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"Shrek - e vissero felici e contenti" di Mike Mitchell

23 agosto 2010 Recensioni 11 Commenti
Shrek

Universal, 25 Agosto 2010 – Imborghesito

Shrek e Fiona sono una famiglia felice: accasati, famosi, con figlioletti adorabili e cene di famiglia con Ciuchino, la dragona e i loro figli. Ma la nostalgia di un passato di avventure e spaventi porta Shrek a fare un accordo col subdolo Tremotino, che lo condurrà in una strana realtà parallela…


Fiona e Shrek in una scenaGiunti al quarto capitolo della serie cinematografica dedicata all’orco meno grazioso di sempre, anche la DreamWorks decide di darci un taglio e chiudere, a causa del calo di qualità evidente a partire dal film precedente, ma anche per un’inflessione negli incassi (uscito il 21 maggio negli Stati Uniti, il film ha incassato finora 663 milioni contro il miliardo di dollari del secondo film). E allora il regista Mike Mitchell decide di dare al finale un aspetto fin troppo convenzionale e fiabescamente avventuroso.

Tremotino e ShrekDopo tre film in cui i cliché e gli stereotipi delle favole di ogni dove venivano messi alla berlina, gli sceneggiatori Josh Klausner e Darren Lemke prendono invece una fiaba e la ricalcano, concentrando la loro fantasia sul ribaltamento del mondo di Shrek, ma anche sulla conversione “borghese” e conservatrice di quel mondo. Il film, infatti, punta tutto il suo appeal sentimentale sul dilemma di ogni uomo definitivamente adulto sul contrasto tra la vita da single e la “sistemazione” familiare, tra i crazy days di chi non vuole sconfiggere la sindrome di Peter Pan e la routine anche noiosa di chi invece riesce a mettere la testa a posto: e così in controtendenza rispetto agli altri tre film, il quarto sposa in pieno la filosofia delle sit-com anni ’50 o di qualunque film familiare degli ultimi 50 anni e cioè l’esaltazione solo apparentemente lucida di ogni forma di aggregazione familiare.

Shrek, Ciuchino e il Gatto con gli StivaliLa scelta concettuale fa da sfondo anche al cambio di registro narrativo del film, specie rispetto al numero tre. Se prima, a fronte di trame blande o poco costruite (e con pessimi personaggi, come quello doppiato da Justin Timberlake), si sopperiva con gag scoppiettanti e a tratti quasi oltraggiose, qui Mitchell preferisce puntare su una trama solida, avventurosa, ben scritta a discapito del divertimento e dell’essenza – forse – del personaggio. E il film diventa piacevole e curioso, anche avvincente, ma spurio, convenzionale, normalizzato da una sceneggiatura in cui l’irrisione delle morali precotte della favola classica lascia spazio alla ripetizione regolare della morale principale del film. Per il resto, c’è tutto ciò che ci si aspetta, compreso un gatto con gli stivali grasso e un battagliero omino di marzapane, ma proprio per questo manca l’aria di follia che giustificò il successo della serie. E che nemmeno il 3D può far spirare.


La locandinaTitolo: Shrek – e vissero felici e contenti (Originale)
Regia: Mike Mitchell
Sceneggiatura: Josh Klausner, Darren Lemke
Fotografia: Yong Duk Jhun
Doppiatori: Renato Cecchetto, Nanni Baldini, Selvaggia Quattrini, Antonio Banderas, Francesco Vairano, Giorgio Lopez, Mariapia Di Meo, Alessandro Rossi, Corrado Conforti
Nazionalità: USA, 2010
Durata: 1h. 33′


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Attualmente ci sono 11 commenti a questo articolo:

  1. Postt scrive:

    si dice iMborghesito non INborghesito

  2. Alberto Cassani scrive:

    Hai ragione, è sfuggito un refuso. Grazie della segnalazione.

  3. Marco scrive:

    Concordo col recensore su di una trama solida e ben raccontata a discapito del divertimento e di gag a ripetizione, ma proprio per questo boccio il film (prendendo come metro di paragone gli altri film della saga) dato non mi ha trasmesso niente, se non farmi passare un’ora e mezza di svago ma non di divertimento.
    Qualità grafica salita di livello, molto belli infatti le espressioni dei protagonisti, il loro modo di porsi e gli splendidi scenari con una azzeccata colonna sonora; questi possono definirsi i punti forti del film.
    Apprezzabili i titoli di coda con vecchie clip dei precedenti film.
    In conclusione un degno finale (e speriamo veramente sia così) di una saga che obiettivamente possiamo definire, nonostante tutto, una delle più originali nel campo di animazione degli untimi 10 anni.
    Il secondo capitolo rimane il migliore, personalmente anche di più del troppo farsesco (anche se volutamente) primo capitolo.
    Sul terzo possiamo anche stendere un velo pietoso, salvando solo qualche lieve battuta.

  4. Marco scrive:

    Albe avete visto Megamind? Se si cosa ne pensi/pensate?

  5. Alberto Cassani scrive:

    Non mi pare che l’abbia visto nessuno di noi. Né quello né “Cattivissimo me”.

  6. Marco scrive:

    Scrivo qui in assenza della recensione. Ho trovato carino lo spin-off “Il Gatto Con Gli Stivali”, più carino del terzo e del quarto capitolo di Shrek messi assieme.
    Bella storia e divertenti gag. Il 3D non so ma la grafica è come sempre molto curata.
    Albe visto?

  7. Alberto Cassani scrive:

    Io volevo scappar fuori urlando dalla sala…

  8. Marco scrive:

    Ahahahah addirittura? No bè dai ne ho visti di peggio sicuramente. Cosa ti ha infastidito?

  9. Alberto Cassani scrive:

    Qualunque cosa, dal doppiaggio di Banderas all’uovo gigante alla regia.

  10. Marco scrive:

    Rivisto.
    Riconfermo quasi il mio vecchio commento modificando il fatto che la trama non è che sia così solida (anzi finisce come è inizato ma nel mezzo c’è la prevedibilità più totale), un pò più d’azione questo si.
    Aggiungo punti forti il gatto cicciottello e qualche battuta incastrata qui è la. Senza esagerare.

  11. Paolo scrive:

    Io confermo il commento sullo spin off del gatto con gli stivali, davvero orrendo per me

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