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"Philomena" di Stephen Frears

19 dicembre 2013 Recensioni 10 Commenti
Philomena

Lucky Red, 6 Febbraio 2014 – Toccante

Il giornalista inglese Martin Sixsmith, disoccupato a causa di uno scandalo politico, si imbatte in Philomena, una signora irlandese in cerca del figlio dato in adozione, contro la sua volontà, cinquant’anni prima. Martin deciderà di aiutarla e scrivere un articolo sulla vicenda…


Judi Dench e Steve CooganSette anni dopo The Queen – La regina, Stephen Frears torna a Venezia con un altro lavoro ispirato a fatti di cronaca e incentrato su una figura femminile forte. Questa volta, il regista britannico sceglie di raccontare il dramma umano di una donna comune, e il rapporto di amicizia e rispetto reciproco che può nascere tra individui diametralmente opposti, sia per estrazione sociale sia per il modo di affrontare la vita. Basandosi sulle vicende narrate dal giornalista Martin Sixsmith nel libro The Lost Child of Philomena Lee, Frears firma un film calibrato e incisivo, toccante nella sua sincerità.

Judi Dench e Steve Coogan in una scenaPhilomena è un film costruito su una sceneggiatura – firmata proprio dal protagonista Steve Coogan insieme con Jeff Pope – in perfetto equilibrio tra il melodramma e la commedia, dotato di una regia armoniosa e funzionale, in grado di conferire un ritmo sostenuto agli eventi narrati, e completato da due interpretazioni magistrali da parte di Judi Dench e Steve Coogan, che abitano i loro personaggi con totale credibilità. Il rapporto tra Philomena e Martin è indubbiamente il cuore dell’opera, e questo elemento è gestito in maniera brillante in fase di scrittura: i dialoghi fra i due personaggi sono definiti e sostenuti, conditi da tocchi di umorismo british. Il film dà credito ai punti di vista di entrambi, senza cercare di offrire una soluzione finale ma mostrando solo il modo in cui essi si arricchiscono vicendevolmente.

Una scenaIl tutto è impreziosito da un ottimo montaggio – opera del napoletano Valerio Bonelli – in grado di amalgamare sapientemente le tre linee temporali delle vicende (il presente, i ricordi di Philomena e i filmati di suo figlio ripresi dai genitori adottivi), e dall’ispirata colonna sonora del prolifico Alexandre Desplat.

Philomena è una pellicola matura e gestita con intelligenza, ricca di temi complessi – dalla ricerca delle proprie radici al rapporto con la religione – trattati con semplicità e delicatezza. Un’opera che meriterebbe più di un riconoscimento importante in questa 70ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia.


La locandina originaleTitolo: Philomena (Id.)
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope
Fotografia: Robbie Ryan
Interpreti: Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark, Anna Maxwell Martin, Ruth McCabe, Barbara Jefford, Kate Fleetwood, Peter Hermann, Mare Whinningham, Michelle Fairley
Nazionalità: Regno Unito – USA – Francia, 2013
Durata: 1h. 34′


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Un bel film.
    Ben scritto, ben diretto e interpretato meravigliosamente da Judi Dench.
    Però, appena la pellicola termina, rimane la sensazione di aver visto tutto per nulla .
    Come giustamente dice Luca nella recensione è un film ricco di temi, e di grande profondità ma l’immediata
    frustrazione per chi non conosce la storia, è innegabile. E dal momento clou, si passa almeno una buona mezz’ora a chiedersi quando arriverà il secondo colpo di scena, che però non ci sarà mai . Sarebbe stato difficile costruire il film in un altro modo, comunque.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Credo che il problema dipenda anche se non soprattutto dal registro da commedia scelto dagli autori, che finisce volutamente per stemperare la portata dei colpi di scena drammatici. Perché a ben guardare il primo colpo di scena è che il figlio è morto, mentre il secondo è che le suore sapevano tutto. E sono usati con tempistiche da manuale, solo che avvengono appunto in momenti in cui abbiamo appena finito di sorridere (in senso lato) e quindi sconvolgono meno di quanto avrebbero fatto in un dramma strappalacrime. Non so però se rimanga davvero la sensazione di aver visto il film per nulla, penso piuttosto che non riesca (e probabilmente non voglia farlo) spostare l’opinione dello spettatore riguardo di quel tipo di istituzioni religiose, e per questo lasci l’idea di aver perso tempo sentendosi dire qualcosa che già si sapeva.

  3. Guido scrive:

    Grazie per la risposta, è stato veramente complicato formulare un’opinione sensata.
    Se avessi visto il film conoscendo la storia, probabilmente avrei dato un giudizio completamente diverso.

  4. Guido scrive:

    …e poi, se vogliamo dirla tutta… il trailer è incredibilmente fuorviante .

  5. Alberto Cassani scrive:

    Il trailer non l’ho mai visto: è uno dei privilegi dei critici, quello di vedere i film prima che i trailer te li rovinino.

  6. Guido scrive:

    Già, dovrei evitare di guardarli. Ma poi te li becchi al cinema.
    A te era piaciuto “The Queen”? A parte l’interpretazione della Mirren io ricordo solamente tanta noia.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Visto al Festival di Venezia mi era piaciuto, poi mi è capitato di rivederlo in televisione e l’ho trovato terrificante.

  8. Guido scrive:

    E come mai questa svolta?

  9. Alberto Cassani scrive:

    Perché sembrava girato come una fiction italiana. Avendolo già visto e non sopportando l’illuminazione posticcia e le inquadrature da foto del matrimonio che sul piccolo schermo sembravano giganteggiare, ho girato su un concerto dei Foo Fighters.

  10. Marco scrive:

    Piaciuto. Giusta recensione la quale descrive molto bene le tematiche e ciò che il film trasmette.
    Ottimi i due protagonisti.

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