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"Piovono polpette" di Phil Lord & Chris Miller

21 dicembre 2009 Recensioni 5 Commenti
Piovono polpette

Sony, 23 Dicembre 2009 – Grasso

Flint è un inventore geniale ma decisamente maldestro, che nonostante l’impegno non fa che distruggere la sua piccola cittadina. L’invenzione con la quale muta l’acqua in cibo rischia di essere una fortunatissima rivoluzione mondiale, ma le cose sono sempre complicate…


Flint Lockwood in Piovono polpettePrima c’era l’invasione dei cartoni animati, poi dei cartoni animati realizzati al computer, ora dei cartoni animati – realizzati o meno al computer – in 3D; la cadenza con cui escono è pressoché mensile e anche a Natale (almeno in Italia) non potevano mancare. Così, a fare concorrenza al Natale di Zemeckis o a panettoni e pandori di produzione nostrana, la Sony manda nell’arena il suo nuovo film animato e tridimensionale, diretto da Phil Lord e Chris Miller. E seppur non vincerà la lotta degli incassi, Piovono polpette fa sicuramente il pieno di risate.

Una scena di Piovono polpetteAvventura di “fantascienza” che la sceneggiatura dei due registi – tratta dall’omonimo libro per bambini scritto da Judi Barrett e illustrato dal marito Ron Barrett – divide molto nettamente in due parti, la prima esclusivamente comico-demenziale, l’altra del tutto avventurosa, per sfruttare a pieno la tecnologia tridimensionale.

Sam Sparks e Flint Lockwood in Piovono polpetteIl film ovviamente si appoggia sui classici temi resi quasi cantilena dalla tradizione disneyana, come il riconoscimento e l’approvazione paterna, la realizzazione dei propri sogni, le diversità che diventano punti di forza, e in questi non fa passi avanti, ma si spinge oltre dal punto di vista della messinscena dell’umorismo, folle e molto libero, vicino a notissimi esempi televisivi come I Simpson o I Griffin. E così risulta perfettamente coerente la costruzione di una parodia della fantascienza più catastrofista – come 2012, contemporaneamente nelle sale – in cui gli scenari apocalittici diventano cumuli di residui di cibo, come se la terra diventasse un’abnorme pattumiera, un riflusso gastrico di cibi che non digeriamo, il consumismo gastronomico come simbolo della decadenza di un mondo (ed è sintomatico che non si parli mai dell’utilizzo dell’invenzione di Flint a fin di bene).

Una scena di Piovono polpettePiovono polpette è un film che dal punto di visto del ritmo, dell’azione, delle trovate comiche non perde un colpo, dando alla sceneggiatura la possibilità di creare situazioni e gag paradossali e alla regia di inventare scene d’azione e di visione notevoli (il tempio di gelatina o lo straordinario viaggio all’interno dell’invenzione nel finale). L’animazione è precisa, ricca e vitale, capace di usare la stereoscopia per arricchire la visione, anche se non riesce a emanciparsi dai limiti congeniti all’operazione, che però può farsi forza di un tono e di una verve che lasciano allo spettatore un piacevole ricordo.


La locandina di Piovono polpetteTitolo: Piovono polpette (Cloudy with a Chance of Meatballs)
Regia: Phil Lord & Chris Miller
Sceneggiatura: Phil Lord, Chris Miller
Fotografia:
Doppiatori: Oreste Baldini, Domitilla D’Amico, Angelo Nicotra, Stefano Crescentini, Massimo De Ambrogis, Roberto Draghetti
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 1h. 30′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Divertente film. Molto belli gli effetti spaciali d’animazione.
    Non posso dire che lo script sia originale dato che è tratto da un libro, semmai posso dire ai registi bravi nell’aver scelto questo libro per la trasposizione.
    Ci sono i soliti clichè che ha parlato anche la recensione tipici “disneyani”che tolgono punti a favore del film.
    Carini i richiami ai film catastrofici di Emmerich ( Independece Day e The Day Aftre Tomorrow ).
    Alcune trovate belle, altre troppo infantili.
    Lontano miglia dai capolavori sia per qualità che contenuti della Pixar sia chiaro.
    Se lo avesse fatto la DreaWorks Animation non sarebbe cambiato niente.
    Coloratissimi i titoli di coda.

  2. Marco scrive:

    Sequel più fiacco del predecessore.

    ùNel primo vi erano trovate originali su come vedere il cibo “buono” da quello “cattivo”, nel secondo si è normalizzato un pò tutto, anche se la parodia delle multinazionali all’inizio è carina e la presentazione dell’isola, oltre che a brillanti effetti grafici, faceva ben sperare in interessanti trovate, ma come già affermato, nel finale si è buttato tutto alla “volemose bene”.

  3. Marco scrive:

    Albe, o chiunque altro, che ne pensate di “Lego Movie”?

  4. Alberto Cassani scrive:

    Io ce l’ho lì ma non l’ho ancora visto.

  5. Marco scrive:

    Riguardo “Lego Movie”:
    Bella l’idea, ottima grafica, un paio di divertenti battute ed interessante la svolta finale.
    Sceneggiatura che, dopo un simpatico inizio si risolve accomodandosi troppo su piani infantili e prevedibili.

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