. Ma forse il vero pregio di questo lavoro di Weir è un altro: non stanca lo spettatore nonostante le due ore abbondanti e riesce ad interessarlo ad una vicenda in fondo prevedibilissima e a personaggi riusciti ma un po’ stereotipati.

Paul Bettany e Russell Crowe in Master & CommanderUno degli stereotipi più frequentati dal cinema hollywoodiano è il maschio bigger than life, tutto d’un pezzo, superiore a tutto e tutti. E nella Hollywood di oggi, nessuno è in grado di interpretare questo personaggio meglio di Russell Crowe, che è decisamente più efficace in questi panni che non in quelli di personaggi più dimessi come il John Nash di A Beautiful Mind o anche il Jeff Wigand di Insider. Non è un caso, infatti, che nonostante la bravura dimostrata nei succitati film l’Oscar come miglior attore l’abbia vinto con l’interpretazione più fisica che altro de Il Gladiatore. In Master & Commander, Crowe è bravissimo in un ruolo che pochi altri avrebbe saputo interpretare con pari efficacia. Al suo fianco brilla l’ottimo Paul Bettany, che si conferma qui uno dei volti nuovi più talentosi di Hollywood. Tutto il resto del cast e della troupe fa il suo dovere senza farsi ricordare, com’è giusto per un film simile che, per quanto fiero e prorompente, è soprattutto la storia, ben narrata, di un gruppo di marinai ottocenteschi. E del loro gran capitano.


La locandina di Master & CommanderTitolo: Master & Commander – Sfida ai confini del mare (Master & Commander: the Far Side of the World)
Regia: Peter Weir
Sceneggiatura: Peter Weir, John Collee
Fotografia: Russell Boyd
Interpreti: Russell Crowe, Paul Bettany, James D’Arcy, Edward Woodall, Chris Larkin, Max Pirkis, Jack Randall, Max Benitz, Lee Ingleby, Robert Pugh, Richard McCabe, Ian Mercer
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 2h. 10′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Alberto io di Weir ho appena visto “L’Attimo fuggente” e lo trovato molto significativo, profondo e anche commuovente.
    Le interpretazioni sono eccezionali soprattutto Sean Leonard e, ovviamente Williams.
    Te come lo hai trovato? Sei andato a vederlo al cinema quando uscì? Sai se ha avuto anche successo commerciale e non solo di critica?

  2. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    “Master & Commander” è un gran film.
    Magistrali Russell Crowe e Paul Bettany.
    Perfetta la ricostruzione storica.
    Scene d’azioni avvincenti e commovente.
    Entrerà nella storia dei film epici.

  3. Alberto Cassani scrive:

    L’attimo fuggente non l’avevo visto al cinema, lo vidi in televisione o in vhs – non mi ricordo – ma non mi aveva entusiasmato. E’ un buon film, ma mi dava l’impressione di essere troppo “studiato” per riuscire ad emozionarmi davvero. In generale ebbe un successo di pubblico enorme, e non mi sembra che l’Italia fece eccezione: incassò più di 235 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un costo di produzione di solo 16. Credo che sia stato più apprezzato dal pubblico che non dalla critica, comunque.

  4. […] Sostanzialmente, tutti noi ricordiamo e probabilmente abbiamo visto questo film: […]

  5. Riccardo scrive:

    Alberto, sarei intenzionato a vedere il primo film di weir Cars That Ate Paris, se lo hai visto come ti è sembrato e lo consiglieresti?

  6. Alberto Cassani scrive:

    No, non l’ho mai visto. So che ne esistono due versioni diverse, però: quella originale australiana e una rimontata per gli Stati Uniti. Non so esattamente che differenze ci siano, però.

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